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"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Regno Unito e Galles, crescono le vocazioni

Non una svolta, ma comunque un momento di definizione, quello che vede il numero di vocazioni sacerdotali in Regno Unito e Galles in crescita

Di Andrea Gagliarducci

Londra , venerdì, 1. maggio, 2026 14:00 (ACI Stampa).

C’è una ripresa delle vocazioni sacerdotali in Inghilterra e Galles, sebbene non vi sia una svolta decisiva. E così l’arcivescovo Richard Moth, che da poco si è insediato a Westminster, ha inviato una lettera pastorale per il Mese di preghiera per le vocazioni, chiedendo a ogni parrocchia dedichi un momento speciale della Settimana per l’intenzione di avere nuovi sacerdoti, chiedendo – recita una preghiera preparata appositamente – di “scegliere tra i discepoli uomini disposti a servire generosamente la Chiesa come sacerdoti nella diocesi di Westminster”.

Lo stato delle ordinazioni in Inghilterra, come detto, è in ripresa. La diocesi di Southwark ha il numero più alto di seminaristi degli ultimi 12 anni, con nove uomini in formazione e altri sei che stanno valutando di entrare in seminario il prossimo anno.

Nel 2024, nelle diocesi di Inghilterra e Galles e nell’Ordinariato di Nostra Signora di Walsingham sono state registrate 22 ordinazioni sacerdotali, due in più rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, in 10 delle 22 diocesi non si è registrata alcuna ordinazione nel 2024.

Secondo i dati dell’Ufficio Nazionale per le Vocazioni, nel 2024 sono entrati nel percorso di formazione al sacerdozio 25 nuovi candidati, il numero più alto dal 2020. L’età media di ingresso nel seminario diocesano era di 33,4 anni, mentre per l’anno propedeutico era di 29,1 anni.

Nel contesto delle vocazioni, gli ex membri del clero anglicano rappresentano un elemento cruciale. Un rapporto del Centro Benedetto XVI per la Religione, l’Etica e la Società indica che dal 1992 circa 700 tra ecclesiastici e religiosi anglicani sono stati accolti nella Chiesa cattolica, e gli ex anglicani hanno rappresentato quasi il 35% del totale delle ordinazioni diocesane e ordinariali in Inghilterra e Galles tra il 1992 e il 2024.

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EDITORIALE P. LIVIO: Da Fatima a Medjugorje: il piano ignorato di Maria per salvare il mondo

MEDJUGORJE 1986

Un documento prezioso sulla realtà dei primi anni

🟢LIVE: P. LIVIO IN 🇮🇹 RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO – Catechesi a cura di P. Livio – Puntata 23

🟢LIVE 🇮🇹 IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789: LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 01/05/2026


🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Non facciamoci intimidire dai faccendieri del demonio

Carissimo Padre Livio,

La notizia di oggi è che Trump intenderebbe ritirare i militari americani dall’Italia, come pure dalla Spagna e dalla Germania. Questo dopo che l’altro giorno aveva parlato con Putin un’ora e mezzo al telefono.  

Lei che ne dice? Non le pare che i due si stiano spartendo le zone di influenza e che l’Europa sia stata data in pasto all’orso russo? Lei da tempo aveva accennato a questo pericolo, soprattutto per l’Italia e Roma.

Fausto da Viterbo


Caro Fausto,

L’attacco di Trump al Papa è stato un segnale chiaro ed è rivelatore di un progetto politico oscuro e perverso.

Tuttavia non dobbiamo temere. La Madonna ha in mano la situazione e la porterà a compimento col trionfo del suo Cuore Immacolato.

Come ci rivela il salmo 2 “Ride Colui che sta nei cieli, il Signore si fa beffe di loro”. Per quelli che si sono messi al posto di Dio non c’è né futuro né vita eterna” ha sentenziato la Regina della pace.

“Non abbiate paura degli uomini” ci ha esortato Gesù. Non facciamoci intimidire dai faccendieri del demonio. I loro giorni sono contati e la loro rovina si sta avvicinando velocemente.

Beati coloro che resisteranno saldi nella fede.

Ave Maria

Padre Livio

Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Trump: «Probabile il ritiro delle truppe dall’Italia, non ci hanno aiutato. Sull’Iran tempesta ormai inevitabile»

di Redazione Online – Corriere della Sera – 1 Maggio 2026

Le notizie di venerdì 1 maggio sull’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, in diretta. Centcom, «bloccate 42 petroliere, per l’Iran perdita finanziaria di 6 miliardi di dollari»

  • Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di leader di governo. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando il trasporto di petrolio nello Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano
  • Il 23 aprile è stata annunciata una proroga al cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano iniziato il 17 aprile. La tregua potrebbe rappresentare un primo passo in avanti per un accordo tra Iran e Usa, ma i negoziati sono in stallo. Gli inviati Usa Witkoff e Kushner dovevano incontrare la delegazione iraniana a Islamabad, ma non sono partiti per il Pakistan: Trump li ha fermati
  • Dopo l’annuncio del cessate il fuoco Usa-Libano, l’Iran ha riaperto (e poi richiuso) lo Stretto di Hormuz. Trump ha precisato che il blocco navale Usa – in vigore dal 13 aprile e relativo solo a navi che navigano da/per porti iraniani – resta in vigore 
  • Il ministro iraniano Araghchi: «Valutiamo la richiesta di colloqui diretti con gli Usa». Putin lo riceve a San Pietroburgo. Rubio: «Non possiamo tollerare che Teheran gestisca Hormuz»

| 01 Maggio

Il punto della situazione, ad ora: Trump, la «tempesta inevitabile» e le parole sull’Italia

(Luca Angelini) «La tempesta è ormai inevitabile», tuona Donald Trump sul suo social Truth. Il posto degli americani è «in fondo al mare del Golfo Persico», si era premurato di far sapere, poco prima, Mojtaba Khamenei, l’invisibile Guida Suprema di un Iran la cui popolazione, racconta Greta Privitera, è sempre più allo stremo.

A Trump, i vertici del comando americano Centcom avrebbero presentato opzioni militari che includono piani per raid brevi, intensi e chirurgici, per piegare Teheran e costringerla a negoziare. Il regime si dice pronto a rispondere colpo su colpo, ma anche diversi esperti dubitano che questa strategia possa sbloccare lo stallo. L’ex generale americano Mark Kimmitt dice: «Credo che se ci aspettiamo che una breve serie di attacchi contro di loro li costringa a tornare ai negoziati alle nostre condizioni, dobbiamo ripensarci».

Commenta l’ambasciatore Giampiero Massolo: «Qui entra in gioco l’apoteosi della minaccia della forza, mista allo stupore che ad essa non corrisponda l’immediata resa della controparte iraniana. L’escalation verbale per evitare di far seguire i fatti (densi di rischi) alle parole. Inconcepibile per lui che non si ceda al più forte. In fondo, è la stessa logica applicata agli alleati europei: codardi da sanzionare, con sprezzo e ignoranza dei loro vincoli costituzionali e di bilancio. Sgrammaticature americane, certo. Ma è ancora la geopolitica a riproporsi. Il richiamo alla realtà. Davvero gli ayatollah credono di poter conservare a lungo il loro potere mentre l’Iran rischia la distruzione? E gli europei per quanto tempo ancora pensano di potersi estraniare da un conflitto che coinvolge la loro stabilità economica, energetica e sociale? La geopolitica ha le sue regole. Talvolta, fermarsi alle parole può far perdere il senso delle cose».

In ogni caso, anche ieri Trump ha trovato tempo e modo di attaccare pure i Paesi alleati, Italia inclusa. «Ha parlato della possibilità di ritirare alcuni soldati dalla Germania. Prenderebbe in considerazione di fare la stessa cosa con la Spagna e l’Italia?» – gli chiesto ieri sera una giornalista americana, durante una conferenza stampa-fiume di 50 minuti nello Studio Ovale. E Trump ha replicato: «Sì, probabilmente, perché non dovrei? L’Italia non è stata d’alcun aiuto. E la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile. Sapete, è la Nato». Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commenta: «Non capirei le ragioni di un ritiro».

Oggi dovrebbero scadere i 60 giorni dopo i quali il presidente dovrebbe chiedere l’autorizzazione al Congresso per continuare la guerra in base al War Powers Act; ma il capo del Pentagono Pete Hegseth ha sostenuto ieri al Senato che il conteggio dei 60 giorni si è interrotto per via del cessate il fuoco.

Ma è sul fronte libanese che la pressione si fa insostenibile: ieri, almeno 28 persone sarebbero state uccise nei raid aerei israeliani nel sud del Libano, segno che la guerra continua a correre. In un colloquio con Axios, Trump ha rivelato di aver chiesto a Benjamin Netanyahu di intraprendere solo azioni «chirurgiche», ammonendo: «Non abbattere edifici. Non può farlo. È terribile e fa fare brutta figura a Israele». Ma è lo stesso Trump che non perde occasione per richiedere al presidente israeliano, Isaac Herzog, di concedere a Netanyahu la grazia, definendolo un «eroe nazionale» ingiustamente perseguitato.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 1 Maggio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 9.00: EDITORIALE

Da Fatima a Medjugorje. Il piano di Maria per salvare il mondo

h. 10.00: CATECHESI

🟢IN RADIOVISIONE: L’UOMO E IL SUO DESTINO ETERNO – PUNTATA 20: La compassione di Dio – Catechesi giovanile 2008-2009 di P. Livio


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