
Programma di Padre Livio – Giovedì 16 Aprile 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
“Le porte dell’inferno non prevarranno”
Viviamo il tempo della regalità di Cristo sul mondo
Continua nella storia l’azione del mistero di iniquità
In questa fase storica “Satana è sciolto dalle catene” e vuole distruggere l’opera della creazione e della Redenzione
Questo è il motivo della lunga presenza di Maria in mezzo a noi
Maria ha un piano che sta realizzando per portare il mondo a un tempo di pace.
La Madona ci assicura che il suo piano si realizzerà
Il nostro compito è quello di rispondere con perseveranza alla sua chiamata e di guardare al futuro con speranza.
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (7)
Tratta dal Libro: Senza Dio non c’è futuro
h. 9.15 – 9.35: NOTIZIE DAL MONDO
La Chiesa non fa politica ma teologia della storia
h. 9.30 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla preghiera (95)
h. 9.40 – 10.05: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
37. Le anime perdute che si schierano col maligno
“Col primo Segreto Satana comincerà a perdere il suo potere” (Mirjana)
Man mano che i Segreti si realizzano cresceranno le conversioni nel mondo
I forti nella fede supereranno le prove e le persecuzioni
I deboli nella fede corrono il rischio di rinnegare Cristo
I duri di cuore e gli impenitenti vanno verso la perdizione
Il compito degli apostoli di Maria per salvare le anime in pericolo e quelle schierate col maligno
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO
Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (15 puntata)
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8 Aprile 2026 ore 09:55
di Roberto de Mattei – Storia | CR 1945
La Santa Pasqua ci ricorda che il centro della storia è Gesù Cristo, Verbo Incarnato, crocifisso per noi e risuscitato per salvare il genere umano. Tutta la storia ruota attorno a Gesù Cristo e alla Chiesa che nacque dal Suo costato trafitto sul Calvario. Per il cristiano, ci ricorda dom Guéranger, non esiste una storia puramente umana. L’uomo è stato chiamato da Dio a un destino soprannaturale e la storia dell’umanità deve darne testimonianza.
C’è chi crede che i cristiani debbano disinteressarsi della storia. È vero il contrario. La caratteristica della religione cattolica è quella di essere una religione storica. La storia non va negata, ma giudicata, nel suo svolgimento, alla luce di Gesù Cristo e della Chiesa. Le rivelazioni di Paray le Monial a santa Margherita Maria Alacoque e quelle della Madonna ai tre pastorelli di Fatima, contengono precisi riferimenti storici e politici, che aiutano a leggere i misteriosi disegni della Divina Provvidenza nelle vicende umane. Tutti conoscono questi messaggi. Ma ve ne è uno meno conosciuto, la lettera del 14 maggio 1873 di san Giovanni Bosco all’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria, allora sovrano di un immenso impero multietnico che si estendeva dall’Europa centrale ai Balcani.
Due anni prima, la vittoria prussiana sulla Francia aveva condotto, nel 1871, alla proclamazione dell’Impero tedesco, con il Re di Prussia, Guglielmo I di Hohenzollern, elevato alla dignità imperiale. La caduta di Napoleone III portò all’invasione dello Stato Pontificio e all’instaurazione della Terza Repubblica in Francia, mentre Bismarck, perseguendo esclusivamente gli interessi della Germania, si volse contro l’Austria, per indebolirla e umiliarla, a vantaggio del nuovo Stato tedesco.
In quel momento, l’Impero austriaco rappresentava ancora un riflesso di quel regime antico che la Rivoluzione francese aveva voluto distruggere. L’influenza economica e sociale della Germania contribuì a trasformare la Vienna tradizionale, epicentro dell’espansione della fede e capitale del Sacro Impero, nella Vienna della finanza e del “progresso”. La tradizionale economia agricola, rurale e pastorale si trasformò nel moderno sistema bancario e finanziario. Inoltre, nella Vienna fine secolo cominciarono a svilupparsi correnti positiviste, razionaliste, vitaliste ed esoteriche, estranee alla tradizione cattolica.
Eppure la Divina Provvidenza volle intervenire per riportare l’Austria sulla retta via, attraverso l’appello di san Giovanni Bosco all’Imperatore. Ecco il testo della sua lettera:
«Questo dice il Signore all’imperatore d’Austria: Fatti animo! Provvedi a’ miei servi fedeli ed a te stesso! Il mio furore si versa sopra tutte le nazioni della terra, perché si vuole far dimenticare la mia legge; portare in trionfo quelli che la profanano; opprimere quelli che la osservano.
Vuoi tu essere la verga della mia Potenza? Vuoi tu compiere gli arcani miei voleri e divenire un benefattore del mondo?
Appoggiati sulle potenze del Nord, ma non sulla Prussia. Stringi relazioni colla Russia, ma niuna alleanza. Associati colla Francia. Dopo la Francia avrai la Spagna.
Fatti un solo Spirito ed una sola azione. Somma segretezza ai nemici del mio Santo Nome. Colla prudenza e coll’energia diverrete invincibile. Non credere alle menzogne di chi ti dicesse il contrario.
Abborrisci i nemici del Crocifisso. Spera e confida in Me, che sono il Donatore delle vittorie agli eserciti, il Salvatore dei popoli e dei Sovrani.
Amen. Amen».
Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira commenta questa lettera sottolineando come il santo esortava l’Imperatore ad essere un alleato della Francia cattolica e della Spagna; a stare in guardia dalla Prussia; a mantenere rapporti con la Russia ma non tanto stretti; a non scatenare una guerra né lasciarsene coinvolgere; infine, a prendere la guida della causa cattolica in tutta Europa, a cominciare dall’Austria.
Dio promise a Francesco Giuseppe, per mezzo di don Bosco, che, se avesse corrisposto a queste indicazioni, sarebbe stato al suo fianco e avrebbe portato al massimo splendore la potenza della Casa d’Austria. Purtroppo, l’imperatore non accolse questo appello, così come il Re di Francia Luigi XIV nel 1689 non aveva raccolto la richiesta trasmessagli da santa Margherita Maria Alacoque di intronizzare solennemente e pubblicamente il Sacro Cuore, consacrando ad esso il suo regno. Cento anni dopo scoppiò la Rivoluzione francese, la monarchia fu travolta e Luigi XVI, discendente sul trono di Luigi XIV, venne ghigliottinato il 21 gennaio 1793.
Anche alla luce di questo precedente, come non mettere in relazione il monito inascoltato di don Bosco, con i gravi disastri che colpirono in seguito l’Impero austro-ungarico? L’allontanamento dal sovrano dell’imperatrice Elisabetta di Baviera, che visse a lungo lontana dalla Corte e fu infine assassinata da un anarchico italiano in Svizzera; il dramma di Mayerling, con il suicidio del figlio Rodolfo d’Asburgo-Lorena; il tragico attentato di Sarajevo, in cui perse la vita l’erede Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este; la catastrofe della monarchia austro-ungarica nella Prima guerra mondiale; e, infine, la morte in esilio dell’imperatore Carlo I d’Austria, spentosi di tubercolosi sull’isola di Madeira.
La lettera di don Bosco a Francesco Giuseppe appare, in retrospettiva, come un richiamo profetico analogo a quello di Fatima dove, il 13 luglio 1917, la Madonna disse a suor Lucia: «Verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati». Ma il 29 agosto 1931 suor Lucia ricevette una intima comunicazione del Signore, secondo cui le sue richieste non erano state esaudite dai vertici della Chiesa. «Non hanno voluto accogliere la mia richiesta. Come il re di Francia si pentiranno e lo faranno, ma sarà troppo tardi. La Russia avrà sparso i suoi errori nel mondo provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa. Il Santo Padre dovrà soffrire molto».
Guerre, persecuzioni e sofferenze hanno la loro radice nella volontà disordinata degli uomini, che rifiutano i piani della Divina Provvidenza. Meditare le parole di don Bosco e di Fatima significa avere il senso soprannaturale della storia. Significa ricordare che lo storico e l’uomo politico cristiano devono compiere le loro valutazioni in base non a criteri meramente politici ed economici ma alla teologia della storia cristiana, l’unica che può assicurare l’ordine e la vera pace al genere umano.

Radio Maria ha avuto il suo primo piccolo seme nella diocesi di Edea, il 25 marzo 2009. Edea è una diocesi immensa geograficamente (10.500 km²). È rurale, povera con tanti gruppi etnici. Tutti questi fattori complicavano l’attività pastorale per raggiungere i fedeli cattolici che rappresentano circa 62% della popolazione.
Radio Maria è nata per dare una mano pastorale e spirituale al vescovo ed ai sacerdoti di Edea. Dalla sua nascita richiestissimi i programmi di catechesi quotidiana in più lingue etniche. Aiuta a coltivare l’unità tra i gruppi etnici: ogni gruppo ha la preghiera del rosario e ogni gruppo impara piano piano ad apprezzare l’altro.

Con gli studi mobili e le trasmissioni delle Sante Messe dalle parrocchie, animate da vari gruppi etnici, fin dall’inizio, Radio Maria Camerun nella diocesi di Edea, è stata accolta a braccia aperte : rende meno difficile l’attività pastorale e crea pronti di preghiera e di unità vissuta concretamente.
Magnificat anima mea
Radio Maria Camerun è nata lo stesso anno che Papa Benedetto XVI visitava Camerun: “Uno dei momenti più significativi di questa visita è stata la presentazione ufficiale dell’Instrumentum Laboris, il documento di lavoro del Sinodo per l’Africa. Con questo gesto, Papa Benedetto XVI ha dato il via ai lavori sinodali, ha invitato le Chiese locali a impegnarsi in una profonda riflessione e ha sottolineato l’importanza dell’Africa nella missione della Chiesa. Ha affrontato temi essenziali come la riconciliazione, la giustizia e la pace.”
Radio Maria Camerun ha dato una grossa mano approfondendo le raccomandazioni di Papa Benedetto XVI come lo farà proseguendo dopo la visita di Papa Leo XIV.
Dopo circa 7 anni di esistenza, Radio Maria Camerun ha avuto la seconda frequenza nella capitale del paese Yaoundé attraverso mezzi radiofonici molto semplici. Con i vostri aiuti è stato possibile realizzare la sede nazionale ed istallare i nuovi studi a Yaoundé. Manca solo l’inaugurazione ad Yaoundé, Radio Maria copre un territorio immenso.
Papa Leo XIV arriva in Camerun proprio quando Radio Maria è totalmente pronta tecnicamente per trasmettere la sua voce e i suoi appelli.
Anche se siamo contenti di questo sviluppo tecnico di Radio Maria Camerun fin qui raggiunto,abbiano la sfida importanti: allargamento del segnale Radio Maria in tutto il paese che attende la sua Radio Maria.



───❀* “La società moderna manca di riferimenti a Dio”….…” ̥˚
Tratto da “Senza Dio non c’è futuro”
Libro di P. Livio

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Chi ha difeso Papa Leone in questi giorni?
Il santo Padre in questi giorni è stato fatto oggetto di un attacco inaspettato e ripetuto da parte del Presidente degli Stati Uniti. Le espressioni usate sono pesanti e inaccettabili.
Un simile evento ci richiama a tanti episodi accaduti nei secoli passati, in cui i Successori di Pietro, con pretesti vari, hanno subito attacchi, vessazioni e persecuzioni di ogni genere da parte di nemici interni ed esterni alla Chiesa.
Non pochi Papi, a cominciare da Pietro, hanno subito il martirio, con coraggio e per amore di Cristo, dando l’esempio al proprio gregge spaurito e disperso.
Ciò non deve meravigliare perché il Vicario di Cristo non può evitare la Via Crucis che il Maestro ha percorso fino alla cima del Calvario.
Tuttavia, si poteva sperare che questa stagione ostile alla Chiesa fosse archiviata. Ma non è così e la Madonna da tempo si è premurata di farlo sapere, quando ha rivelato ai pastorelli di Fatima il terzo Segreto, dove lo stesso Pontefice viene ucciso.
Quello che è successo non è un avvenimento da poco, come se si potesse cancellare con uno strofinaccio. È piuttosto un campanello di allarme su ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro.
Tuttavia, ciò che meraviglia di più è l’indifferenza untuosa con cui l’evento è stato commentato, da chi avrebbe dovuto usare le parole adeguate a condannare una tale malefatta, che ha impressionato l’opinione pubblica mondiale.
Solo una donna, la Presidente del Consiglio italiano, ha avuto il coraggio di dire pane al pane e vino al vino, come era giusto fare.
Vostro Padre Livio