Il tempo in cui i segreti di Medjugorje verranno rivelati è paragonabile, almeno per alcuni di essi, alla “grande tribolazione” (Mt 24,21; Ap 3,10) che si abbatterà su tutta la terra, coinvolgendo nel medesimo tempo il mondo e la Chiesa. La terza parte del segreto di Fatima ne offre una drammatica rappresentazione, non solo descrivendo ciò che  conosciamo per averlo vissuto, ma anche ciò che ci attende e che non possiamo conoscere. Il tempo lungo della presenza di Maria trova una sua spiegazione plausibile nei pericoli che minacciano l’umanità, come mai era avvenuto prima, e per fortificare la Chiesa in vista della battaglia decisiva contro l’impero delle tenebre. Non vi è dubbio che molti di quelli che hanno risposto alla chiamata  dovranno passare attraverso la prova che incombe ogni giorno di più. Dopo oltre tre decenni dalla rivelazione dei dieci segreti alla veggente Mirjana, il tema è più che mai attuale. L’umanità sa di essere a rischio e il fatto di non essere più in grado di controllare il futuro la riempie di ansia e di angoscia.

Sarebbe riduttivo guardare a Medjugorje con un ottica esclusivamente devozionale, come se il problema fosse quello di aggiungere un santuario mariano in più a quelli che già esistenti. La Regina della pace è qui per salvare l’umanità da una deriva catastrofica. Lo ha detto fin dal principio, introducendo la pratica di un digiuno estremamente severo, due giorni alla settimana a pane e acqua, per fermare i dilagare della violenza. In questo lungo arco di tempo il pericolo di autodistruzione che incombe sul genere umano si è accresciuto, insieme all’impotenza di  scongiurarlo. La Madonna è infaticabile nell’ammonire e nell’esortare. Lei conosce meglio di noi ciò che ci attende: “Cari figli! Anche oggi vi invito: vivete nella preghiera la vostra vocazione. Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio né la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno” (25-01-2015).           

Nel frattempo in questi anni quanti pellegrini sono “nati al cielo” e si sono uniti alla moltitudine immensa della Gerusalemme celeste? Non dobbiamo dimenticare che la Madre di Dio è qui da così tanto tempo, innanzi tutto per aiutare i suoi figli a raggiungerla nella gloria. Questo è il suo obbiettivo primario, che ha voluto sottolineare anche nel momento in aveva deciso di realizzare la promessa di Fatima riguardo alla conversione della Russia: “Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente” (25-09-2015).

La grande battaglia escatologica in atto si combatte sulla terra e ha in palio l’opera divina della creazione e della redenzione, ma in campo ci sono anche gli angeli e i santi da una parte e i demoni e le anime dannate dall’altra. I nostri fratelli, che ci hanno preceduti in cielo, con la loro preghiera saranno anch’essi attivamente presenti nel momento dello scatenamento del male, secondo l dell’Apocalisse: “«Noi ti ringraziamo, o Signore, Dio onnipotente, che sei, che eri e che hai da venire, perché hai preso in mano il tuo grande potere e ti sei messo a regnare. Le nazioni si erano adirate, ma è giunta la tua ira ed è arrivato il tempo di giudicare i morti e di dare il premio ai tuoi servi, ai profeti, ai santi e a coloro che temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di distruggere quelli che distruggono la terra” (Ap 11, 17-18). Nel momento drammatico della grande impostura e dello scatenamento del male, nessuno sarà spettatore, ma tutti quelli che hanno risposto alla chiamata saranno protagonisti nella battaglia e decisivi per la vittoria.

Solo Dio, nella sua sapienza, sa chi saranno coloro che dovranno passare attraverso “ la grande tribolazione”. A questo riguardo l’atteggiamento che bisogna avere è quello di rimettersi completamente alla volontà del Cielo. La Madonna ci raccomanda in più occasioni di non aver paura del futuro e di affrontarlo con la forza e la speranza della preghiera. Infatti, qualunque cosa accada, la Regina è presente per affrontare il drago e vincerlo. “ Cari figli, chi prega non ha paura del futuro. Figlioli, non dimenticate: io sono con voi e vi amo tutti” (25-06.2000). “Figlioli, chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male. Vi ripeto ancora una volta: soltanto con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono fermare; le guerre della vostra incredulità e della paura per il futuro” (25-01-2001).La Madonna sa che cosa sta tramando l’inferno per distruggere l’opera di Dio e portare le anime alla rovina eterna.

La Vergine prudente vigila e prepara per tempo la risposta agli assalti del potere delle tenebre. Perché il suo piano di salvezza si realizzi completamente, ha bisogno di una riposta piena di tutti coloro che l’hanno accolta e si sono messi al suo servizio. Fra questi ricoprono una responsabilità particolare quelli che dovranno passare attraverso “la fornace ardente”, dove non verranno distrutti, ma purificati come l’oro nel fuoco. Il problema che si devono porre non è “quando, dove e che cosa avverrà”, ma come arrivare preparati all’appuntamento decisivo. Per questo motivo la Madonna in questi ultimi tempi si è particolarmente dedicata alla formazione dei suoi “apostoli”, cioè di coloro che hanno il compito di testimoniare la luce nel momento in cui si addensano le tenebre e di portare la pace e l’amore quando si alza la bufera distruttrice dell’odio e della violenza.

Se guardiamo al prossimo futuro alla luce della terza parte del segreto di Fatima, del quale Medjugorje è il prolungamento, non vi è dubbio che la persecuzione della Chiesa, già in atto da tempo, raggiungerà il suo culmine. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e un tempo di pace per il mondo saranno ottenuti dal sangue dei martiri, grazie al quale molte anime si salveranno. Il rischio che oggi corriamo è lo stesso degli apostoli, nel momento decisivo della Passione, quando  l’impero delle tenebre ha sferrato il suo attacco finale.  A causa di una fede ancora molto imperfetta e non avendo accolto l’invito di Gesù a vigilare e pregare, sono stati travolti dalla bufera satanica. Solo l’infinta compassione di Gesù ha potuto salvarli. Allo stesso modo quelli che, in questo tempo di grazia, non si sono rafforzati nella fede, rischiano di vacillare e di indietreggiare di fronte alla possibilità del martirio.

Resistere all’odio e alla violenza delle forze del male è possibile solo se si è rivestiti dall’armatura di Dio, come insegna l’apostolo Paolo: “Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio” (Ef 6:13-17). Guai a quelli che entreranno nella bufera della prova senza aver approfittato del tempo di grazia.

(Padre Livio – La luce nella tempesta – Cap 1 – Ed Piemme)