«Io vi raduno sotto il mio manto materno, per aiutarvi a conoscere l’amore di Dio e la sua grandezza. Figli miei, Dio è grande. Sono grandi le sue opere. Non ingannate voi stessi, perché non potete fare neanche un passo senza di Lui. figli miei. Andate e testimoniate il suo amore. Io sono con voi. Vi ringrazio» (Messaggio del 2 settembre 2006)
Spesso la Regina della pace è rappresentata proprio come una Madre che accoglie sotto il suo manto i suoi figli; detto da lei stessa (io vi raduno sotto il mio manto) ha un significato particolare. Siamo in un mondo in cui satana è all’assalto delle anime, all’assalto della fede, seduce e ottiene i risultati che sappiamo in quanto è riuscito a scristianizzare il mondo nell’arco di pochi decenni. Il manto di Maria è un rifugio straordinario, celeste, che ci protegge dalle irradiazioni nefaste del maligno.
Questa immagine è bellissima, la Madonna vede la situazione spirituale del mondo e ci offre il suo manto per proteggerci da satana. Maria ci porta sempre a Suo Figlio Gesù. La Madonna è qui da così tanto tempo per portarci al cuore della fede che è la conoscenza di Suo Figlio che è Dio. San Giovanni Paolo II dice che c’è una sola mediazione fra noi e Dio ed è quella di Gesù Cristo; nel medesimo tempo, c’è una sola mediazione fra noi e Gesù Cristo ed è la Madonna.
Maria ci porta a Gesù e porta Gesù a noi. La Madonna ci chiama sotto il suo manto per aiutarci a conoscere l’amore di Dio e la sua grandezza. Non c’è nulla di più grande dell’amore di Dio che si è manifestato in Gesù Cristo e tutti i Messaggi della Madonna sono orientati a questo. La Chiesa ha dato un giudizio positivo sui Messaggi dicendo che sono di grande elevazione spirituale, sono semplici ma portano le anime all’unione con Gesù.
Abbiamo messo l’uomo al posto di Dio pensando che fosse un idolo; in realtà il Dio che si è rivelato in Gesù Cristo è il Creatore del mondo, è il Salvatore; la sua sapienza, la sua onnipotenza e il suo amore sono sconfinati. Mettendoci di fronte alla grandezza di Dio possiamo prendere consapevolezza della nostra piccolezza di creature. Siamo accecati, non riusciamo più a vedere la grandezza di Dio, a guardare Cristo come Verbo di Dio fatto uomo, non comprendiamo più quello che dice la Sacra Scrittura, facciamo fatica a capire che cosa vuol dire che Cristo è Crocifisso.
Chiediamo a Dio la consapevolezza del nostro peccato, di quanto siamo miserabili, fragili, supponenti, orgogliosi e ridicoli. Nessuno è come Dio! Siamo povere creature mortali ma pensiamo di essere onnipotenti. Non siamo nemmeno in grado di allungare di un giorno la nostra vita! La vera grandezza dell’uomo sta nel capire – per grazia di Dio – la sua piccolezza, la sua vanità, la sua fragilità, il suo nulla. Ha fatto grandi passi nel cammino spirituale colui che si inginocchia davanti a Dio e si riconosce un povero peccatore.
Quando Gesù risponde “Io sono” ai soldati che lo stavano cercando, usando il nome di Jahvè per identificarsi senza timore, essi stramazzano a terra perché sono talmente schiavi del demonio che si alzano e lo imprigionano; ecco, questo è l’uomo nella sua stupidità infinita. Non crediamoci onnipotenti! Ritorniamo alla consapevolezza di essere creature davanti al Creatore, come dice la Madonna non possiamo fare neanche un passo senza di Lui, ricordiamocelo. Inginocchiamoci davanti alla Croce, chiediamo perdono nei nostri peccati, chiediamo a Cristo di purificarci con il suo Sangue, chiediamo a Maria di purificarci con le sue lacrime. La vera grandezza sta nella consapevolezza del nostro nulla.