BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

🔴IN RADIOVISIONE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 45


🔔LIVE BENEDIZIONE DI P.LIVIO🌾🍇Quarta Domenica di Pasqua🕯️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Acqua potabile o salutare?

Gentilissimo Padre Livio,

Probabilmente mi rimprovererà.

Per la prima volta, in oltre 35 anni di ascolto, mi permetto di dissentire da una Sua considerazione. Mi riferisco alla modifica del termine potabile con l’aggettivo salutare.

Ho la sensazione (ma probabilmente mi sbaglierò) che la Madonna ci voglia responsabilizzare ad essere testimoni costanti, o meglio ancora, missionari del Vangelo.

E per far questo, tuttavia, dobbiamo essere accreditati di veridicità.

La nostra credibilità, sostanzialmente, si manifesta tramite i comportamenti, i gesti, le parole, i pensieri, di ogni giorno, vissuto su questa terra (in pratica l’acqua, citata).

 A mio avviso l’acqua di cui parla la Madonna è proprio il nostro modo di testimoniare l’aderenza al Vangelo. Il termine “potabile”, a mia modesta valutazione, è estremamente appropriato, perché identifica una forma di nutrimento essenziale per la vita, che noi possiamo regalare a chi, invece, (e purtroppo è un numero sterminato), si abbevera ad acqua “non” potabile, per non dire avvelenata.

In sostanza la Madonna ci dà un incarico tanto prodigioso quanto oneroso, che è quello di

Produrre acqua “potabile”, cioè bevibile, e non acqua inquinata. E “tutti” i media quanta acqua sporca “vendono” agli ignari ascoltatori, spettatori, lettori???

Personalmente, ritengo questo Messaggio della Madonna, una proposta di promozione ad essere Sue “condutture idriche” di vita cristiana!

Un Messaggio spettacolare!

Una forma di stima, da parte della Madonna, che solo in pochi, credo, possano meritare.

Sono pronto ad offrire le mani per essere bacchettato…

Grazie di tutto e per tutto caro Padre Livio!!!!

Il Signore La benedica in ogni istante!

Claudio 


Caro Claudio,

Nella Bibbia non si parla mai di acqua potabile ma di acqua salutare. Di acqua potabile parlano i cartelli dei comuni.

Di qui la necessità di trovare nella traduzione italiana un termine simile ma più adeguato al contesto di alta spiritualità del messaggio.

Infatti fra i sinonimi di “potabile” i vocabolari (anche Google) mettono “salutare”.

 Perché non usare questo termine visto che la Madonna si ispira la testo di Ezechiele 47,9 dove si parla esplicitamente di acque salutari?

Se leggiamo il testo di Ezechiele ci rendiamo conto di quale forza divina abbia il messaggio della Madonna per la nostra umanità che, come ha detto la Madonna, “Ha scelto per la morte” (Mess 25 Ottobre 2022)

“Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà.”

Ave Maria

Padre Livio

La cortina elettronica del XXI secolo fra ‘internet orientale e occidentale’

di Stefano Caprio – Asia News – 26 Aprile 2026

Il filosofo russo Epstein parla di nuova “cortina di ferro” elettronica e digitale. Al crollo del sistema totalitario sovietico emerge un sistema virtuale immenso e avvolgente. Il muro odierno non è facilmente controllabile da un centro di potere assoluto. Si cerca di tappare i buchi e interrompere le connessioni. Lo sfidante di Putin non è più Naval’nyj, ma Durov, fondatore di Telegram.

Come commenta il filosofo e scrittore russo Mikhail Epstein su Radio Svoboda, nel passaggio di millennio siamo passati dalla sigla CCCP (o SSSR in lettere latine, la sigla dell’Urss) alla sigla WWW, quella dell’internet globale che ora si vuole dividere di nuovo in “internet orientale e occidentale”, la nuova “cortina di ferro” elettronica e digitale. Entrambe le abbreviature indicano specie diverse di unione di popoli e di concezioni del mondo, le S di Soyuz, Sotsializm, Sovety che indicano unione, condivisione e altre caratteristiche di comune generalizzazione, tipiche delle ideologie progressiste.

Quando il progetto SSS è crollato, è stato sostituito dal progetto WWW, World Wide Web, una ragnatela universale, Set na ves Sviet, “Rete per tutta la Terra”, come la interpreta Epstein, trasformando lo slogan socialista in “Coscienze di tutti i popoli e di tutti i tempi, unitevi!”. In questo senso non stupisce che la storia della nascita di internet coincida con quella della disgregazione dell’impero sovietico, diventandone in qualche modo la continuazione cronologica. Finisce un sistema totalitario, e al suo posto si installa un sistema virtuale, altrettanto immenso e avvolgente, che non richiede sacrifici di sangue e persecuzioni in cambio della fraternità universale, non dei corpi, ma delle menti, non della vita, ma del pensiero.

Basti ricordare le aride righe dell’Enciclopedia Britannica: “Lo sviluppo del WWW è iniziato nel 1989 per mano di Tim Berners-Lee e dei suoi colleghi del Cern… Il primo browser web basato su testo è stato rilasciato nel gennaio 1992. Il browser web Mosaic è stato rilasciato nel settembre 1993; Netscape Navigator nel dicembre 1994”. In questi momenti cruciali della storia, le ultime vestigia del totalitarismo si intrecciano con i primi fili del World Wide Web. Proprio in quell’anno, il 1989, quando caddero la Cortina di Ferro e il Muro di Berlino, quando l’Europa orientale si liberò dalla dittatura sovietica e il sistema socialista globale crollò, venne creato il protocollo di rete, il linguaggio di comando utilizzato per trasmettere messaggi tra computer. Il gennaio del 1992 segna non solo il primo mese nella storia degli “Stati indipendenti” dell’ex-Unione Sovietica, ma anche l’inizio della storia dei browser, che hanno reso il Web accessibile ai personal computer. La rete universale nacque nel momento storico in cui finiva il totalitarismo di orientamento sovietico.

Al posto di SSSR venne istituita la SNG (Csi, Comunità degli Stati Indipendenti, in russo Soyuz Nezavisimykh Gosudarstv), che in realtà “si sciolse subito come neve al sole”, osserva Epstein, rimanendo un’istituzione fittizia che non ha prodotto alcuna forma di unione. In seguito si è provato a creare l’Unione Eurasiatica per iniziativa del presidente “eterno” del Kazakistan poi finito ai margini, Nursultan Nazarbaev, è stata istituita l’Unione Economica Eurasiatica Eaes, che tenta oggi di inserirsi nelle tante svolte dei mercati internazionali, fino all’Alleanza militare eurasiatica Csto, “Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva”, del tutto incapace di affrontare le sfide militari degli ultimi anni, rimanendo impotente anche di fronte ai conflitti locali come quello tra Armenia e Azerbaigian, per non parlare di quello tra Russia e Ucraina.

A dicembre del 1991 finiva l’Urss, e a gennaio del 1992 nacque il WWW, “come una farfalla di velluto, dall’SSSR, dalle sue molteplici e ingombrante strutture, si è sprigionata dal suo corpo la rete internet come un bruco d’acciaio”, afferma Epstein. Nel settembre-ottobre del 1993, quando l’intero esercito presidenziale assediò il parlamento e una sanguinosa guerra civile dilaniò il cuore di Mosca, Mosaic, la prima piattaforma di rete di massa americana, fece la sua comparsa sulla scena globale. Infine, nel dicembre del 1994, quando il panorama politico interno russo si fece visibilmente frammentato e iniziò la guerra in Cecenia, la rete globale di comunicazioni elettroniche si consolidò ulteriormente: venne rilasciato un nuovo programma migliorato, Netscape, dopo il quale internet iniziò a svilupparsi a un ritmo senza precedenti. In questo modo la fallita repubblica globale del lavoro è stata sostituita da una repubblica globale degli intelletti, che non necessitano più di mani e armi per realizzare le proprie idee, ma piuttosto gestiscono le proprie macchine e coltivano i propri campi nel puro spazio virtuale. A differenza della lotta per la proprietà materiale, della “espropriazione degli espropriatori”, internet non richiede violenza o sacrificio.

Epstein riporta alcune frasi di un suo dialogo pubblicato nel 1999 su Radio Svoboda con il poeta Aleksej Tsvetkov, in cui si riflette l’entusiasmo di quel periodo: “Cosa manca ai russi negli anni post-sovietici? Sembra che ci sia più di tutto rispetto a prima, e se non c’era, ce ne sarà di più: libri, programmi televisivi, vini, salsicce, feste, politici… ma manca l’Enorme. Ciò che c’era nella vita sovietica, nonostante o proprio a causa della sua dura e fredda quotidianità. C’era un’Idea che muoveva e ispirava questo mondo, persino uccidendolo, ispirata dal dolore e dalla fede, dalla disperazione e dalla dannazione. Mancava la Santità mondana e persino l’Ispirazione all’autodistruzione dell’anima, una sorta di correlazione finale di ogni piccola cosa dell’esistenza con la Storia del Mondo e il suo Significato Principale. Le religioni tradizionali sono scomparse dietro la soglia di templi appena ricostruiti, e nella vita secolare è rimasto solo il secolare, solo per il profitto del presente e per il compimento del suo piccolo obiettivo. L’Enorme ha abbandonato la vita: restano solo le “vecchie canzoni” ad esso dedicate, in cui esso stesso gioisce e piange per l’intero universo che ha abbandonato”.

Ora questa Enormità torna ad avvolgere il Mondo Russo, il WWW viene messo sotto chiave, e si alza la nuova cortina elettronica per proteggere il “lager digitale”, con nuove lettere belliche come la Z (Zapad, Occidente), la S di Sever, Settentrione e la V di Vostok, Oriente secondo le suddivisioni delle armate che devono conquistare il mondo intero, soprattutto la Z del grande nemico occidentale che coincide con Zapret, “Divieto” e Zanaves, “Cortina”, e anche con la Zonache indica il mondo dei lager, di nuovo popolato da vittime sacrificali del nuovo impero.

Non è più una “cortina di ferro” facilmente controllabile da un centro di potere assoluto, dove basta staccare la spina, e oggi ogni divieto e ogni muro viene aggirato in mille modi. Per questo si cerca continuamente di tappare i buchi, interrompere le connessioni, bloccare le finestre che si spalancano in modo imprevisto, per le correnti e i flussi della rete digitale. Non c’è uno scontro di ideologie e forze specifiche, sia dall’alto del Cremlino, che dagli spiragli della rete, si vaga nel nulla della “totalità senza utopia”, come la definisce Epstein. La cortina elettronica separa la Russia non soltanto dal mondo esterno, ma anche da sé stessa e dal suo futuro, in una lotta insensata tra WWW e ZZZ.

La contrapposizione politica della Russia di oggi non è più tra Vladimir Putin e l’eroe del dissenso Aleksej Naval’nyj, sprofondato nella “Zona”, e certo non contro i partitini minori come i comunisti, i liberal-nazionalisti e gli altri fiancheggiatori del regime che cercano di sfruttare i malumori per i blocchi di internet, in vista delle elezioni parlamentari di settembre. Le figure che si confrontano oggi sono quelle di Vladimir Putin e Pavel Durov, il fondatore del messenger Telegram, la cui chiusura simboleggia la fine del WWW e il passaggio definitivo allo ZZZ. Durov ha di recente accusato anche la Commissione europea di aver pianificato un’applicazione per la verifica dell’età degli utenti di internet, come strumento di spionaggio per i cittadini europei, estendendo la cortina elettronica all’interno del mondo virtuale, dove non esistono confini e latitudini.

Il fondatore di Telegram era stato arrestato ad agosto del 2024 nell’aeroporto di Parigi, proveniente dall’Azerbaigian dove si era parlato di un suo incontro con Putin, con la mediazione del presidente azero Ilham Aliev. In realtà non si sono mai visti in faccia, e lo zar del Cremlino si vanta perfino di “non usare internet”, lasciando smanettare i suoi sottoposti e ponendosi al di sopra di tutte le cortine. Durov era stato accusato allora di rifiutarsi di collaborare con le istituzioni statali sia d’oriente che d’occidente, permettendo ogni genere di transazione illegale sui canali del suo messenger, che ora la Russia sta cercando di chiudere per sempre, nonostante le istruzioni del fondatore sui possibili itinerari d’aggiramento, anche qui con la sigla magica VPN, la via di fuga dalla cortina digitale, senza sapere dove si andrà a finire.

Un uomo spara alla cena di Trump con i giornalisti, arrestato dal servizio di sicurezza. Presidente e first lady portati al sicuro

di Viviana Mazza, inviata a Washington – Corriere della Sera – 26 Aprile 2026

Nella sala sotterranea dell’Hilton Washington la cena dei corrispondenti della Casa Bianca era appena iniziata quando sono stati uditi 4 o 5 colpi subito fuori dal salone

DALLA NOSTRA INVIATA 
Nella grande sala sotterranea dell’Hilton Washington, lo stesso Hotel dell’attentato a Ronald Reagan del 1981 per mano di John Hinckley Jr., la cena dei corrispondenti della Casa Bianca era appena iniziata quando abbiamo sentito quattro o cinque colpi subito fuori dal salone.

Tutti nella sala si sono abbassati sotto i tavoli, una reazione automatica che scopri di avere solo quando succede qualcosa del genere, il sintomo di una stagione di violenza che ha lasciato il segno.

Il presidente Trump e la first lady Melania erano seduti sul palco e sono stati subito evacuati. Abbiamo potuto riprendere gli agenti dei servizi sul palco con i fucili spianati tra i piatti con le mozzarelle e la lattuga abbandonati.

I ministri sono stati evacuati uno dopo l’altro, il segretario del tesoro Scott Bessent e il nuovo ministro della Giustizia Todd Blanche visibilmente turbati, sono usciti dopo il capo del Pentagono Hegseth.

Evacuata anche Erika Kirk che ha perso il marito Charlie in un attentato lo scorso ottobre.

Poco dopo sul palco è apparsa la presidente dell’associazione dei giornalisti della Casa Bianca: «Abbiamo un annuncio da fare, il programma riprenderà».

«E tu pensavi che sarebbe stato noioso», si sente qualcuno sdrammatizzare tra i tavoli mentre le centinaia di giornalisti rimasti bloccati nella sala cercano solo di capire i dettagli della storia.

Comincia intanto a emergere il quadro di quello che è successo. L’aggressore che ha poi sparato ha superato di corsa un metal detector vicino all’ingresso principale con un’arma e ha esploso un colpo contro un agente del Secret Service. Gli agenti sono però riusciti a fermarlo prima che entrasse nella sala della cena dove era presente Donald Trump.

Il presidente Usa è caduto, appena dopo essere stato affiancato dai dagli agenti del Secret Service per essere portato fuori dalla sala. Le immagini trasmesse dalla Cnn dei primi momenti concitati, a seguito degli spari,
hanno mostrato il tycoon alzarsi dal tavolo d’onore per poi cadere dopo due passi. Trump è stato aiutato a rialzarsi ed è stato poi scortato via in sicurezza.

La cena è stata cancellata e verrà riprogrammata.

L’assalitore, riporta la Cnn, è stato identificato: è un uomo di 30 anni originario della California.

Alla Casa Bianca è intanto cominciata la conferenza stampa del presidente Usa. L’uomo che ha aperto il fuoco, ha detto Donald Trump, «aveva molte armi».

Il tycoon ha anche ringraziato la moglie Melania per il coraggio e la pazienza, e ha aggiunto che l’attentatore al gala dei corrispondenti «è stato fermato da alcuni coraggiosi membri del Secret Service, che hanno agito rapidamente.

«Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi – ha detto Trump -. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i
democratici, gli indipendenti, i progressisti». 

(notizia in aggiornamento)

🔴LIVE🔴 L’UOMO E IL SUO DESTINO ETERNO – PUNTATA 15: Il mistero del rifiuto del Figlio di Dio – Catechesi giovanile 2008-2009 di P. Livio


🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 44


MESSAGGIO DEL 25 APRILE 2026

MESSAGGIO DELLA MADONNA

25 aprile 2026

“Cari figli, Prego per voi e vi esorto ad una vita nuova, vita nella gioia e nella preghiera.

Figlioli, lo Spirito Santo vi colmi di gioia affinché siate come una fonte d’acqua pura e salutare, affinché, figlioli, siate in Dio e con Dio missionari di carità e di pace.

La vostra vita, qui sulla Terra, è breve e per questo sono con voi per guidarvi verso il Cielo.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

” (Con approvazione ecclesiastica)

NB Nella traduzione dal croato la parola “potabile” l’abbiamo sostituita con la parola “salutare” che è un sinonimo più adatto al contesto biblico. (Ezechiele 47, 9).

Medjugorje in attesa del Messaggio della Madonna

Il politologo Kepel: «L’Iran è disastrato. Il blocco navale Usa a Hormuz ha funzionato più delle armi: ora a Teheran anche i più oltranzisti vogliono negoziare»

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 25 Aprile 2026

Gilles Kepel: «Il Paese è a pezzi e la repressione interna è terrificante. L’Europa? Si dimostra nemica degli Usa di Trump»

«Il regime iraniano si trova in una situazione difficilissima. Il Paese è disastrato. E manca un vero capo carismatico in grado di mediare tra moderati e estremisti, come invece avveniva nel passato», sostiene il politologo Gilles Kepel intervistato dal Corriere.

Come legge la scelta di mandare infine a Islamabad il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi?
«La Casa Bianca ha esercitato un’enorme pressione su Teheran, senza ricorrere alle armi, ma con il controblocco navale. E adesso gli americani godono di un piccolo vantaggio: l’Iran è distrutto anche nelle sue infrastrutture civili. La repressione interna è terrificante: ogni giorno ci sono condanne a morte ed esecuzioni di oppositori. Ma proprio il controblocco navale Usa, che è piratesco in essenza come quello iraniano a Hormuz, è stata la misura di maggior successo. Oggi l’Iran non può più esportare petrolio, mancano i soldi per fare funzionare quel poco che è rimasto in piedi. La situazione interna è talmente grave che anche i suoi dirigenti più oltranzisti sono costretti ad accettare la ripresa dei negoziati».

Perché Araghchi sulla via del Pakistan parla con Russia e Oman?
«L’Iran bombardando i Paesi alleati o comunque non nemici nel Golfo si è isolato. Le bombe specie contro il Qatar nella fase calda della guerra possono essere state utili per creare il caos. Ma il Qatar era un amico di Teheran, erano accomunati dall’ideologia dei Fratelli Musulmani contro l’imperialismo Usa, e oggi non lo sono più. Ciò che poteva essere utile nella guerra diventa un enorme problema nella fase politica. Oltretutto tante nazioni del sud globale soffrono le conseguenze del blocco di Hormuz, la mancanza di petrolio e fertilizzanti genera danni economici giganteschi. L’Iran non è più l’eroe nella lotta contro Washington, bensì il responsabile della povertà. Da qui il suo tentativo di sfuggire all’isolamento, ma non credo che funzionerà con l’Oman, che è controllato dalle monarchie del Golfo».

Conseguenze?
«I relativi successi iraniani delle prime settimane di guerra sono cose del passato. Oggi il regime è più in crisi che mai».

Quanto peso dare alle divisioni interne alla classe dirigente iraniana, che certo non sono cosa nuova?
«Nel passato la Guida Suprema era l’arbitro ultimo. A seconda dei momenti, il regime lasciava uno spazio relativo alle lotte tra fondamentalisti e moderati. La figura del presidente era in genere quella di un leader aperto alle influenze occidentali come Khatami o Rouhani, ma poi arrivava la cesura e il leader da Khomeini a Khamenei serrava le fila, diceva l’ultima parola. Oggi non c’è più nessuno. Mojtaba Khamenei è figlio dell’ultimo Leader Supremo: un fatto senza precedenti per la tradizione della Repubblica Islamica, che ha sempre rifiutato il principio della successione dinastica. Inoltre Mojtaba, il cui stato di salute è sconosciuto, non ha assolutamente il carisma del padre, non è un grande esperto della fede sciita, non ha le credenziali intellettuali e religiose, è un semplice militante dei Pasdaran».

Un regime senza legittimità?
«Certo, Mojtaba non ha i titoli per esercitare il potere che gli hanno conferito sotto l’incalzare dei bombardamenti. Non può essere la chiave di volta che mette assieme le tensioni politiche interne. Questa è la grande differenza col passato. Lo abbiamo visto anche nel corso delle trattative con gli Usa. Prima c’è stato l’articolo dell’ex ministro degli Esteri Mohammad Javas Zarif, che su Foreign Affairs parlava della necessità del negoziato. Poi i duri del regime hanno frenato, mirando alla soluzione militare. Oggi il controblocco ha spinto il campo dei pragmatici, con il presidente Pezezshkian e il loro ambasciatore all’Onu, hanno vinto le resistenze di chi preferiva i colloqui a Istanbul e mandato Araghchi in Pakistan».

E l’Europa?
«L’Europa si dimostra nemica degli Stati Uniti di Trump. Comunque, si mobilita per mantenere aperti gli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb dopo la fine della guerra in attesa delle elezioni di midterm, che potrebbero seriamente azzoppare Trump».

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