BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Papa Leone XIV: In Gesù è possibile vedere “i crocifissi dell’umanità”.

L’omelia della Domenica delle Palme di papa Leone XI

Di Antonio Tarallo

Città del Vaticano , domenica, 29. marzo, 2026 11:01 (ACI Stampa).

La piazza gremita, i fedeli in festa. Un grande “prato” di palme e di olivi: questa la scenografia di oggi in piazza San Pietro, illuminata da un sole che splende in un cielo azzurro, chiaro. Un sole di speranza in un momento buio della storia. Inizia la Settimana Santa, un  programma adatto di impegni per papa Leone XIV. 

Tutti i fedeli attendono le parole del papa. Attendono le parole della sua omelia dopo la lettura della “Passio”, il Vangelo di oggi.  “Mentre Gesù percorre la via della croce, ci mettiamo dietro di Lui, seguiamo i suoi passi. E camminando con Lui, contempliamo la sua passione per l’umanità, il suo cuore che si spezza, la sua vita che si fa dono d’amore. Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza”, con queste parole, papa Leone XIV comincia la sua omelia. In Gesù , Leone XIV vede “la luce del mondo, mentre le tenebre stanno per ricoprire la terra”. Gesù che è vita “mentre si compie il piano per condannarlo a morte” così sottolinea il pontefice.

Un’omelia quella di papa Leone XIV che si concentra sul tema della pace, tanto preziosa per il mondo di oggi. Un Re della pace:  “Come Re della pace, entra in Gerusalemme in groppa a un asino, non a un cavallo”, sottolinea il pontefice. 

Sottolinea, poi, il silenzio di Cristo, “mentre veniva caricato delle nostre sofferenze e trafitto per le nostre colpe”. Nessuno può giustificare la guerra, “tuona” papa Leone XIV, “usando” Dio. I n Gesù – ricorda il pontefice – è possibile vedere “i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra”.

E conclude con una citazione. Cita il Servo di Dio, il vescovo Tonino Bello. Prega la Vergine, papa Leone XIV e lo fa con una poesia del vescovo molfettano: «Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. […] E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera»” . E al popolo di Dio non rimane altro che rispondere con un “Amen


Papa Leone XIV: la supplica al Principe della Pace per i popoli feriti dalla guerra

L’Angelus di papa Leone XIV

Di Antonio Tarallo

Città del Vaticano, domenica 29 marzo 2026, 11:52 (ACI Stampa).

Un appello alla pace, una preghiera sentita, forte, per i cristiani del Mediorente che “non possono vivere i riti della Settimana Santa” ma che “partecipano in modo reale alla sua sofferenza”. Così papa Leone XIV prima della preghiera mariana dell’Angelus. E continua: “La loro prova interpella la coscienza di tutti. Eleviamo la nostra supplica al Principe della Pace affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace. Desidero anche affidare al Signore i marittimi che sono vittime della guerra. Prego per i defunti, per i feriti e per i loro familiari”.

E, conclude: “Terra, cielo e mare sono creati per la vita e per la pace. E preghiamo per tutti i migranti morti in mare, in particolare per quelli che hanno perso la vita nei giorni scorsi al largo dell’isola di Creta”.  E prima della preghiera dell’Angelus: “Insieme ci rivolgiamo ora alla Vergine Maria, affidando alla sua intercessione ogni nostra supplica. Lasciamoci guidare da lei in questi giorni santi, per seguire con fede e con amore Gesù, nostro Salvatore”.

Il vincitore della guerra in Iran è Putin

Di Leone Grotti

27 Marzo 2026 – Tempi

La Russia sta sfruttando (e alimentando) la guerra tra gli Usa e gli ayatollah per ottenere vantaggi economici, diplomatici e militari. Mentre Mosca consegna droni a Teheran, Trump potrebbe dirottare in Medio Oriente le armi destinate all’Ucraina

Anche se l’Iran, parole di Donald Trump, sta «implorando gli Stati Uniti di raggiungere un accordo», la guerra in Iran procede a pieno regime. E per Vladimir Putin non potrebbe esserci notizia migliore. Da quando sono iniziati i raid di Usa e Israele contro il regime degli ayatollah, infatti, la Russia ha guadagnato decine di miliardi, ha aumentato il proprio potere negoziale e ottenuto vantaggi militari e diplomatici nella guerra contro l’Ucraina.

La guerra in Iran è una manna per la Russia

Secondo il Kyiv School of Economics Institute, l’aumento di circa il 40% del prezzo di petrolio e gas provocato dal blocco da parte dell’Iran dello Stretto di Hormuz, dal quale transita almeno il 20 per cento del petrolio e del Gnl mondiale, ha fatto raddoppiare i proventi dell’export di petrolio e gas per Mosca, che guadagnerebbe circa 760 milioni di dollari al giorno.

I proventi mensili dall’export di idrocarburi per la Russia, prosegue lo studio, è passato da 12 miliardi a 24 miliardi, soprattutto grazie allo stop di 30 giorni alle sanzioni sull’acquisto di petrolio russo concesso da Trump. Grazie a questa decisione il prezzo del petrolio russo, prima fortemente scontato per cause di forza maggiore, è aumentato del 72%.

Anche se il conflitto in Iran finisse la prossima settimana, ci vorrebbero mesi per tornare al consueto traffico attraverso Hormuz. Ecco perché, secondo l’istituto ucraino, la Russia incasserà quest’anno almeno 218,5 miliardi di dollari dall’export di petrolio e gas, il 63% in più rispetto alle stime effettuate prima dello scoppio della guerra.

Se il conflitto invece dovesse durare fino a sei mesi, allora Mosca arriverebbe a guadagnare fino a 386,5 miliardi.

Le offerte di Putin a Trump

Ma per quanto sia importante, non è l’aspetto economico quello che interessa di più al Cremlino. Putin è sempre concentrato sulla guerra in Ucraina e non potendo vincere dal punto di vista militare, a meno di accettare milioni di morti tra i suoi soldati, ha bisogno di ottenere un accordo favorevole con Kiev mediato dagli Stati Uniti.

Ecco perché sta offrendo agli Usa ogni tipo di aiuto, ovviamente chiedendo congrue contropartite. Prima Mosca ha proposto di interrompere la condivisione di intelligence e immagini satellitari con l’Iran (al quale fornisce coordinate precise per colpire le basi americane nel Golfo e gli impianti produttivi dei paesi arabi), a patto però che gli Stati Uniti non forniscano più il medesimo aiuto all’Ucraina. La proposta è stata rispedita al mittente.

Successivamente, Putin ha anche proposto a Trump di stoccare in Russia i circa 450 chili di uranio arricchito dell’Iran per favorire un accordo tra Teheran e Washington. Il presidente americano ha rifiutato.

Donald Trump presiede una riunione di gabinetto alla Casa Bianca (foto Ansa)

La Russia fornisce droni all’Iran

Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Russia sta sostenendo l’esercito iraniano, ricambiando il favore fatto da Teheran all’inizio della guerra in Ucraina, non solo inviando intelligence e aiuti umanitari, ma anche fornendo migliaia di droni a Teheran. La consegna, iniziata a inizio marzo, sarebbe quasi completata.

Il Cremlino ha tutto l’interesse a prolungare il conflitto: più l’Iran resiste ed è in grado di infliggere danni – materiali, economici e politici – agli Stati Uniti e ai suoi alleati, più gli Usa saranno costretti ad alzare il livello dello scontro, con il rischio che restino invischiati a lungo in Medio Oriente.

Se gli Usa tolgono le armi all’Ucraina

Se Trump dovesse decidere davvero di iniziare un’operazione di terra in Iran, allora l’attenzione americana rimarrebbe concentrata sul Medio Oriente a lungo. Washington sarebbe costretta a monitorare con meno attenzione il teatro europeo.

L’interesse russo è reso più manifesto da un’indiscrezione del Washington Post, secondo cui il Pentagono sta pensando di dirottare in Medio Oriente gli aiuti militari previsti per l’Ucraina.

Sia gli Usa che i paesi del Golfo, infatti, hanno bisogno di ingenti quantità di missili per la contraerea per intercettare i vettori e i droni lanciati dall’Iran alle basi americane in Medio Oriente e agli impianti di estrazione dei paesi arabi.

La Russia sta fornendo all’Iran migliaia di droni Gerbera, come quelli utilizzati nella guerra in Ucraina (foto Ansa)

Kiev è «molto preoccupata»

Gli Usa hanno smesso da tempo di pagare per rifornire di armi l’Ucraina. Gli armamenti più importanti giungono però ancora a Kiev dagli Stati Uniti attraverso il programma Purl (Prioritized Ukraine Requirements List). Lo schema è semplice: Washington invia le armi all’Ucraina e i paesi Nato pagano.

Ora il Pentagono starebbe pensando di dirottare in Medio Oriente gli armamenti previsti per l’Ucraina attraverso il sistema Purl. I funzionari di Kiev sarebbero «molto preoccupati» da questa eventualità, riporta il Kyiv Independent.

L’Ucraina può cedere il Donbass alla Russia

Quando Putin a inizio marzo ha telefonato a Trump per offrirgli il suo aiuto per risolvere il conflitto in Iran, il presidente americano gli avrebbe risposto: «Chiudi la guerra in Ucraina».

Le trattative con l’Ucraina però sono ferme. Il Cremlino, infatti, continua a chiedere che Kiev ceda la parte di Donbass che la Russia non è ancora riuscita a conquistare militarmente.

Volodymyr Zelensky ha rivelato mercoledì per la prima volta all’agenzia Reuters che gli Stati Uniti hanno inserito la cessione del Donbass alla Russia da parte dell’Ucraina come precondizione alle essenziali garanzie di sicurezza che gli Usa forniranno a Kiev.

«Le garanzie saranno formalizzate quando gli ucraini si ritireranno dal Donbass», ha dichiarato con rammarico Zelensky. Aggiungendo: «Il Medio Oriente ha decisamente un impatto importante sul presidente Trump».

Putin spera in una lunga guerra tra Usa e Iran

Gli Usa non hanno ancora deciso se invadere parte dell’Iran, l’isola di Kharg ad esempio, da dove passa il 90% dell’export petrolifero iraniano, per costringere il regime degli ayatollah a riaprire lo Stretto di Hormuz.

Teheran ha già dichiarato che se i propri impianti subiranno un attacco, anche tutti quelli dei paesi del Golfo verranno colpiti. L’escalation potrebbe costringere i paesi arabi a entrare nel conflitto, con conseguenze imprevedibili.

Trump ha posticipato la sua visita ufficiale in Cina a metà maggio, forse perché sa che la guerra potrebbe protrarsi per mesi. Putin non aspetta altro.

La primavera della russificazione putiniana

di Stefano Caprio – Asia News – 29 Marzo 2026

All’inizio del mese sono entrate in vigore una serie di leggi che mirano a modificare non solo i comportamenti ma anche la visione della vita dei russi. Messe al bando nelle scuole perché “inaccettabili per una giusta visione dei valori tradizionali” opere come “Il cavaliere di bronzo” di Puškin, “Le anime morte” di Gogol e i racconti satirici di Cechov.

Dal 1° marzo di quest’anno sono entrate in vigore in Russia molte leggi che intendono modificare in modo radicale e definitivo non solo i comportamenti, ma anche la visione della vita e dei principi fondamentali nei cittadini russi, con la russificazione del business, l’espansione dei “valori tradizionali”, l’imposizione di Max come unico strumento di comunicazione, i microcrediti tramite dati biometrici e molto altro. Un servizio di Meduza cerca di sintetizzare le formulazioni che hanno maggiore effetto sulla vita dei cittadini russi.

Una delle misure più simboliche riguarda la “difesa della lingua russa”, che si riflette nei “diritti dei consumatori” e nella “partecipazione alla costruzione condivisa di condomini e altri immobili”, stabilendo il principio fondamentale che qualunque informazione rivolta alla conoscenza pubblica dei consumatori deve essere espressa esclusivamente in russo. Questo vale, ad esempio, per cartelli, indicatori e pannelli informativi nei negozi, a meno che non riguardino marchi e nomi commerciali ufficialmente registrati, e non è necessario che vengano “russificati” (ad esempio, marchi come Fix Price o Rostic’s).

Inoltre, è consentito riprodurre le informazioni in russo nelle lingue ufficiali delle repubbliche, nelle “altre lingue dei popoli della Federazione Russa” e in casi eccezionali persino in lingue straniere. Tuttavia, ora sono ammessi solo caratteri cirillici nei nomi dei nuovi complessi residenziali, anche se le parole non devono necessariamente essere russe. Sebbene le autorità non abbiano adottato questa legge nella sua versione originale e rigorosa, le modifiche introdotte ieri avranno comunque un impatto su centinaia di migliaia di aziende in tutta la Russia. Alcune saranno costrette a cambiare il proprio nome, se non registrato come marchio commerciale, mentre altre dovranno commissionare la riprogettazione di insegne e altri supporti fisici; in caso contrario, le aziende rischiano multe fino a mezzo milione di rubli.

È vietata inoltre la proiezione di film che “screditano i valori spirituali e morali tradizionali”: sono entrate in vigore le modifiche alle leggi federali “Sull’informazione, le tecnologie dell’informazione e la protezione dell’informazione” e “Sul sostegno statale alla cinematografia nella Federazione Russa”. La prima legge introduce nuovi obblighi per i proprietari di servizi audiovisivi (servizi di streaming) e social network. La seconda legge introduce nuovi motivi per rifiutare il rilascio di certificati di distribuzione ai film. Ai servizi di streaming sarà vietato trasmettere opere che contengono materiale che scredita “i valori spirituali e morali tradizionali russi”, o che promuove la negazione di tali valori. Il ministero della cultura utilizzerà questi stessi motivi per revocare i certificati di distribuzione precedentemente rilasciati o per rifiutarne di nuovi, e in caso di ritrattazione, l’agenzia di controllo Roskomnadzor richiederà ai servizi di streaming e alle piattaforme di social media di rimuovere le opere dalle loro piattaforme entro 24 ore.

A partire dal 1° marzo, le piattaforme di cinema online non possono più mostrare contenuti che “screditino” i valori tradizionali e i musicisti non potranno più cantare di droghe. Il divieto di propaganda sulle droghe è stato notevolmente ampliato, e sono entrate in vigore le modifiche alla legge federale “Sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope”. Queste riguardano principalmente l’articolo 46, che vieta la propaganda sulle droghe e include la diffusione di informazioni sull'”accettabilità, l’attrattiva o la necessità” dell’uso di droghe illegali, su eventuali “benefici dell’uso illegale” di droghe e sul compimento di “altre azioni illegali” con le droghe “giustificandole o presentandole come norme di comportamento generalmente accettate”.

La legge prevede alcune eccezioni al divieto generale di propaganda, ad esempio per le opere letterarie e artistiche se costituiscono “parte integrante del concetto artistico, giustificato dal genere”. Ora, tutte queste opere dovranno riportare un’etichetta di avvertimento sui pericoli delle droghe (a meno che non siano state pubblicate prima del 1° agosto 1990). Tuttavia, questa eccezione non si applica a tutte le nuove disposizioni sopra elencate. Per questo motivo, in previsione dell’entrata in vigore di queste modifiche, i musicisti (soprattutto i rapper) hanno iniziato a registrare nuovamente i loro brani in massa e a rimuovere le versioni precedenti dai servizi di streaming.

Ora è possibile effettuare il check-in in hotel senza passaporto, ma tramite l’app Max Messenger. Il decreto del governo russo dello scorso anno, che introduce le nuove “Norme per la fornitura di servizi alberghieri e di alloggio nella Federazione Russa”, sta entrando in vigore. Il decreto consente ai cittadini sprovvisti di passaporto o patente di guida di utilizzare l’app mobile Gosuslugi Max Messenger per verificare i dati del proprio documento. In definitiva, però, la decisione spetta ai proprietari degli hotel, che si riservano il diritto di negare questa opzione ai propri clienti.

Sono entrate in vigore anche altre nuove regole per le prenotazioni di hotel, ostelli, campeggi e centri ricreativi. I turisti possono ora ricevere un rimborso completo in caso di cancellazione della prenotazione prima del giorno di arrivo; gli hotel e le altre strutture hanno ora il diritto di rifiutare unilateralmente la fornitura di una camera, previo risarcimento integrale al turista. I passeggeri delle compagnie aeree ora sanno esattamente per quanto tempo hanno diritto al cibo durante un ritardo del volo. Alcune regole relative ai viaggi aerei sono state chiarite sempre a partire dal 1° marzo: in particolare, le carte d’imbarco elettroniche sono ora ufficialmente equivalenti a quelle cartacee e i diritti dei passeggeri in caso di ritardo del volo sono chiaramente definiti.

I microcrediti on-line saranno ora erogati solo a coloro che forniranno i propri dati biometrici. Le società di microfinanza sono tenute a identificare i richiedenti di prestiti on-line tramite dati biometrici (questo requisito non si applica ai richiedenti che si presentano di persona). L’obiettivo di questa nuova misura è già noto nella logica legislativa: combattere le frodi. Gli autori del divieto sperano che, introducendo una barriera biometrica, i truffatori non saranno in grado di ottenere un microcredito all’insaputa del richiedente. Il mercato della microfinanza si oppone a questo requisito perché il Sistema Biometrico Unificato contiene un numero insufficiente di dati, e questo renderà impossibile per 14-15 milioni di richiedenti ottenere prestiti.

Come se non bastassero tutte queste misure di controllo, il ministero dell’istruzione ha esortato gli insegnanti a convocare con urgenza riunioni di istituto e di facoltà, e decidere quali opere della letteratura russa sono accettabili per una giusta visione dei valori tradizionali. Si è quindi votato per vietare temporaneamente l’insegnamento di opere quali “Il cavaliere di bronzo” di Puškin, “Le anime morte” e “L’ispettore generale” di Gogol’, “Un eroe del nostro tempo” di Lermontov, “Storia di una città” di Saltykov-Ščedrin, “Chi vive bene in Rus'” di Nekrasov, “Hadji Murat” di Tolstoj e i racconti satirici di Čechov “La morte di un funzionario governativo”, “Il camaleonte” e “Il grasso e il magro”.

Le motivazioni di questa censura letteraria spiegano che “Il cavaliere di bronzo” puškiniano, che racconta del viaggio per la capitale San Pietroburgo della statua bronzea di Pietro il Grande, contiene interpretazioni del potere supremo come spietato e indifferente al destino dell’individuo, il che “potrebbe alimentare una percezione negativa delle riforme governative negli studenti”. Le “Anime morte” gogoliane, forse il romanzo più russo di tutta la letteratura russa, ritraggono il sistema della pubblica amministrazione e della burocrazia come corrotto e moralmente degradato, il che “potrebbe alimentare la sfiducia nelle istituzioni statali”. “Un eroe del nostro tempo” dell’erede di Puškin, Mikhail Lermontov, include interpretazioni ambigue della guerra del Caucaso e l’immagine di un ufficiale dell’esercito russo, il che potrebbe “alimentare una percezione critica del servizio militare”. Il capolavoro tolstoiano “Hadji Murat” contiene descrizioni di conflitti militari nel Caucaso, enfatizzando la brutalità di entrambe le parti, consentendo interpretazioni che “contraddicono gli obiettivi dell’educazione patriottica”. Infine “L’ispettore generale”, il racconto che consacrò Gogol come il grande rivelatore della Russia autentica ottocentesca, descrive in modo satirico le attività dei funzionari governativi, il che potrebbe favorire una visione distorta del sistema della pubblica amministrazione.

La maggior parte delle scuole ha aderito all’ordine, “con riluttanza o con entusiasmo”. Gli insegnanti hanno inviato al ministero i verbali dei loro consigli scolastici, insieme a foto e video delle votazioni. Due scuole di Stavropol hanno proposto di ampliare l’elenco delle opere proibite includendo “I racconti della Kolyma” di Šalamov, “Arcipelago Gulag” di Solženicyn, “Il dottor Živago” di Pasternak, “Noi” di Zamjatin e “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov, e a quest’ultimo simbolo della rinascita della coscienza post-staliniana si è opposta la maggioranza del corpo docente. La russificazione è una completa sottomissione ai voleri dello Stato, ma almeno il volo del Maestro e della sua amante Margherita, sopra i cieli di una Mosca sconvolta dalla visita del diavolo Woland, conserva la speranza di un futuro miracoloso, in cui si potrà parlare con lingue diverse.

🔴LIVE🔴 NON PRAEVALEBUNT – PUNTATA 23: Maria Regina delle vittorie – Catechesi giovanile 2006-2007 di P. Livio


La Benedizione al termine del Santo Rosario per la pace

PRIMAVERA TORNANO I MERLI

DOMENICA DELLE PALME

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 16


Le profezie di Teresa Musco

───❀*̥˚ Troverete anche…:

“Teresa Musco nacque il 7 giugno 1943 in una povera casa del paese di Caiazzo, in provincia di Caserta.

Così Teresa descriveva i suoi “incontri” con la Madonna:

“Posso dire che, dall’età di sei anni, sono stata circondata da particolare predilezione della Mamma Celeste. Difatti era con me quando rassettavo, quando pregavo e anche quando giocavo mi sentivo chiamare per trattenermi con Lei. Quando ero malata me la sentivo sempre vicino, e per me era un conforto e una protezione. L’unica cosa che mi ripeteva sempre era: «Offri la tua sofferenza per i peccatori»”.

Un giorno le apparve Gesù dolorante e sanguinante. Ecco la descrizione di questo episodio fatta da lei stessa: “Mi trovavo sola in casa, Gesù con una grande croce sulla spalla e lamentandosi mi mostra le sue spalle tutte flagellate e tutte le ferite aperte. Io con un fazzolettino asciugai il sangue che scendeva dal viso e dalle ferite…”.

Un’altra volta la Madonna le disse:

“Figlia, offri tutto quello che ti capita di offrire per i Sacerdoti, perché… non capiscono più quale sia la volontà di Dio…”.

“Figlia Mia Teresa, sappi che molti sacerdoti, figli Miei prediletti e tanto amati da Me, dicono che Io, Mamma, oscuro la gloria e l’onore di mio Figlio! Oh, poveri figli Miei insensati! Quanto sono ciechi! Come si sono fatti prendere dal demonio!… A quanta cecità sono giunti per non aver ascoltato né Gesù né Me. Ma Io sono pronta ad accoglierli fra le Mie braccia, perdonando loro ogni offesa“.

Ma non sono io stata creata per servire mio Figlio? Non mi ha dato a voi tutti, ai piedi della Sua croce?… Ed ora sono Io che oscuro il culto a Gesù?… Vi siete lasciati condurre, da soli, per mano, da satana… E voi, figli a Me cari, volete arrivare a cancellarmi dai cuori delle creature.

Di’ a tutti che Io ho bisogno di sacerdoti umili e coraggiosi, pronti ad essere ammazzati, derisi e calpestati, perdere la propria vita, il proprio sangue, affinché per mezzo di loro …”

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