Dio è uno e trino, è comunione eterna di amore fra il Padre che genera e il Figlio che è generato uniti dall’amore reciproco che è lo Spirito Santo. Delle tre Persone della Santissima Trinità si è incarnata e fatta uomo la seconda, cioè il Figliuolo. Il Verbo si è fatto uomo in una cornice meravigliosa che è quella dell’Annunciazione.

Nell’Annunciazione l’incarnazione del Verbo avviene attraverso una mediazione che è quella di Maria Santissima che, con la sua fede, crede alle parole dell’angelo quando le rivela che lo Spirito Santo sarebbe sceso su di lei, la potenza dell’altissimo l’avrebbe adombrata e quindi il bambino che avrebbe concepito sarebbe stato il Figlio di Dio. Il mistero dell’Incarnazione avviene per la fede di Maria, prima di tutto, perché lei nella fede crede e accoglie il Verbo nel suo grembo. Questa mediazione umana è molto importante perché Dio fa opere grandi in noi e attraverso di noi, chiedendo la nostra cooperazione. La Madonna ha cooperato all’Opera dell’Incarnazione in un modo sublime, mediante la sua fede.

Con il sì di Maria la seconda Persona della Santissima Trinità si è fatta carne, ha assunto una natura umana. Questo embrione umano era composto da un corpo e da un’anima creata. Non è vero che il Verbo ha assunto solamente un corpo, ma anche un’anima. Nel mistero di Gesù Cristo, secondo la Divina Rivelazione, contempliamo la seconda Persona della Santissima Trinità che ha uniti a sé un’anima creata (che ha volontà e intelligenza umane) e un corpo tratto dalle Vergine Maria. La Madonna ha concepito Gesù verginalmente e questa è un’indicazione della divinità di Gesù Cristo. Solamente un miracolo di Dio poteva far sì che ci fosse un concepimento senza concorso di un uomo. La verginità di Maria ha un grande significato non solo per lei che si è totalmente consacrata a Dio ma anche per il fatto che indica l’opera della Santissima Trinità nel momento dell’Incarnazione. Il Padre ha inviato il Verbo che si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria assumendo una natura umana completa.

Bisogna comprendere appieno la differenza radicale fra un bambino concepito e quel Bambino concepito nel grembo della Vergine Maria. La natura umana di Gesù, il suo corpo e la sua anima, non hanno un io umano, ma sono uniti direttamente al Verbo per cui l’io di quel Bambino è divino. In Gesù non ci sono un io divino e un io umano, c’è un solo io divino che ha assunto una natura umana. L’io di Gesù Cristo è un io divino. Questo è il grande mistero dell’Incarnazione che è stato messo a fuoco nei quattro Concili Ecumenici (Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia); è proprio a Nicea che è stata proclamata questa grande verità e cioè che in Gesù Cristo c’è un solo io divino perché è il Figlio di Dio che si è fatto uomo.

La seconda Persona della Santissima Trinità si è incarnata, il Verbo ha assunto una natura umana ma il soggetto che agisce con l’anima e con il corpo uniti a sé è l’io divino di Gesù Cristo. Più volte nei Vangeli Gesù indica se stesso con l’io divino. Molti anche oggi negano la divinità di Gesù Cristo e affermano che il suo io è umano come il nostro. La divinità di Gesù Cristo è stata rivelata direttamente da lui ed è il cuore della fede cristiana. Chi vacilla su questo punto e non crede che Gesù Cristo è il Figlio di Dio perde la fede. Gesù lo ha detto chiaramente: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato».

Gesù stesso ha posto come condizione per la salvezza la fede in lui, Figlio di Dio e Redentore del mondo. Questo è il cuore della nostra fede che possiamo alimentare rivolgendoci a Gesù come Dio che si è fatto uomo e si è umiliato fino alla morte in croce per redimere il mondo. Gesù è l’unico e vero Redentore e Salvatore. Solamente Dio ci può salvare ed è per questo che si è fatto uomo, è morto in croce ed è risorto glorioso; solamente in Cristo possiamo essere figli nel Figlio, nel cuore della Santissima Trinità.