
Radio Maria ha avuto il suo primo piccolo seme nella diocesi di Edea, il 25 marzo 2009. Edea è una diocesi immensa geograficamente (10.500 km²). È rurale, povera con tanti gruppi etnici. Tutti questi fattori complicavano l’attività pastorale per raggiungere i fedeli cattolici che rappresentano circa 62% della popolazione.
Radio Maria è nata per dare una mano pastorale e spirituale al vescovo ed ai sacerdoti di Edea. Dalla sua nascita richiestissimi i programmi di catechesi quotidiana in più lingue etniche. Aiuta a coltivare l’unità tra i gruppi etnici: ogni gruppo ha la preghiera del rosario e ogni gruppo impara piano piano ad apprezzare l’altro.

Con gli studi mobili e le trasmissioni delle Sante Messe dalle parrocchie, animate da vari gruppi etnici, fin dall’inizio, Radio Maria Camerun nella diocesi di Edea, è stata accolta a braccia aperte : rende meno difficile l’attività pastorale e crea pronti di preghiera e di unità vissuta concretamente.
Magnificat anima mea
Radio Maria Camerun è nata lo stesso anno che Papa Benedetto XVI visitava Camerun: “Uno dei momenti più significativi di questa visita è stata la presentazione ufficiale dell’Instrumentum Laboris, il documento di lavoro del Sinodo per l’Africa. Con questo gesto, Papa Benedetto XVI ha dato il via ai lavori sinodali, ha invitato le Chiese locali a impegnarsi in una profonda riflessione e ha sottolineato l’importanza dell’Africa nella missione della Chiesa. Ha affrontato temi essenziali come la riconciliazione, la giustizia e la pace.”
Radio Maria Camerun ha dato una grossa mano approfondendo le raccomandazioni di Papa Benedetto XVI come lo farà proseguendo dopo la visita di Papa Leo XIV.
Dopo circa 7 anni di esistenza, Radio Maria Camerun ha avuto la seconda frequenza nella capitale del paese Yaoundé attraverso mezzi radiofonici molto semplici. Con i vostri aiuti è stato possibile realizzare la sede nazionale ed istallare i nuovi studi a Yaoundé. Manca solo l’inaugurazione ad Yaoundé, Radio Maria copre un territorio immenso.
Papa Leo XIV arriva in Camerun proprio quando Radio Maria è totalmente pronta tecnicamente per trasmettere la sua voce e i suoi appelli.
Anche se siamo contenti di questo sviluppo tecnico di Radio Maria Camerun fin qui raggiunto,abbiano la sfida importanti: allargamento del segnale Radio Maria in tutto il paese che attende la sua Radio Maria.



───❀* “La società moderna manca di riferimenti a Dio”….…” ̥˚
Tratto da “Senza Dio non c’è futuro”
Libro di P. Livio

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Chi ha difeso Papa Leone in questi giorni?
Il santo Padre in questi giorni è stato fatto oggetto di un attacco inaspettato e ripetuto da parte del Presidente degli Stati Uniti. Le espressioni usate sono pesanti e inaccettabili.
Un simile evento ci richiama a tanti episodi accaduti nei secoli passati, in cui i Successori di Pietro, con pretesti vari, hanno subito attacchi, vessazioni e persecuzioni di ogni genere da parte di nemici interni ed esterni alla Chiesa.
Non pochi Papi, a cominciare da Pietro, hanno subito il martirio, con coraggio e per amore di Cristo, dando l’esempio al proprio gregge spaurito e disperso.
Ciò non deve meravigliare perché il Vicario di Cristo non può evitare la Via Crucis che il Maestro ha percorso fino alla cima del Calvario.
Tuttavia, si poteva sperare che questa stagione ostile alla Chiesa fosse archiviata. Ma non è così e la Madonna da tempo si è premurata di farlo sapere, quando ha rivelato ai pastorelli di Fatima il terzo Segreto, dove lo stesso Pontefice viene ucciso.
Quello che è successo non è un avvenimento da poco, come se si potesse cancellare con uno strofinaccio. È piuttosto un campanello di allarme su ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro.
Tuttavia, ciò che meraviglia di più è l’indifferenza untuosa con cui l’evento è stato commentato, da chi avrebbe dovuto usare le parole adeguate a condannare una tale malefatta, che ha impressionato l’opinione pubblica mondiale.
Solo una donna, la Presidente del Consiglio italiano, ha avuto il coraggio di dire pane al pane e vino al vino, come era giusto fare.
Vostro Padre Livio

I Segreti di Medjugorje sono l’attuazione di quelli di Fatima. Uno degli aspetti evidente del tempo dei Segreti è che sono la prova della fede. Gli eventi dei Segreti, eccetto il terzo, sono eventi catastrofici che possono essere naturali, guerre, persecuzioni alla Chiesa. Nel Segreto di Fatima la persecuzione alla Chiesa avviene in un contesto diroccato, in uno scenario di guerra. Gli eventi dei Segreti verranno preannunciati tre giorni prima e metteranno le persone di quei luogo davanti alla scelta se salvarsi o no.
La Madonna ha dato alla veggente Mirjana un rotolo di pergamena sul quale sono impressi tutti i Segreti e lo ha fatto per noi e per la stessa veggente. Il sacerdote che dovrà annunciare i Segreti dovrà attenersi a quello che c’è scritto sul rotolo, senza aggiungere né togliere nulla. Tre giorni prima che accada, il Segreto verrà letto; personalmente spero che questo avvenga in chiesa, in un contesto di preghiera. Mi auguro, inoltre, che quello che il sacerdote leggerà attenendosi a quanto scritto venga poi pubblicato sul sito della Parrocchia di Medjugorje. La rivelazione dei Segreti tre giorni prima che accadono è un evento divino, dev’essere ben organizzato dalla Chiesa. I Messaggi vengono trascritto dalla veggente subito dopo averli ricevuti dalla Madonna, vengono poi inviati alla Parrocchia e poi il delegato della Santa Sede li manda a Roma che ne dà l’approvazione. La medesima cosa deve avvenire anche per i Segreti di Medjugorje.
Il Segreto deve essere letto esattamente com’è scritto sul rotolo, dev’essere pubblicato sul sito parrocchiale in modo tale che tutti nel mondo possano sapere che cosa accade, dove accade, il momento preciso e la durata esatta. È chiaro che dopo che il primo Segreto si realizza si formerà un’ondata sempre crescente di quelli che credono. A mio parere è così.
I primi tre Segreti accadranno a Medjugorje, l’opinione pubblica mondiale valuterà il comportamento della gente di Medjugorje dopo l’annuncio di ogni Segreto. Dal quarto Segreto in poi accadranno eventi terribili che potranno riguardare anche la grande persecuzione alla Chiesa di cui parla il terzo Segreto di Fatima. La gente in generale nel mondo sarà tutta attenta e già si formeranno nei cuori gli schieramenti di chi crede, di chi irride, di chi non crede, di chi bestemmia. Quelli che saranno nel territorio dell’evento dovranno dimostrare se credono o non credono. Chi crede va via e si mette in salvo, chi resta subisce l’evento e le sue conseguenze. È una prova della fede.
Nel medesimo tempo, i fatti accadranno e convinceranno le persone che c’è veramente il dito di Dio, che c’è veramente la presenza della Madonna, che c’è veramente una salvezza che viene dal Cielo. Il tempo dei Segreti sarà particolare anche perché si ripeterà per dieci volte la stessa procedura e, di volta in volta, saremo portati a chiederci che cosa e dove accadrà il Segreto successivo. Ci vorrà una particolare assistenza da parte di Dio. Si tratta di cose estremamente serie. A questo riguardo la Chiesa non deve avere paura a creare un clima di serietà e di disciplina, sono cose di Dio!
Chi ha la fede salda crede, prega e si mette in salvo. Invece chi è debole nella fede inizia a vacillare, magari si fa condizionare, tentenna e viene immobilizzato dal diavolo con la paura. Di qui il pericolo di arrivare al tempo dei Segreti senza fervore, senza certezze, senza determinazioni. Quelli che vengono a compromessi rischiano di tenere i piedi in due staffe e poi di non avere la forza interiore di prendere le giuste decisioni.
Quelli che sono temprati nella fede resisteranno saldamente e si salveranno, le anime impreparate vacilleranno e tradiranno la fede. Il tradimento della fede è un peccato gravissimo. Quelli duri di cuore che non crederanno si autogiudicheranno e infliggeranno a se stessi il castigo. La Madonna ha detto che sarà troppo tardi se arriveremo al tempo dei Segreti impreparati. Dobbiamo arrivarci in grazia di Dio, saldi nella fede, saldi nella preghiera, istruiti al riguardo in modo tale da poter aiutare le persone che ci circondano; la Madonna desidera che siano soprattutto i sacerdoti a fare questo. Da una parte è consolante il numero di sacerdoti che in tutti questi anni sono andati a Medjugorje, dall’altra è sconfortante che molti parroci non sono affatto interessati a questo discorso.
La Regina della pace si aspetta cooperazione proprio dai sacerdoti che, come ponti, dovranno portare le anime in salvo nel tempo dei Segreti. La Madonna ha già ottenuto da Dio questa immensa grazia che gli eventi tremendi che potrebbero distruggere il mondo vengano rivelati tre giorni prima che accadono. Questa grazia dev’essere sfruttata altrimenti è vana. I Segreti stanno maturando nel mondo e si fanno visibili, la gente li percepisce e sente che stanno arrivando. Non facciamoci trovare impreparati.

Nome: Santa Bernardetta Soubirous
Titolo: Vergine
Nome di battesimo: Marie Bernarde Soubirous
Nascita: 7 gennaio 1844
Morte: 16 aprile 1879
Ricorrenza: 16 aprile
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Protettrice:
degli ammalati
Beatificazione:
14 giugno 1925, Roma , papa Pio XI
Canonizzazione:
8 dicembre 1933, Roma , papa Pio XI
Luogo reliquie:
Si chiamava Maria Bernarda, ed era nata a Lourdes, sconosciuto paesino della Francia meridionale. Era figlia d’un mugnaio, che presto dovette abbandonare il proprio mulino per ridursi a vivere di stenti nel paese.
La mattina dell’11 febbraio 1858 faceva freddo, e in casa Soubirous non c’era più legna da ardere. Bernardetta, con la sorella Antonietta e una compagna, furon mandate a cercar rami secchi nei dintorni del paese. Le tre bambine giunsero così vicino alla Rupe di Massabielle, che formava, dalla parte del fiume, una piccola grotta. Dentro a quella grotta giaceva un bel pezzo di legno. Per poterlo raccogliere, bisognava però attraversare un canale d’acqua, che veniva da un mulino e si gettava nel fiume.
Antonietta e l’amica calzavano gli zoccoli, senza calze. Se li tolsero, per entrare nell’acqua fredda. Bernardetta invece, essendo delicata e soffrendo d’asma, portava le calze. Pregò l’amica di prenderla sulle spalle, ma l’amica si rifiutò, e discese, con Antonietta, verso il fiume.
Bernardetta rimase sola. Pensò di togliersi gli zoccoli e le calze, ma mentre si accingeva a far questo udì un grande rumore: alzò gli occhi e vide che la quercia abbarbicata al masso di pietra si agitava violentemente, per quanto non spirasse alito di vento. Poi la grotta fu piena d’una nube d’oro, e una splendida signora apparve sulla roccia della grotta.
Istintivamente, la bambina s’inginocchiò, tirando fuori la coroncina del Rosario. La Signora la lasciò pregare, facendo passare tra le sue dita, come faceva la piccola orante, i grani del Rosario, che pur essa teneva in mano, senza però mormorare l’Ave Maria. Soltanto, alla fine della posta, s’univa a Bernardetta per recitare il Gloria Patri.
Quando il Rosario terminò, la bella Signora scomparve; sparì la nuvola d’oro, e la grotta tornò nera, dopo tanto splendore. L’apparizione si ripeté varie volte, e Bernardetta non si contraddì mai nel descrivere la bella Signora. « vestita di bianco – diceva -, con un nastro celeste annodato alla vita e con le estremità lunghe fin quasi ai piedi ».
Ma lo strano fu quando la fanciulla per tre volte chiese alla bella signora chi fosse. Per tre volte si sentì rispondere: « Io sono l’Immacolata Concezione ». « Questa risposta non ha significato », dissero coloro che ebbero il compito d’interrogare la povera pastorella. Ma Bernardetta insisteva:
« Ha detto così ».
Né mai si smentì o si contraddisse.
Intanto alla grotta accorrevano fedeli in preghiera, ed ecco che dal fianco della montagna scaturisce il più copioso fiume di miracoli che mai si fosse conosciuto. I ciechi riacquistavano la vista, i sordi riavevano l’udito, gli storpi venivano raddrizzati. Questa volta furono gli scienziati, prima a indignarsi, poi a stupirsi, poi a convincersi che il miracolo negato dai Positivisti era qualcosa di veramente positivo.
Attorno alla grotta di Lourdes si accesero le devozioni più fervide e le discussioni più clamorose. E su Bernardetta si appuntarono curiosità e ammirazione. Ella però soffriva dì tanta attenzione; chiese perciò di entrare in un convento, a Nevers. « Son venuta qui per nascondermi », disse umilmente. Stremata di forze, oppressa dall’asma, respirava a fatica. « Tu soffri molto », le dicevano le consorelle.« Bisogna che sia così », rispondeva la giovane suora.
Bisognava che soffrisse, per restare degna del privilegio che aveva ricevuto, di vedere la Vergine Immacolata.
Morì all’età di 35 anni, il 16 aprile 1879
Bernadette fu beatificata il 14 giugno 1925 da Pio XI e canonizzata nel 1933 dallo stesso pontefice, non solo per essere stata testimone dell’apparizione mariana, ma anche per la semplicità e la santità della sua vita.
MARTIROLOGIO ROMANO. Nevers sempre in Francia, santa Maria Bernarda Soubirous, vergine, che, nata nella cittadina di Lourdes da famiglia poverissima, ancora fanciulla sperimentò la presenza della beata Maria Vergine Immacolata e, in seguito, preso l’abito religioso, condusse una vita di umiltà e nascondimento
