BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

L’ALMANACCO DELLA FEDE di P. Livio: Perchè la preghiera ferma la guerra – 07/04/2026

La strada tipica della Chiesa è quella di esortare e testimoniare la pace, ma soprattutto pregare per essa. Una delle affermazioni più frequenti che ha fatto la Madonna, infatti, riguarda proprio la preghiera: «Con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali» (Messaggio del 21 luglio 1982).       
Nel 1991 a Medjugorje scoppiò la guerra durata quattro anni. In quel frangente, Maria ha ribadito quanto sia importante la preghiera: «Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera» (Messaggio del 25 luglio 1991). In questo conflitto ci sono stati dei miracoli importanti, infatti, molte delle bombe che i serbi hanno lanciato su Medjugorje non sono scoppiate oppure non hanno fatto danni critici. La città di Mostar e Sarajevo sono state occupate per parecchio tempo proprio perché le persone non pregavano. La Gospa è stata molto dura nell’apostrofare i cattolici, dicendo che si sono allontanati dal suo Cuore. È straordinario l’insegnamento che ci è stato dato con la guerra locale in Bosnia, perché la Madonna ha attribuito l’andamento della guerra alla preghiera. A questo riguardo, è stata molto efficace anche a Fatima, verso la fine della Prima Guerra Mondiale, chiedendo il Rosario affinché arrivasse la pace. La medesima cosa è successa anche alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando Maria apparve alle Ghiaie di Bonate nel 1944 dove chiese preghiere affinché la guerra finisse. La Regina della pace ci ha accompagnato in molte guerre particolari, ad esempio, quando cadde il comunismo in Russia, la Madonna ha chiesto digiuno e preghiere per nove giorni: «Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente» (Messaggio del 25 agosto 1991). Nel 1917 iniziò a espandersi il movimento comunista in tutta l’Europa e nel mondo che fino a dicembre 1991 si scontrò con un’idea di società più libera e più rispettosa dei diritti umani. Questo è stato da insegnamento e lo è soprattutto oggi, da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Come diceva Papa Francesco, sono quei segnali di guerra mondiale che ci devono armare perché satana vuole l’odio e la guerra. 
La Madonna ha insegnato che dietro la guerra c’è satana. Il suo obiettivo è quello di aizzare gli uomini contro Dio come primo passo, successivamente vuole aizzare gli uomini gli uni contro gli altri fino all’autodistruzione, all’Armageddon. La Seconda Guerra Mondiale si è conclusa con il lancio delle bombe atomiche, un atto non necessario, ma che potrebbe accadere nuovamente. Quando le menti e i cuori sono posseduti dal male, tutto è possibile. Solo la Regina della pace può fermare il piano di satana di distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Satana deve essere combattuto con le armi appropriate, ovvero la preghiera. Solo Dio può far perdere il diavolo e tutti coloro che credono possono ottenere la grazia della vittoria e della pace sulla guerra. La Madonna interviene sempre negli eventi di guerra esortando alla preghiera. Ci sono armi sempre più sofisticate che possono distruggere il mondo in pochi istanti e satana vuole arrivare a questo tramite l’odio.     
La preghiera è una grande arma straordinaria con la quale si possono fermare le guerre per quanto violente esse siano. L’iniziativa di questi giorni di Papa Leone e della Chiesa, di una giornata di preghiera per la pace, in questi tempi di odio ed egoismo deve essere di esempio: «Il veleno dell’egoismo e dell’odio regna nei cuori umani ed è per questo che non avete la pace» (Messaggio del 25 marzo 2026). L’odio viene direttamente da satana, l’egoismo è la fame di mondo, l’ingordigia, la voglia di comandare, di possedere, sono quelle passioni sulle quali il diavolo soffia. Nel mondo d’oggi la violenza si intensifica sempre di più, diventa un torrente inarrestabile. Il compito della Chiesa è di testimoniare ed esortare, ma soprattutto quello di pregare, digiunare e fare sacrifici affinché la guerra si fermi. Dobbiamo prendere esempio da Gesù che all’inizio della sua vita pubblica ha combattuto satana con la preghiera e il digiuno e ne è uscito vincitore, come durante la Passione che con umiltà e sofferenza ha vinto sulla morte e ha redento il mondo. Cristo è più forte, è in grado di scacciare il maligno, ma chiede il nostro aiuto.
Attraverso il Rosario preghiamo per la pace, in questa battaglia lunga e difficile uniamoci nella preghiera per combattere. Il Rosario è l’arma che ci darà la forza e la certezza della vittoria. La Madonna ha detto: «Cari figli, rivestitevi dell’armatura contro Satana e vincetelo con il Rosario in mano» (Messaggio del 8 agosto 1985). Ci vuole impegno, perseveranza, amore. La fede, la preghiera, la bontà, rafforzano il fronte del bene; nel medesimo tempo la cattiveria, l’odio, l’incredulità, rafforzano il fronte del male, portando il mondo sull’orlo dell’autodistruzione. Senza Dio non c’è pace. Cristo è la nostra pace, infatti nell’unico Messaggio che Gesù Bambino ha dato è stato il giorno di Natale del 2012, quando in braccio alla Regina della pace disse: «Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti».          
È la preghiera, ma anche la santità e la correttezza della propria vita ad essere una forza contro il male. Ognuno di noi deve essere una fortezza che resiste a satana. Il demonio può essere fermato solo attraverso la preghiera e la penitenza. Dobbiamo entrare nel tempo dei Segreti non come gli Apostoli nel Getsemani, ma svegli e pronti.

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 07/04/2026


☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE🔴 SENZA DIO NON C’E’ FUTURO – Catechesi a cura di P. Livio – Puntata 7

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 90

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Martedì 7 Aprile 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUAE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

 Perché la preghiera ferma la guerra

+ La Madonna ha esortato più volte a pregare per fermare le guerre

+ Un caso particolare è stata la guerra di Bosnia

+ Questo è avvenuta anche in occasione della prima e della Seconda guerra mondiale

+ La Madonna ha spiegato che dietro la guerra c’è l’azione di satana.

+ Satana lo si indebolisce col digiuno e la preghiera

+ Tuttavia questo richiede tempo e perseveranza

+ L’odio e la incredulità rafforzano satana

h. 9.15-9.35: NOTIZIE DAL MONDO

La situazione in Medio Oriente

h. 9.30 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (90)

h. 9.40 – 10.05: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

32. Gli apostoli di Maria tempo dei Segreti

+ La Madonna ha costituito i suoi apostoli per il tempo dei Segreti

+ La loro spiritualità è approfondita nei messaggi a Mirjana

+ Innanzi tutto questi apostoli sono i Sacerdoti e i Vescovi (I Pastori)

+ Il loro compito è quello di fare da ponte verso il tempo della pace

+ Ad essi si uniscono i laici che hanno risposto alla chiamata

+ Il compito è quello di indicare la salvezza che viene dalla rivelazione di Segreti tre giorni prima

+ Dovranno avere come punto di riferimento il Papa e la Regina della Pace

+ Dovranno essere coraggiosi fino al martirio

+ Dovranno prepararsi nel silenzio e nella preghiera.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO

Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (7 puntata)

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Crosetto: «Questa è la crisi più dura, Hiroshima non ci ha insegnato nulla. Nel giro di un mese non tutto, ma molto potrebbe essere bloccato: il rischio è la follia»

di Fiorenza Sarzanini – Corriere della Sera – 7 Aprile 2026

Il ministro della Difesa e la crisi in Iran: «All’opposizione dico che serve maturità. Trump? Dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi: un problema è che nessuno di loro osa contraddirlo»

Ministro Guido Crosetto, siamo di fronte a un nuovo ultimatum di Donald Trump all’Iran. La fine della guerra continua ad allontanarsi?
«Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo. È una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti. C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere. E questo pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora».

È stata costruita l’Onu.
«Certo, ma l’abbiamo lasciata morire lentamente, le abbiamo fatto perdere ogni capacità di influenza e di ruolo. In uno scenario come quello che stiamo affrontando conta purtroppo per noi soltanto la potenza. Ma non illudiamoci che si possa parlare di potenza tecnologica o economica, quello che davvero stanno facendo contare è la potenza militare. Nonostante quella però il conflitto in Ucraina e quello in Iran dimostrano che a determinare la durata dei conflitti è la capacità di resistenza della parte più debole. Era successo già in Afghanistan, ma anche in quel caso nessuno ha pensato di mettere a frutto l’esperienza. E così si è alimentato il terrorismo fondamentalista».

Che cosa teme ministro?
«Temo che ciò che già è drammatico possa precipitare ancor di più. Perché so che l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Lei pensi che sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla».

Lei sta parlando di minaccia nucleare, dunque il rischio è reale?
«Non voglio nemmeno pronunciare la parola. Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore».

L’Iran ha finora respinto tutte le proposte degli Stati Uniti. C’è un modo per fermare Trump?
«Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo».

Sta pensando a una procedura di impeachment?
«No, non mi pare neppure che i suoi nemici ci pensino. Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo. L’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo. Su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione».

Non crede che anche l’Europa dovrebbe contraddirlo con maggiore convinzione?
«L’Europa fa ciò che può ma non mi pare con successo. Intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte. Io rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni».

Crosetto: «Questo attacco è fuori dalle regole del diritto internazionale»

Però lo abbiamo fatto in ritardo. Non ritiene che adesso si possa fare di più come chiede l’opposizione?
«Veramente lei pensa che i rapporti internazionali si gestiscano facendo a gara a chi arriva prima a fare una dichiarazione? L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti. Soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza. Pensiamo a oggi, pensiamo all’Iran che decida di reagire lanciando un razzo contro di noi. Se non ci fosse la difesa della Nato ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso».

Trump vuole uscire dalla Nato.
«Non credo e non può farlo. Gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi. In questo momento non siamo in grado di reagire tutti insieme sostituendoli».

E dunque secondo lei non c’è nulla da fare?
«Dialogo, attività diplomatica. Trump ha l’agenda dettata dalla volontà di vincere in fretta anche perché dovrà confrontarsi con le elezioni di Midterm. Questa guerra sta mettendo a rischio anche gli Stati Uniti nella loro leadership Mondiale».

Dieci giorni fa avete rifiutato l’uso della base di Sigonella ma c’è il sospetto che in altri casi l’abbiate concesso. Lo negherà in Parlamento?
«Lo negherò certamente perché è falso ma non credo esista sospetto perché non è un tema gestito dalla politica ma militare. Abbiamo l’obbligo di lasciare aperte le basi perché questo prevedono i trattati e perché tutti i governi si sono comportati allo stesso modo, ma abbiamo regole. Sono accordi che non abbiamo sottoscritto noi, se ai nostri predecessori non piacevano avrebbero potuto annullarli o quantomeno metterli in discussione. Non mi risulta che ciò sia avvenuto».

Al termine della sua missione nel Golfo la presidente Giorgia Meloni ha detto che l’Italia potrebbe non avere riserve di energia sufficienti. Esiste un piano per l’emergenza?
«Quel viaggio serve ad assicurarci di essere hub privilegiato per le riserve di quegli Stati che sono sovrani e la cui parola è garanzia assoluta».

L’opposizione ha parlato di viaggio inutile.
«È un atteggiamento infantile e ridicolo. Io non avrei mai criticato Renzi o Conte se fossero andati per garantire il nostro futuro, anche perché se fossero stati al nostro posto e fossero stati saggi avrebbero dovuto fare esattamente la stessa cosa. Questa cosa di vestire o svestire i panni a seconda se si governa o si è all’opposizione dimostra che la classe dirigente non è adeguata».

C’è il rischio che tutto si blocchi nel giro di un mese?
«È ciò che si teme. Non tutto ma molto».

E cosa pensate di fare?
«I margini di manovra sono inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme. Questa è l’occasione per dimostrare di essere in linea con i tempi senza limitarsi ad applicare la burocrazia. L’Europa deve capirlo. Ho appena parlato con il mio collega giapponese e con il ministro del Kuwait. La linea deve essere chiara: per sopravvivere non bisogna essere bloccati sulle regole burocratiche fissate in tempi di crescita».

E in Italia?
«Premetto che il mio atteggiamento non deriva dal risultato del referendum ma voglio essere chiaro: maggioranza e opposizione devono deporre le armi, dobbiamo trovare momenti di coesione, collaborare per affrontare una crisi che, come ho detto, non ha precedenti».

Riconoscerà che quanto sta accadendo nel governo non è rassicurante. Dopo le altre dimissioni forzate ora rischia il ministro Piantedosi.
«Sono fatti privati che tali devono rimanere».

La vicenda è stata resa pubblica, il ministro potrebbe essere ricattabile.
«A me non pare affatto che lui sia ricattabile e non capisco perché dovrebbe esserlo. Ripeto sono storie private».

Rimpasto o elezioni anticipate?
«Tenuta. Noi siamo obbligati a reggere perché tutto possiamo permetterci in questo momento, tranne una crisi. Lo direi chiunque ci fosse al governo. Per noi sarebbe più facile e certamente molto più comodo andare alle elezioni anticipate. Invece abbiamo il dovere di gestire la crisi derivata dal conflitto e quindi di rimanere».

🔴LIVE🔴 NON PRAEVALEBUNT – PUNTATA 32: Pregare col cuore – Catechesi giovanile 2006-2007 di P. Livio

REGINA COELI CANTATO DA PAPA LEONE IL LUNEDI’ DELL’ANGELO

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 25

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