
Programma di Padre Livio – Mercoledì 19 Agosto 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
4. Il carattere permanente di alcuni Sacramenti
+ I Sacramenti si possono ricevere alcuni più volte, altri una volta sola.
+ Si ricevono una volta sola il Battesimo, la Cresima e l’Ordine (l’amministrazione del Sacramento può essere ripetuta solo nel caso in cui ci sia fondato dubbio che in precedenza non sia stato validamente amministrato).
+ Il Battesimo, la Cresima e l’Ordine si ricevono una volta sola perché imprimono nell’anima un carattere permanente.
+ Il carattere è un segno distintivo spirituale che non si cancella mai.
+ Il Battesimo imprime nell’anima il carattere di Cristiano, la Cresima quello di soldato di Gesù Cristo, l’Ordine quello di suo Ministro.
Il Carattere è un sigillo che indica la nostra appartenenza a Gesù Cristo della quale dobbiamo essere umilmente fieri.
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace
h. 9.15: ATTUALITA’
+ La visita di Papa Leone a San Marino, al Meeting e alla Diocesi di Rimini
+ La preghiera è la pima forma di disarmo
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
“Solo attraverso l’amore di Dio si ottiene l’eternità” ( 2 Ottobre 2006)
“Cari figli, Vengo a voi in questo vostro tempo per rivolgervi la chiamata per l’eternità.
Questa è la chiamata dell’amore, Vi invito ad amare, perché solo attraverso l’amore conoscerete l’amore di Dio.
Molti di voi pensano che hanno fede in Dio e che conoscono le sue leggi. Si sforzano di vivere secondo esse, ma non fanno ciò che è più importante non Lo amano.
Figli miei pregate, digiunate. Questa è la strada che vi aiuterà ad aprirvi e ad amare.
Solo attraverso l’amore di Dio si ottiene l’eternità.
Io sono con voi, io vi guiderò con amore materno.
Grazie perché avete risposto”.
Poi la Gospa ha aggiunto: “Figli miei, i Sacerdoti hanno le mani benedette da mio Figlio. Rispettateli!”.
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Scrivo a voi giovani perché siete forti
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I Papi a San Marino, al Meeting e alla diocesi di Rimini

Giovanni Paolo II al Meeting nel 1982
Di Angela Ambrogetti
Città del Vaticano , martedì, 18. agosto, 2026 16:00 (ACI Stampa).
Tutto pronto nella Rocca del Titano per ricevere Papa Leone XIV e sarà il terzo. Il 29 agosto del 1982 per la prima volta nella sua storia, la Repubblica di San Marino e la Chiesa di San Marino – Montefeltro accoglie un Successore di Pietro, Giovanni Paolo II. “Migliaia di fedeli si riuniscono allo Stadio di Serravalle per la celebrazione eucaristica presieduta da Giovanni Paolo II, in una giornata destinata a rimanere nella memoria della comunità. Nel cuore del suo messaggio, il Papa richiama il legame tra la libertà della Repubblica e le sue radici cristiane, invitando a custodire una tradizione capace di coniugare fede, responsabilità e bene comune: «Questa terra non ha mai rinunciato alla propria libertà ed alla propria identità nazionale e religiosa.»” ricorda il Sito diocesano.
Poi il 19 giugno 2011 “Benedetto XVI torna a San Marino e nel Montefeltro per incontrare la Chiesa diocesana e le istituzioni della Repubblica. La celebrazione allo Stadio di Serravalle, l’incontro con i Capitani Reggenti a Palazzo Pubblico, la preghiera davanti alle reliquie di San Marino ed infine l’abbraccio dei giovani a Pennabilli scandiscono una visita dal forte valore spirituale e civile. Nel suo discorso ai giovani, il Papa li invita a non smettere di cercare ciò che dà senso alla vita e li incoraggia a vivere la fede come un cammino autentico, capace di orientare le scelte e di aprire il cuore al futuro:
«Il vostro cuore è una finestra aperta sull’infinito.»”.
Il 22 agosto arriverà Leone XIV con diversi appuntamenti nella mattinata con la popolazione e i Capitani Reggenti.
Il Papa si reca poi al Meeting di Rimini e anche in questo caso non è la prima volta.
Emilia Guarnieri, per anni presidente del Meeting, ricorda l’estate del 1982 quando “Giovanni Paolo II doveva recarsi in Polonia, ma le condizioni politiche glielo impedirono. Così decise di venire al Meeting. A metà giugno la notizia, con una telefonata del Vaticano al Vescovo di Rimini. E il 29 agosto, alle 14, il Papa arriva in Fiera” e dice: “Costruite, senza stancarvi mai, la civiltà della verità e dell’amore”.
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Da allora ogni anno arrivava un messaggio per il Meeting e il rapporto si consolida nel tempo.
Ricorda ancora la Guarnieri: “Quando nell’aprile del 2005 divenne Papa il cardinale Ratzinger, Papa Benedetto XVI, il rapporto con lui era già storia più che decennale. Era stato relatore al Meeting del ’90 con un intervento sulla natura della Chiesa dal titolo “Una compagnia sempre riformanda”.” Nessuna visita da Papa ma sempre ogni anno un messaggio.
Poi l’incontro con Papa Francesco dei responsabili de Meeting: “ci trovammo di fronte a qualcuno che già ci conosceva, che ricordava gli inviti che gli avevamo rivolto quando era cardinale a Buenos Aires. Amici comuni ci legavano. Amici italiani che avevano conosciuto a Buenos Aires padre Pepe di Paola, il prete delle villas miserias, le favelas argentine. Lo invitammo al Meeting e lui ci raccontò della sua missione tra gli immigrati, i tossicodipendenti. Ci parlò di quanto l’arcivescovo Bergoglio condividesse il suo lavoro”.
E ora un Papa che torna al Meeting. “Il suo primo messaggio al Meeting, con il particolare apprezzamento per la mostra dedicata ai martiri d’Algeria, con la scelta di quel «disarmata e disarmante», espressione presto divenuta cifra del suo pontificato. E poi l’udienza concessa al presidente del Meeting, Bernhard Scholz, nel gennaio di quest’anno, la notizia della sua partecipazione, l’incontro con i curatori della mostra sui martiri d’Algeria. Il resto, ora, è attesa piena di grato stupore e di preghiera” conclude la Guarnieri.
La terza tappa della giornata del 22 agosto sarà un incontro con la diocesi di Rimini.
Non sono molte le visite dei Pontefici in questa diocesi. Ma il primo è stato nel 1857 Papa Pio IX. Era in visita alle Legazioni, attraversò la città lungo la via Emilia, diretto a Bologna.
Ma ancora una volta è stato Giovanni Paolo II a visitare Rimini sempre il 29 agosto 1982 con un programma quindi in tutto simile a quello di Papa Leone XIV con l’incontro in Cattedrale con ammalati e persone fragili, Santa Messa nell’area del porto.
Sotto l’egida dell’accordo sino-vaticano, delineato nel 2018, sono state effettuate varie nomine episcopali. Ma l’accordo stenta a decollare

Fedeli cinesi | Un gruppo di fedeli cinesi in udienza generale | EWTN
Di Andrea Gagliarducci
Città del Vaticano , martedì, 18. agosto, 2026 16:00 (ACI Stampa).
Nel 2018, mentre Papa Francesco era in volo verso Vilnius, l’allora monsignor Antoine Camilleri, all’epoca “viceministro” del Vaticano per i Rapporti con gli Stati, volava in Cina per firmare l’accordo sino-vaticano per la nomina dei vescovi. Dal 2018 ad oggi, sono state compiute alcune nomine episcopali, ma ci sono state anche battute di arresto. Si è pensato di cambiare l’accordo, ma poi si è mantenuto nel modo in cui è. Lo stesso Leone XIV, nel libro Cittadino del Mondo. Missionario del XXI secolo aveva detto che non avrebbe cambiato l’accordo, almeno per il momento.
Ma l’accordo sino-vaticano racconta anche molto delle difficoltà che vive il Vaticano in Cina.
Per quanto riguarda i dettagli dell’accordo, ci sono alcuni temi specifici che la Santa Sede vuole affrontare.
Il primo: la Santa Sede vuole chiarire che la nomina di un vescovo spetta solo al Papa. Negli ultimi tempi le autorità cinesi hanno persino anticipato l’annuncio di nuovi vescovi, prima ancora che il Vaticano avesse comunicato ufficialmente. È successo, tra l’altro, durante la sede vacante, ovvero nel periodo in cui Papa Francesco era morto e non c’era un nuovo pontefice. Il Cardinale Parolin ha poi fatto sapere che c’era già un accordo sulla nomina di questi vescovi. Tuttavia, nessun vescovo può essere nominato quando non c’è il Papa, perché la nomina spetta sempre e solo al Papa.
Secondo punto su cui si potrebbe cambiare l’accordo: la Santa Sede vuole chiarire che, anche quando si tratta di vescovi già ordinati, ogni nomina spetta esclusivamente al Papa.
Nella Chiesa non esistono trasferimenti da una diocesi all’altra. Il Papa nomina un vescovo, e decide se è un sacerdote che sarà ordinato vescovo, o se è un vescovo che si trova in un’altra sede. La Santa Sede vuole evitare che si ripeta quanto accaduto con la nomina dell’arcivescovo Shen Bin a Shanghai –poi sanata da Papa Francesco, ma resta una ferita di cui tutti discutono.
La terza richiesta della Santa Sede riguarda la nomina e selezione dei vescovi. L’accordo sino-vaticano, mai reso pubblico, dovrebbe funzionare così: la Santa Sede sottopone alle autorità una terna di possibili vescovi graditi, e si trova un nome su cui c’è una convergenza e si propone al Papa. Il modello è l’accordo con il Vietnam, che è stato meno pubblicizzato ma che ha luogo sottotraccia dall’inizio degli Anni Duemila. In questo modo, ci si trova con una serie di vescovi che hanno la doppia approvazione del Papa e del governo, e che però sono nominati direttamente dal Papa.
Per la Cina, c’è bisogno di trovare comunque un modus operandi differente. In generale, la scelta dei vescovi avviene così: il nunzio raccoglie informazioni, presenta alcuni possibili candidati e presenta una relazione al Dicastero dei Vescovi a Roma. Questo dicastero svolge ulteriori verifiche e presenta poi la terna, così com’è o modificata, al Papa. La terna segnala una prima, una seconda e una terza scelta. Il Papa può accettare il suggerimento, decidere di “pescare” la seconda o la terza scelta, o addirittura nominare un vescovo che non è contemplato in nessuna terna.
Nel caso della Cina, la procedura di raccolta delle informazioni per i nuovi vescovi è diversa. La Cina non ha relazioni diplomatiche formali con la Santa Sede, e dunque non c’è un nunzio sul territorio che coordina la raccolta di informazioni.
Inoltre, essendo la Cina considerata una “terra di missione” (vale a dire, una terra dove la fede cattolica non si è ancora radicata), la competenza della proposta dei vescovi non spetta al dicastero dei Vescovi, ma al Dicastero per l’Evangelizzazione, conosciuto anche come Propaganda Fide.
La Santa Sede raccoglie le informazioni sui possibili nuovi vescovi soprattutto attraverso la rete dei missionari e dei vescovi già presenti sul territorio.
Con l’accordo sino-vaticano e la politica di Papa Francesco a favore della Cina, c’è stato un passaggio interessante nella scelta dei vescovi, come mi ha rivelato un officiale vaticano: l’opinione dei vescovi della Chiesa ufficiale, cioè legata a Pechino, è contata di più di quella dei missionari o dei vescovi e sacerdoti della Chiesa sotterranea.
Questo è successo soprattutto dopo la firma dell’accordo sino-vaticano. Leone XIV ha un approccio diverso. Come capo degli Agostiniani, è stato una volta in Cina e ha avuto contatti con i sacerdoti missionari lì. Il Papa ha chiesto di prestare maggiore attenzione anche alle istanze della Chiesa sotterranea e, dunque, di rendere il processo di selezione dei nuovi vescovi più aderente alla “tradizione” della Santa Sede. Questo, ovviamente, può essere considerato un passo indietro dalla Cina. La strategia vaticana consisterà nel chiedere un processo trasparente, con caratteristiche precise e un regolamento.
Perché il processo sia trasparente, è necessario che questo processo sia reso pubblico. Da qui, la proposta della Santa Sede di rendere pubblico l’accordo confidenziale sulla nomina dei vescovi. La pubblicità di un accordo, per la Santa Sede, è una garanzia di trasparenza o di controllo delle procedure. In pratica, la Santa Sede accetta di mostrare una concessione di sovranità con la pubblicazione dell’accordo, ma in cambio ottiene che qualunque violazione dell’accordo diventa pubblica e può essere denunciata.
Questo è un principio classico della diplomazia vaticana. In generale, l’accordo con la Cina è un accordo che parte da una questione di sfiducia: la Santa Sede non crede che la Cina sia un partner affidabile, e questo è stato confermato dall’atteggiamento della Cina dopo l’accordo.
Ci sono stati, ovviamente, segnali di distensione cinese e di buona volontà. Per esempio, la Santa Sede ha apprezzato che nel dicembre 2025 la Cina ha riconosciuto civilmente il vescovo Zhang Weizhou, e questo è stato reso noto con una nota della Sala Stampa della Santa Sede.
Allo stesso tempo, però, la Santa Sede guarda con preoccupazione ad altre notizie provenienti dalla Cina: l’impedimento alla partecipazione alla Messa dei bambini e gli ostacoli all’educazione cattolica sono temi che bruciano nelle relazioni. Senza contare poi la questione della libertà religiosa e anche della libertà di espressione, che non possono essere accettate da parte cattolica.
«Io vi raduno sotto il mio manto materno, per aiutarvi a conoscere l’amore di Dio e la sua grandezza. Figli miei, Dio è grande. Sono grandi le sue opere. Non ingannate voi stessi, perché non potete fare neanche un passo senza di Lui. figli miei. Andate e testimoniate il suo amore. Io sono con voi. Vi ringrazio» (Messaggio del 2 settembre 2006)
Spesso la Regina della pace è rappresentata proprio come una Madre che accoglie sotto il suo manto i suoi figli; detto da lei stessa (io vi raduno sotto il mio manto) ha un significato particolare. Siamo in un mondo in cui satana è all’assalto delle anime, all’assalto della fede, seduce e ottiene i risultati che sappiamo in quanto è riuscito a scristianizzare il mondo nell’arco di pochi decenni. Il manto di Maria è un rifugio straordinario, celeste, che ci protegge dalle irradiazioni nefaste del maligno.
Questa immagine è bellissima, la Madonna vede la situazione spirituale del mondo e ci offre il suo manto per proteggerci da satana. Maria ci porta sempre a Suo Figlio Gesù. La Madonna è qui da così tanto tempo per portarci al cuore della fede che è la conoscenza di Suo Figlio che è Dio. San Giovanni Paolo II dice che c’è una sola mediazione fra noi e Dio ed è quella di Gesù Cristo; nel medesimo tempo, c’è una sola mediazione fra noi e Gesù Cristo ed è la Madonna.
Maria ci porta a Gesù e porta Gesù a noi. La Madonna ci chiama sotto il suo manto per aiutarci a conoscere l’amore di Dio e la sua grandezza. Non c’è nulla di più grande dell’amore di Dio che si è manifestato in Gesù Cristo e tutti i Messaggi della Madonna sono orientati a questo. La Chiesa ha dato un giudizio positivo sui Messaggi dicendo che sono di grande elevazione spirituale, sono semplici ma portano le anime all’unione con Gesù.
Abbiamo messo l’uomo al posto di Dio pensando che fosse un idolo; in realtà il Dio che si è rivelato in Gesù Cristo è il Creatore del mondo, è il Salvatore; la sua sapienza, la sua onnipotenza e il suo amore sono sconfinati. Mettendoci di fronte alla grandezza di Dio possiamo prendere consapevolezza della nostra piccolezza di creature. Siamo accecati, non riusciamo più a vedere la grandezza di Dio, a guardare Cristo come Verbo di Dio fatto uomo, non comprendiamo più quello che dice la Sacra Scrittura, facciamo fatica a capire che cosa vuol dire che Cristo è Crocifisso.
Chiediamo a Dio la consapevolezza del nostro peccato, di quanto siamo miserabili, fragili, supponenti, orgogliosi e ridicoli. Nessuno è come Dio! Siamo povere creature mortali ma pensiamo di essere onnipotenti. Non siamo nemmeno in grado di allungare di un giorno la nostra vita! La vera grandezza dell’uomo sta nel capire – per grazia di Dio – la sua piccolezza, la sua vanità, la sua fragilità, il suo nulla. Ha fatto grandi passi nel cammino spirituale colui che si inginocchia davanti a Dio e si riconosce un povero peccatore.
Quando Gesù risponde “Io sono” ai soldati che lo stavano cercando, usando il nome di Jahvè per identificarsi senza timore, essi stramazzano a terra perché sono talmente schiavi del demonio che si alzano e lo imprigionano; ecco, questo è l’uomo nella sua stupidità infinita. Non crediamoci onnipotenti! Ritorniamo alla consapevolezza di essere creature davanti al Creatore, come dice la Madonna non possiamo fare neanche un passo senza di Lui, ricordiamocelo. Inginocchiamoci davanti alla Croce, chiediamo perdono nei nostri peccati, chiediamo a Cristo di purificarci con il suo Sangue, chiediamo a Maria di purificarci con le sue lacrime. La vera grandezza sta nella consapevolezza del nostro nulla.