BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🟢LIVE: P. LIVIO🟢 CREDO IN GESÙ CRISTO – Catechesi di P. Livio – Puntata 18 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

Il tempo della vita non ci appartiene

La vita è un dono che Dio ci ha dato. Anche il tempo è un dono che Dio ci ha dato. Non siamo padroni né della nostra vita né del nostro tempo; tuttavia, possiamo recuperare sia la vita sia il tempo se lo viviamo come un dono che Dio ci ha dato, come un talento da far fruttificare. La Madonna in due Messaggi ha detto che la vita è breve proprio per farci capire che non siamo padroni della nostra vita, non abbiamo deciso di nascere e qualsiasi istante potrebbe essere l’ultimo. La nostra vita è veramente nelle mani di Dio; Gesù ha usato un’espressione molto forte in questo senso, che ci fa vedere la nostra creaturalità: “E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita”. Tutto ci è donato, non siamo proprietari della nostra vita. L’ateismo è un tentativo di appropriarsi della vita. La vera religione è quella luce divina che ci fa capire che veniamo da Dio, che sussistiamo grazie a Lui, che la nostra vita è un cammino, che Dio stesso scandisce i nostri passi nel tempo e che ci chiama quando è il momento.

Siamo nelle mani di Dio. Accettiamo di essere creature di Dio, cerchiamo di vivere la vita in una dipendenza da Dio piena di gratitudine fruttuosa, nella consapevolezza che la vita non è nostra ma Dio l’ha messa nelle nostre mani perché possiamo dare molto frutto. Dio ci ha dato i talenti proprio per farli fruttare; se invece li teniamo per noi stessi, quando alla fine della vita ci verrà reso conto di quello che ne avremo fatto, presenteremo una vita fallita. La vita senza Dio è un fallimento.

Quando, invece, arriviamo al termine della vita avendola fatta un capolavoro per Dio, avendola colmata di frutti abbondanti con la fatica, con il sacrificio, con il rinnegamento di noi stessi, entreremo in una pienezza straordinaria. Gesù stesso ha detto: “Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia e del Vangelo, la salverà”; quanto è vero il Vangelo e quanto è conforme alle esperienze che viviamo!

Purtroppo, l’umanità di oggi è ritornata ad essere pagana, è precipitata in un profondo abisso spirituale. Cerchiamo di riscoprire i fondamentali che la fede ci aveva dato che noi abbiamo perso con i falsi slogan del mondo contemporaneo. Con il modernismo satana ci svia e ci mette sulla sua via che porta alla perdizione eterna, all’eternità senza Dio. La vita senza Dio è una vita buttata via. In questa luce, allora, il tempo è prezioso perché lo si investe nel bene, per il regno di Dio, nel bene per il prossimo, per far sì che la vita sulla Terra sia un bene per sé e per gli altri. Succede, invece, che diventiamo preda dell’egoismo, della supponenza, della superbia, della prepotenza e ci divoriamo a vicenda finché la morte ci trascina tutti nell’abisso.

Abbiamo voluto liberarci del Cristianesimo, la nuova generazione è cresciuta senza fede e non sa cosa farsene della propria vita e la butta via. Riscopriamo i fondamentali, la vita è un dono di Dio, il tempo ci è stato donato da Dio. Mettiamoci al lavoro nella vigna del Signore e potremo già gustare un pezzetto di Paradiso qui su questa Terra.

🟢 LIVE 🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789 – 18/05/2026

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 109

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 18 Maggio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

il tempo della vita non ci appartiene

Che cosa sia il tempo e come dominarlo è un rompicapo insolubile

Non appena l’uomo nasce, il tempo incomincia a scorrere: chi lo può fermare?

Per tutti, nessuno escluso, sopraggiunge l’ultimo istante.

Per questo il paganesimo antico e moderno descrive il tempo come un mostro che tutto divora.

La fede risolve l’enigma presentando il tempo come un cammino verso l’eternità

Per ognuno Dio ha stabilito il suo tempo per giungere al traguardo

Non sciupare il tempo vagando qua e là su strade senza meta

Quando scocca l’ultimo istante non puoi più tornare indietro

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (25)

Tratta dal Libro: Senza Dio non c’è futuro

h. 9.15- 9.35: NOTIZIE DAL MONDO

Modena: una riflessione necessaria

Papa Leone alla Sapienza di Roma

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (107)

h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

50. La guerra nel tempo dei Segreti

Il terzo Segreto di Fatina colloca la persecuzione della Chiesa e l’uccisione del Papa nel contesto di un mondo diroccato dalla guerra

Secondo la rivelazione di Civitavecchia la guerra sarà fra Occidente e Oriente, ma non dice nulla sull’esito.

Con l’inizio dei Segreti, in particolare dal quarto al decimo, avremo l’irruzione del Soprannaturale con la profezia dei tre giorni prima e del Segno sulla collina delle prime apparizioni.

Da quel momento la guerra sarà fra chi crede e le potenze del male che si coalizzeranno per distruggere la Chiesa.

Molti si convertiranno e le potenze del male crolleranno

Il Cuore Immacolato di Maria trionferà e il mondo avrà un tempo di pace

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CREDO IN GESU’ CRISTO

Catechesi di Padre Livio (18)

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Attacco di droni su Mosca, almeno tre morti: perché il raid ucraino segna una nuova fase della guerra

di Marta Serafini – Corriere della Sera – 18 Maggio 2926

Un massiccio raid ha colpito la regione della capitale russa, causando vittime, feriti e gravi disagi negli aeroporti. Kiev aumenta la sua capacità di colpire in profondità infrastrutture energetiche, nodi logistici e siti industriali russi per logorare difese aeree, capacità produttiva e tenuta politica del Cremlino

Mosca sotto attacco, Kiev rivendica la risposta. Nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 maggio, un massiccio raid con droni ha colpito la regione della capitale russa, provocando almeno tre morti e danni a edifici residenziali, secondo quanto riferito dalle autorità russe e da fonti locali.

Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha dichiarato che la difesa aerea ha contrastato l’offensiva tra la sera del 16 maggio e le prime ore del 17. Secondo le autorità russe, sarebbero stati abbattuti 556 droni ucraini sul territorio della Federazione. Video diffusi sui social dopo le 3 del mattino mostrano lampi nel cielo e incendi in diverse località. Tra le aree interessate figurano Khimki, Klin e Zelenograd, nell’oblast di Mosca, oltre alla zona dell’aeroporto di Sheremetyevo e ad alcune aree del centro cittadino.

Il governatore della regione di Mosca, Andrey Vorobyov, ha poi confermato la morte di almeno tre persone: due nel villaggio di Pogorelki e una a Khimki. Ha inoltre riferito di diversi feriti in vari distretti, a causa dell’impatto dei droni su edifici residenziali e abitazioni. Sobyanin ha aggiunto che altre dodici persone sono rimaste ferite nei pressi della raffineria di petrolio di Mosca, nel distretto di Kapotnya, indicata come uno degli obiettivi dell’attacco. La maggior parte dei feriti sarebbero operai edili al lavoro vicino al posto di blocco dell’impianto.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’operazione «una risposta assolutamente giusta» ai continui bombardamenti russi contro le città ucraine, incluso l’ultimo attacco su Kiev, che ha causato oltre 24 vittime. «Questa volta le capacità missilistiche a lungo raggio ucraine hanno raggiunto la regione di Mosca. Lo diciamo chiaramente ai russi: il loro Stato deve porre fine alla guerra», ha dichiarato, sottolineando che gli obiettivi si trovavano a oltre 500 chilometri dal confine ucraino, nonostante l’elevata concentrazione di difese aeree attorno alla capitale russa.

Secondo il canale Telegram indipendente Astra, sarebbe stato colpito e incendiato il parco tecnologico Elma di Zelenograd, che ospita aziende attive nei settori della microelettronica, della radioelettronica, dei sistemi ottici, della robotica, dell’informatica e della ricerca scientifica. Lo stesso canale ha riferito anche di un attacco alla stazione di carico carburante di Solnechnogorsk, nell’oblast di Mosca, parte dell’infrastruttura di oleodotti che circonda la capitale e utilizzata per lo stoccaggio, il trasferimento e la distribuzione di benzina e gasolio. Anche il canale Telegram russo Supernova+ ha riportato che l’ufficio di progettazione Raduga Machine-Building, a Dubna, sarebbe stato preso di mira. La struttura produce missili da crociera e altri sistemi missilistici.

L’attacco ha provocato pesanti disagi anche al traffico aereo. Secondo gli orari aeroportuali online, circa 200 voli sono stati ritardati o cancellati a Sheremetyevo, mentre quasi 100 hanno subito la stessa sorte all’aeroporto di Vnukovo.

L’offensiva arriva pochi giorni dopo l’introduzione, da parte della Russia, di nuove restrizioni sulla diffusione di informazioni relative agli effetti degli attacchi con droni. Le nuove norme vietano la pubblicazione di foto, video o dettagli senza autorizzazione ufficiale. I trasgressori rischiano multe comprese tra 3.000 e 5.000 rubli per i privati, fino a 50.000 per i funzionari e fino a 200.000 per le persone giuridiche.


Il dato più rilevante non è soltanto la cronaca dell’attacco, ma il quadro strategico che questo episodio conferma. I raid ucraini in profondità sul territorio russo non sono più azioni episodiche o simboliche: stanno diventando uno strumento strutturale della guerra, con una funzione militare, economica e politica sempre più evidente.


Sul piano militare, questi attacchi mostrano anzitutto che Kiev è riuscita ad aumentare in modo sensibile la gittata, la frequenza e il coordinamento delle proprie operazioni a lungo raggio. Nella notte tra il 12 e il 13 maggio, le forze ucraine avevano già colpito obiettivi fino a 1.500 chilometri dal confine. Il punto non è solo la distanza raggiunta, ma la capacità di mantenere una pressione costante su obiettivi diversi, spesso ben all’interno del territorio russo. Questo costringe Mosca a disperdere sistemi di difesa aerea su un fronte interno enorme, riducendone l’efficacia complessiva.


La vastità del territorio e la moltiplicazione degli obiettivi sensibili rendono impossibile una protezione omogenea per Mosca. Raffinerie, depositi, nodi logistici, aeroporti, impianti industriali e siti legati alla produzione militare formano una rete troppo estesa per essere schermata in modo completo, soprattutto se l’Ucraina è in grado di saturare la difesa con ondate numerose e ripetute di droni. In questo senso, anche quando i sistemi russi intercettano una parte significativa dei vettori in arrivo, il solo fatto di dover reagire continuamente rappresenta un costo operativo crescente.


C’è poi una dimensione economica decisiva. Colpire infrastrutture petrolifere, snodi di stoccaggio carburanti e reti logistiche significa agire su uno dei punti di forza strutturali della Russia: la capacità di sostenere lo sforzo bellico grazie alla profondità territoriale e alle rendite energetiche. Non tutti gli attacchi producono danni strategici immediati, ma la loro ripetizione aumenta i costi di riparazione, rallenta i flussi, obbliga a deviare risorse e accresce l’incertezza nella gestione dell’apparato industriale ed energetico. Anche quando l’impatto materiale è limitato, l’effetto cumulativo può essere significativo.


La scelta degli obiettivi suggerisce inoltre un’evoluzione qualitativa della campagna ucraina. Non si tratta soltanto di «colpire la Russia», ma di selezionare bersagli che abbiano un valore sistemico: poli tecnologici, impianti collegati alla filiera militare, infrastrutture energetiche, hub logistici. Se confermati, i raid contro siti come Zelenograd o Dubna indicano il tentativo di disturbare non solo l’approvvigionamento materiale, ma anche segmenti della capacità produttiva e tecnologica russa legata alla guerra.


Un altro elemento chiave è il rapporto tra offensiva ucraina e difesa aerea russa. Diversi osservatori sostengono che l’efficacia crescente dei raid non dipenda solo dall’aumento del numero di droni disponibili, ma anche da una campagna parallela volta a individuare e indebolire radar, batterie antiaeree e nodi di sorveglianza. Se questa lettura è corretta, gli attacchi in profondità non sono episodi isolati, ma il risultato di una preparazione progressiva: prima si aprono falle nel sistema difensivo, poi le si sfrutta con raid più ampi e meglio sincronizzati.


Anche sul piano tattico si nota un cambiamento
. Le precedenti campagne apparivano spesso intermittenti; quelle più recenti sembrano invece caratterizzate da maggiore continuità e da una logica di accumulo del danno. Colpire più volte gli stessi obiettivi o gli stessi settori nel giro di pochi giorni non serve solo a causare distruzione immediata, ma a impedire riparazioni rapide, allungare i tempi di ripristino e logorare la capacità di risposta del sistema russo. È una strategia di pressione progressiva più che di singolo colpo dimostrativo.


Questo sviluppo è legato direttamente alla crescita dell’industria ucraina dei droni. Dall’inizio del 2026, Kiev sembra aver raggiunto una nuova scala produttiva, con quantità più elevate, modelli più sofisticati e una migliore integrazione tra innovazione tecnica e impiego operativo. La guerra dei droni, che nel 2022 appariva soprattutto come una forma di adattamento tattico, è diventata ormai un settore industriale strategico. La capacità di innovare rapidamente, modificare i sistemi di navigazione, rendere i vettori più resistenti alle contromisure e aumentare i volumi di produzione ha dato all’Ucraina un vantaggio asimmetrico importante.


Il sostegno occidentale rafforza ulteriormente questa traiettoria. Finanziamenti, cooperazione industriale e joint venture con partner europei stanno contribuendo a trasformare il comparto ucraino dei droni in una base produttiva sempre più stabile. Proprio per questo Mosca guarda con crescente preoccupazione al coinvolgimento europeo e ha alzato i toni contro le aziende straniere che collaborano con Kiev. La pubblicazione degli indirizzi di società europee coinvolte nella produzione congiunta di armamenti va letta non solo come propaganda, ma come segnale politico: il Cremlino vuole dissuadere il consolidamento di una filiera militare transnazionale a sostegno dell’Ucraina.


Sul piano politico interno, gli attacchi attorno a Mosca hanno un peso che va oltre il danno materiale. Portare la guerra nella regione della capitale incrina la narrativa della distanza del conflitto e mostra ai cittadini russi che nemmeno il cuore del potere è completamente al sicuro, come successo in occasione della parata del 9 maggio. Le recenti restrizioni russe sulla diffusione di foto e video degli attacchi indicano proprio la volontà di controllare questo effetto psicologico e simbolico. In altre parole, la questione non è solo impedire la circolazione di informazioni sensibili, ma anche contenere l’impatto politico di immagini che mostrano vulnerabilità in luoghi ritenuti protetti.


In questo quadro, il dato forse più importante è che l’Ucraina sembra ormai puntare a una campagna di logoramento in profondità, pensata per erodere nel tempo la resilienza militare, energetica e psicologica della Russia. Non si tratta necessariamente di ottenere un risultato decisivo con un singolo attacco, ma di accumulare pressione su più livelli: costringere Mosca a spostare difese, aumentare i costi interni della guerra, indebolire nodi produttivi strategici e rendere più visibile il prezzo del conflitto anche per il territorio russo.


Se questa dinamica continuerà nei prossimi mesi, il Cremlino potrebbe trovarsi di fronte a un problema crescente: proteggere simultaneamente il fronte, le retrovie militari, il settore energetico e i centri politici del Paese. È proprio in questa asimmetria — tra il costo relativamente contenuto dei droni e il costo molto più alto necessario per difendere uno spazio immenso e infrastrutture diffuse — che si gioca una parte sempre più importante della guerra.

🟢IN RADIOVISIONE: L’UOMO E IL SUO DESTINO ETERNO – PUNTATA 32: Il dono dell’Eucarestia – Catechesi giovanile 2008-2009 di P. Livio


La citazione del giorno – “Senza Dio non c’è futuro” – n°26

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🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 61


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