A Cesarea di Filippi Gesù stesso ha chiesto ai suoi Apostoli: «Voi chi dite che io sia?». Gesù Cristo è la seconda Persona della Santissima Trinità, cioè il Figliuolo di Dio fatto uomo; questa professione di fede è stata fatta per la prima volta da Elisabetta, la mamma di San Giovanni Battista, quando la cugina Maria è andata a trovarla ad Ain Karim. Dal giorno dell’Annunciazione erano passati pochi giorni, Elisabetta era incinta di circa sei mesi e quando ha visto arrivare Maria ha esclamato: «A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?». È Elisabetta la prima a esprimere il dogma della fede della divinità di Gesù Cristo riconoscendo che quel Bambino che la Madonna ha concepito è il Figlio di Dio e il dogma della maternità divina di Maria.

Anche oggi, alla domanda “chi è Gesù Cristo?” la maggior parte della gente che è stata battezzata nel nome della Santissima Trinità non risponderebbe con consapevolezza e con convinzione che Gesù Cristo è la seconda Persona della Santissima Trinità, cioè il Figlio di Dio fatto uomo. Quando si parla di dissoluzione della fede si intende proprio il clima spirituale del nostro tempo, che i Papi moderni non hanno mancato di sottolineare; è in atto una vera e propria crisi di fede nella divinità di Gesù Cristo. Purtroppo, oggi, oltre ai molti che sminuiscono la figura di Cristo riducendolo a semplice uomo, ci sono quelli che lo odiano e lo combattono. C’è poi una schiera di persone che hanno il buon senso ma hanno perso la fede e che dicono che Gesù è stato un grande uomo ma non che è il Figlio di Dio. Negando la divinità di Gesù Cristo e riducendolo a un semplice uomo si rimane fuori dalla fede e quindi non ci si salva.

Solamente Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ci ha liberato dai peccati espiandoli al nostro posto e per nostro amore sulla croce, è risorto glorioso per dare a noi la sua vita di gloria e per renderci partecipi della sua immortalità. Questa è la fede che salva perché si crede e si abbraccia Colui che è la salvezza. Chi rifiuta Gesù Cristo consapevolmente si perde perché non afferra quell’ancora che Dio ci ha gettato; Gesù Cristo è l’unico e vero Salvatore e Redentore del mondo. Nessun uomo, nessun grande pensatore della Storia anche tra quelli più grandi e memorabili, può essere paragonato a Gesù Cristo. Nessun uomo, all’infuori di Gesù, è risorto glorioso.

Alla domanda “chi è Gesù Cristo?” noi dobbiamo rispondere che è il Figlio di Dio, il Verbo incarnato che si è fatto uomo per noi, che ha portato la luce di Dio sulla Terra e cioè quella Parola di Verità, ascoltando la quale vengono sciolti gli enigmi della vita. In tre anni di vita pubblica Gesù ha fatto risuonare la Parola di Verità e nei tre giorni della Passione è stata annientata la potenza del male con l’amore e l’obbedienza del Figlio di Dio al Padre. Gesù è diventato la luce del mondo, la vita, il faro che illumina il mondo, è diventato il traguardo della Storia e della nostra vita. Cristo è l’amico che ci accompagna, è il Signore che ci difende e ci protegge dal male, è il Re della Storia che rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili. La Storia umana è tutta un traballare dei potenti che crollano e che cadono, mentre i buoni, i benefattori dell’umanità che sono il riflesso di Dio in questo mondo, salvano l’umanità dalla potenza del male.

Guardiamo a chi regge il mondo oggi, guardiamo ai grandi della Terra, se ne salva solamente uno e cioè il Santo Padre, il Vicario di Cristo sulla Terra. Tra i grandi di questo mondo il Papa è l’unica voce sensata che c’è, le sue sono le uniche braccia a cui affideremmo un bambino. Cristo è vivo, è Colui che era, che è e che sempre sarà. Chi non ha fede in Gesù e non crede il lui, guardi almeno al Vicario di Cristo e faccia un paragone con tutti i potenti di questo mondo.

Gesù Cristo è il Verbo di Dio che si è fatto uomo, ha assunto la natura umana, l’ha trasfigurata e noi tutti – con la nostra morte – se siamo credenti e abbiamo il cuore aperto all’unica e vera Salvezza, parteciperemo della sua gloria per tutta l’eternità. Se avremo creduto saremo nel Regno di Dio per tutta l’eternità. Nella vita dobbiamo puntare alla santità e a far parte della schiera del Cielo per l’eternità, è l’unica appartenenza a cui non possiamo rinunciare. Facciamo in modo di conservare la fede fino alla fine, è questo il senso della vita.

La vita è breve, la morte è certa, del morir l’ora è incerta.
Di anima una sola se ne ha, se si perde che ne sarà?