BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

De Maria numquam satis

Chiesa cattolica | CR 1946

 15 Aprile 2026 ore 09:30 – di Redazione

Pubblichiamo una parte dell’enciclica Adiutricem populi christiani (Aiutatrice del popolo cristiano) di Leone XIII del 5 settembre 1895, in cui il Papa esorta alla recita del Santo Rosario per invocare la protezione di Maria, promuovere l’unità dei cristiani e chiedere la pace.

È cosa buona celebrare con lodi sempre maggiori ed implorare con sempre più sentita fiducia la potente e clementissima Ausiliatrice del popolo cristiano, la Vergine Madre di Dio.  (…)

Il mistero dell’amore eccezionale di Cristo verso di noi si manifesta chiaramente quando Egli morente volle lasciare per madre al discepolo Giovanni la sua Madre stessa, con quel solenne testamento: «Ecco il tuo figlio». Nella persona poi di Giovanni, conforme al sentimento perenne della Chiesa, Cristo additò tutti gli uomini e per primi quelli che avrebbero creduto in Lui. Su tale proposito sant’Anselmo di Canterbury esclama:«Che cosa può concepirsi di più degno, che tu, o Vergine, sia madre di coloro a cui Cristo si degna esser padre e fratello?» (Or. XLVII, olim XLVI). Ella pertanto accettò ed eseguì di gran cuore tutte le parti di quel singolare e impegnativo ufficio, consacrandone gl’inizi nel Cenacolo. Fin da allora ella aiutò mirabilmente i primi fedeli con la santità dell’esempio, con l’autorità del consiglio, con la soavità del conforto, con l’efficacia delle sue sante preghiere, mostrandosi in verità Madre della Chiesa e Maestra e Regina degli Apostoli, ai quali fu anche larga di quei divini oracoli che «serbava nel suo cuore». 

Ma in verità, a stento può dirsi a parole quanto si accrebbero di ampiezza e di efficacia questi aiuti da quando ella fu assunta presso il Figlio, a quell’altezza di gloria celeste come richiedevano la sua dignità e lo splendore dei suoi meriti. Infatti di là, secondo i disegni di Dio, ella cominciò a vegliare sulla Chiesa e ad assisterci e proteggerci come una madre in modo che, come era stata strumento del mistero della umana redenzione, così, con il potere quasi illimitato che le era stato conferito, fu dispensatrice della grazia che per tutti i tempi deriva da questa redenzione. Quindi ben a ragione le anime cristiane, come tratte da nativo impulso, corrono a Maria; a lei fiduciosi comunicano progetti ed opere, dolori e gioie; alla cura e alla bontà di lei, come fanno i figli, raccomandano se stessi e tutte le proprie cose. Quindi sono giustissimi i solenni encomi che presso tutte le genti e in tutti i riti furono resi a lei, e che vennero ognora crescendo nei secoli: tra gli altri molti, ella fu celebrata«Signora nostra e nostra mediatrice» (S. Bernardus, Serm. II in Adv. Domini n. 5) ; «Riparatrice dell’universo» (S. Tharasius, Or. in praesent Deip.); «Mediatrice dei suoi doni divini» (In offic. graec., VIII dec., Qeotok…on post. oden IX).

Poiché la fede è fondamento e principio dei doni divini per i quali l’uomo viene elevato al di sopra dell’ordine naturale ai beni eterni, il possederla e il professarla efficacemente si attribuisce all’arcano influsso di lei che generò «l’Autore della fede» e che per la sua fede fu salutata «beata»; «Nessuno, santissima, ha piena conoscenza di Dio se non per te; nessuno si salva se non per te, Madre di Dio; nessuno ottiene doni dalla misericordia se non per te» (S. Germanus Constantinop., Or. II in dormit. B. M. V.).

Né sembrerà eccedere chi affermi che fu soprattutto per la guida e per la protezione di lei, che la sapienza e le istituzioni del Vangelo, benché tra difficoltà ed avversità enormi, penetrarono in ogni nazione assai celermente, portando dovunque un nuovo ordine di giustizia e di pace. E fu questo che ispirò l’animo e la parola di San Cirillo d’Alessandria quando rivolto alla Vergine le diceva: «Per te gli Apostoli annunziarono la salvezza delle genti…; per te la Croce preziosa è lodata e adorata in tutto il mondo…; per te sono volti in fuga i demòni, e l’uomo è richiamato al Cielo; per te ogni creatura, legata già all’errore degl’idoli, è ricondotta alla conoscenza della verità; per te gli uomini fedeli pervennero al santo battesimo, e dovunque furono costituite le chiese» (Hom. contra Nestorium).

Che anzi, come la lodò lo stesso Dottore, ella fu validissimo«scettro della vera fede» (Hom. contra Nestorium) per quella cura che ebbe continuamente affinché la fede cattolica durasse vigorosa nei popoli e fiorisse integra e feconda. Esistono molte prove di ciò e ben conosciute, confermate anche non di rado da prodigiosi avvenimenti. Più che mai in taluni tempi e luoghi in cui s’ebbe a deplorare la fede illanguidita e negletta, o per l’indifferenza o perché attaccata da nefanda peste di errori, apparve di presenza la benignità della grande Vergine che muoveva al soccorso. Si levarono al suo cenno e al suo impulso uomini illustri per santità e per ardore apostolico, i quali spuntarono le armi degli empi, ricondussero e infiammarono gli animi alla pietà della vita cristiana. Da solo, valido come molti uniti insieme, Domenico di Guzman si adoperò nell’una e nell’altra missione, confidando nel Rosario di Maria. Nessuno dubiterà quanto merito spetti alla stessa Madre di Dio dei risultati ottenuti da Venerabili Padri e Dottori della Chiesa, che egregiamente operarono nel difendere e illustrare la verità cattolica. Infatti sono essi stessi che, grati, riconoscono di avere avuto da lei, “sede della divina sapienza”, ottime ispirazioni nello scrivere; a lei quindi, non a sé, va il merito se la perversità degli errori fu vinta. Infine Condottieri e Romani Pontefici, custodi e difensori della fede, gli uni nella direzione delle guerre sacre, gli altri nei solenni decreti promulgati, invocarono il nome della Madre divina, e lo sperimentarono sempre potente e propizio.

Perciò la Chiesa ed i Padri fanno a Maria questi elogi, non meno veri quanto splendidi: «Ave, o bocca degli Apostoli sempre eloquente, sostegno stabile della Fede, rocca fermissima della Chiesa» (Ex hymno Graecor. Akathistos); «Ave, per tuo mezzo siamo entrati fra i cittadini della Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica» (S. Ioanness Damasc., Or. in annunc. Dei Genitricis, n. 9); «Ave, o fontana scaturita per divina virtù, da cui fiumi di sapienza celeste scorrendo con le onde purissime e limpidissime dell’ortodossia, fugano la turba degli errori» (S. Germanus Constantinop., Or. in Dei praesentatione, n. 14); «Gioisci, perché tu sola estinguesti tutte le eresie nell’universo mondo» (In off. B.M.V.).

Questa grande parte che fu della eccelsa Vergine lungo la storia, nelle battaglie, nei trionfi della fede cattolica, mentre rende più luminoso il disegno di Dio nei suoi riguardi, deve altresì destare in tutti i buoni grandi speranze per raggiungere ciò che ora è l’oggetto dei comuni desideri.

Bisogna confidare in Maria, bisogna supplicare Maria! Quanto, con il suo intervento, potrà determinare che una sola professione di fede tenga unite le menti dei popoli cristiani, un solo vincolo di perfetta concordia leghi le volontà in modo che si realizzi il tanto nuovo e desiderato trionfo della religione! E che cosa non vorrà ella fare affinché tutte le genti camminino unite«nella meravigliosa luce di Dio», quando il suo Unigenito chiese insistentemente al Padre la massima loro unione, tanto che Egli stesso, pagando un immenso prezzo, le chiamò a partecipare attraverso il battesimo alla medesima «eredità della salvezza»? E che cosa non vorrà ella stessa spendere di bontà e di saggezza per lenire i lunghi travagli della Chiesa, sposa di Cristo, affinché si ottenga nella famiglia cristiana quel dono dell’unità che è il frutto più prezioso della sua maternità?

L’augurio che l’evento non sia così lontano dall’avverarsi trova conferma nell’opinione e nella fiducia, così ardenti nelle anime pie, secondo le quali Maria sarà il felice legame, valido e dolce, di tutti coloro che – dovunque siano – amano Cristo e che, come un solo popolo di fratelli, divengano devoti al suo Vicario in terra, il romano Pontefice, come a Padre comune. Qui il pensiero, attraverso i fasti della Chiesa, si riporta spontaneo ai nobilissimi esempi dell’antica unità, e si sofferma compiaciuto nel ricordo del gran Concilio di Efeso. Infatti la piena concordia della fede e la pari comunione delle cose sacre, che allietava a quel tempo l’Oriente e l’Occidente, colà sembrò avvalorarsi di singolare stabilità e risplendere di gloria, quando i Padri autorevolmente sentenziarono che «la Santa Vergine era la Madre di Dio»: l’annunzio di tale definizione, partendo da quella religiosissima città in festa, riempì tutto il mondo cristiano di una medesima incontenibile esultanza.

Per tutte queste regioni si sostiene e cresce la fiducia di vedere compiuti quei voti grazie alla potenza e alla somma benignità della Vergine; occorre quindi, con altrettanti stimoli, accendere quell’affetto che Noi raccomandiamo ai cattolici nel supplicare Maria. Ed essi riflettano intimamente quanto ciò sia conveniente e vantaggioso per loro stessi, e quanto torni accetto e gradito alla Vergine. Infatti, trovandosi essi in possesso dell’unità della fede, dimostrano di apprezzare quanto merita la grandezza di tale beneficio e di volere adoperarsi più solleciti a custodirlo. Né possono poi in modo migliore manifestare il loro animo fraterno verso i dissidenti, che con l’aiutarli efficacemente nel riacquistare il massimo fra tutti i beni. Questo amore di vera fratellanza cristiana, vivo sempre nella Chiesa, trasse ognora la sua principale forza dalla Madre di Dio, fonte eccellente di pace e di unità. San Germano di Costantinopoli così la supplicava: «Ricordati dei cristiani che sono tuoi servi: raccomanda le preghiere di tutti; conforta le comuni speranze; avvalora la fede; stringi le Chiese nell’unità» (Or. hist. in dormit. Deiparae). I Greci tuttora la supplicano in questa forma: «O tutta pura, che puoi tutto chiedere al tuo Figlio senza temere rifiuto, pregalo, o tutta santa, che dia al mondo la pace, e infonda a tutte le Chiese uno stesso pensiero; e noi tutti acclameremo te» (Men. V maiiTheotokion post od. IX de S. Irene V.M.).

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🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: TUTTI I SEGRETI SI REALIZZERANNO – Puntata 4🙏

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🙏🌹 SANTO ROSARIO ANIMATO DAI GRUPPI GIOVANILI: in collegamento con la Parrocchia Beata Vergine delle Grazie – Gavello (Rovigo)

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Papa Leone fra i bambini dell’ospedale di Douala

DAL CAMERUN PER VOI AMICI

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 36


PENSIERO QUOTIDIANO

83. L’Anticristo di Soloviev: una figura inquietante

Ecco le parole con cui l’Anticristo di Soloviev presenta se stesso.

“Il Cristo è stato il riformatore dell’umanità, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, Io invece sono chiamato ad essere il riformatore di questa umanità, in parte emendata, in parte incorreggibile.

Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi.

Sarò il vero rappresentante  di quel Dio che fa sorgere il sole e per i buoni e per i cattivi e distribuisce le piogge sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace.

Egli ha minacciato alla terra il terribile giudizio. Però l’ultimo giudice sarò io e il mio giudizio non sarà solo un giudizio di giustizia, ma anche di clemenza.”

Egli ragionava così: “Cristo è venuto prima di me; io mi manifesto per secondo; ma ciò che viene dopo in ordine di tempo, in natura è primo.

Io giungo ultimo alla fine della storia, precisamente perché sono il salvatore perfetto, definitivo. Quel Cristo è il mio precursore. La sua missione era quella di precedere e preparare la mia apparizione”.

E in base a quest’idea, il grande uomo del secolo XXI applicava a se stesso tutto ciò che è detto nel Vangelo circa il secondo avvento, non come il ritorno di Cristo stesso, ma come la sostituzione del Cristo precursore col Cristo definitivo, cioè se stesso.

(Padre Livio – Le profezie sull’Anticristo -Ed. Sugarco – pag. 154 – 155)

Senza perseveranza nella fede non si arriva alla meta

Dal dopoguerra in poi, ma con un’accelerazione nel nuovo millennio, c’è stato un massivo abbandono e ripudio della fede. La Regina della pace, infatti, ha detto che abbiamo rifiutato la fede e la Croce. In questo modo, quello che era il cammino battesimale con cui siamo stati battezzati in Cristo e inseriti nel suo corpo mistico che è la Chiesa, abbiamo preso un’altra strada e vaghiamo qua e là senza una meta con il rischio di cadere nell’abisso della perdizione eterna.

Oggi purtroppo molti bambini non ricevono più il dono della fede e il Sacramento del Battesimo; c’è anche un fenomeno abbastanza diffuso anche in Occidente di tanti giovani che si convertono e ricevono il Battesimo. La vita è un pellegrinaggio, quando nasciamo iniziamo già a camminare ed è importante sapere dove vogliamo andare. La fede ci indica come meta la vita eterna, il Paradiso.

Le prime parole dette dal Santo Curato d’Ars quando è stato mandato ad Ars sono state: “Sono venuto ad insegnare ai miei parrocchiani la via che porta al Cielo”. Per noi cristiani la vita è un pellegrinaggio verso l’eternità, è un cammino che ha un inizio in Dio e una fine in Dio. Purtroppo, però, la generazione di oggi ha perso la fede, ha perso la strada. Per chi crede la vita ha una meta e, nonostante gli sbandamenti, tenendo ben fermo l’obiettivo di fondo che è il ritorno a Dio si cammina ogni giorno verso la gioia del Cielo.

Per chi non crede la vita è un procedere verso la morte. Chi vive senza la luce della fede che indica l’obiettivo della vita, vaga qua e là senza una meta fino ad arrivare al fuoco eterno perché ha rifiutato di camminare sulla via che porta alla pienezza dell’amore di Dio. Nel pellegrinaggio della vita succede di tutto, c’è chi si perde, chi devia ma poi riprende il cammino giusto; questo è il tempo in cui molti escono dalla strada e si perdono, ma ci sono anche quelli che ritornano sulla strada che porta alla conversione e che porta a Dio. La Madonna è qui da così tanto tempo perché oggi molte persone hanno perso la strada del Cielo. La Regina della pace è stata infaticabile nell’indicarci il Cielo in tutti i suoi Messaggi e ci rimette sulla via del Cielo attraverso l’appello alla conversione di cui dobbiamo fare tesoro perché quando arriverà il momento della prova e non avremo la luce, la forza e la grazia di superarla, rischieremo di venire travolti.

Molti hanno perso la fede, hanno perso se stessi, la luce, la forza e il senso della vita. Questo è accaduto perché la fede è come un fiore che va coltivato con la preghiera. La preghiera personale è un rapporto continuo e intimo con Dio. La preghiera sacramentale, che è quella della partecipazione all’Eucarestia, è anch’essa fondamentale perché è la preghiera della Chiesa.

La preghiera è come l’acqua con cui annaffiamo il fiore della fede. La Parola di Dio e l’Eucarestia sono come il pane di cui ci cibiamo ogni giorno. Con la preghiera, con la Parola di Dio e con l’Eucarestia ci fortifichiamo nel quotidiano cammino della fede. Molte volte questo cammino è in salita, abbiamo bisogno di fortificarci, di rinnovarci altrimenti perdiamo di vista la meta, sviamo o torniamo indietro. Rischiamo di perderci.

Entriamo in questa visione della vita che è un pellegrinaggio per cui bisogna attrezzarsi adeguatamente per affrontarne ogni tappa. Come dice Gesù, il cammino spirituale della vita è una via stretta ed erta che pochi percorrono. Molta gente perde la fede, la abbandona, non si accosta più ai Sacramenti, non partecipa più alla Santa Messa, non incontra Dio nella preghiera personale, non coltiva più tutti quegli insegnamenti del Vangelo che rendono maturi, buoni, forti e responsabili. Si diventa così oggetti di consumo che il mondo sfrutta a suo piacimento. Questo è un destino amaro, si arriva al termine della vita e se ne vede l’inutilità proprio perché non si ha Dio come amore della propria vita al quale tendere continuamente. Chi ha perso la fede arriva al termine della vita attaccato unicamente alle cose effimere; se non siamo aggrappati all’eternità veniamo assorbiti nella fossa della perdizione. Quando ci stacchiamo da Dio costruiamo un destino amaro con le nostre mani. Senza Dio siamo rami secchi buoni solo per essere gettati nel fuoco, come ha detto Gesù che con queste parole ci indica qual è il fallimento della vita quando escludiamo Dio.

Se non ci fosse il Sole, la vita sulla Terra diventerebbe una lunga e gelida notte invernale. Così è la vita senza Dio. Chi vive senza Dio si arrangia con le felicità false, con le speranze false, con lo splendore falso; ma le cose false ingannano perché sono propinate proprio dall’ingannatore per eccellenza che cerca anime da portare con sé alla perdizione eterna. Ogni giorno, allora, dobbiamo rinnovare la nostra fede con la preghiera e la perseveranza; quando cadiamo dobbiamo rialzarci, quando andiamo fuori strada dobbiamo rientrare. Dobbiamo speronare l’anima nel nostro cammino verso Dio, ogni giorno e così davanti ai nostri occhi la vita acquisterà un grande valore.

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Padre Slavko e i Segreti di Medjugorje

Caro Padre Livio lei che ne pensa?

Condivido in parte padre Slavko (senza giudizio) ma vorrei qualche chiarimento in più su questo se può…

Padre Slavko: “Ho parlato con teologi e con molti esperti di apparizioni, ma personalmente non ho trovato alcuna spiegazione teologica sul perché ci siano i segreti.

Perché dunque i segreti e qual è la giusta spiegazione?

Spesso mi sono chiesto personalmente: A cosa mi serve sapere, ad esempio, che a Fatima ci sono tre segreti, di cui si discute molto? Ed inoltre, a cosa mi serve sapere che la Madonna ha detto qualcosa ai veggenti di Medjugorje che io non conosco? Per me e per noi la cosa più importante è sapere ciò che già so di tutto quello che ha detto!

Per me la cosa più importante è che Lei ha detto: “Il Dio con noi! Pregate, convertitevi, Dio vi donerà la pace”! Al contrario, come sarà la fine del mondo lo sa solo Dio e noi uomini non dovremmo preoccuparci o crearci problemi. Ci sono persone che non appena sentono parlare di apparizioni, ricordano subito delle catastrofi. Ma ciò significherebbe che Maria è solo colei che annuncia catastrofi.

Questa è un’interpretazione sbagliata, una comprensione errata. La madre Maria viene dai suoi figli quando sa che è necessario per loro.

Accettando i segreti ho notato che in molti si desta una certa curiosità che li aiuta ad accogliere il cammino con Maria ed in quel momento i segreti sono dimenticati. Sono sempre in meno a chiedere che cosa siano i segreti. Non appena ci si incammina, la strada da seguire è l’unica cosa importante.

Ogni giorno ci sono catastrofi, inondazioni, terremoti, guerre, ma finché non ne sono personalmente coinvolto, il problema per me non è una catastrofe. Solo quando accade una catastrofe a me personalmente, allora dico: Ma cosa mi accade?

Aspettare che qualcosa accada o che io sia pronto equivale alla domanda che lo studente si pone continuamente: Quando sarà l’esame, in che giorno? Quando sarà il mio turno? Il professore sarà ben disposto? È come se lo studente non studiasse e non si preparasse all’esame, nonostante esso sia imminente, ma si concentrasse sempre e solo sui “segreti” a lui sconosciuti. Anche noi quindi dobbiamo fare ciò che possiamo ed i segreti non saranno per noi un problema.” (Eco di Maria nr.178)


Caro Nicola,

La Madonna ci ha parlato dei Segreti non per impaurirci, ma per imparare ad affrontarli nel modo giusto, come Lei desidera.

Il caro Padre Slavko vedrà i Segreti dal Paradiso… per noi invece sarà diverso.

Dio ti benedica!

Ave Maria

Padre Livio

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