di Simone Canettieri, inviato a Addis Abeba – Corriere della Sera – 14 Febbraio 2026
La premier dopo le parole del cancelliere tedesco contro le politiche del presidente Usa: «Fase molto complessa»
Presidente Meloni, condivide le parole di Merz contro l’America di Trump?
«Guardi, è evidente che siamo in una fase molto complessa delle relazioni internazionali, siamo anche in una fase particolare dei rapporti tra Europa e Stati Uniti».
Merz ha detto che i rapporti fra Europa e America sono ormai compromessi: condivide questi toni?
«Credo che Merz faccia una valutazione corretta quando dice che l’Europa deve occuparsi di se stessa e che deve fare di più, per esempio sulla sicurezza, a partire dalla colonna europea della Nato su questo io sono d’accordo».
Sulle critiche a Trump?
«Indipendentemente da questo le voglio dire come ho detto tante volte a proposito del rapporto con gli Stati Uniti che dobbiamo lavorare invece a una maggiore integrazione tra Europa e Stati Uniti. Lavorare per valorizzare quello che ci unisce piuttosto quello che può dividerci è molto importante per tutti particolarmente per i Paesi europei io credo che sia molto importante per l’Italia».
Merz ha criticato la cultura Maga: condivide le critiche?
«No, direi di no per queste sono valutazioni politiche, ogni leader le fa come ritiene, ma non è un tema di interesse di competenza dell’Unione Europea, sono valutazioni che spettano ai partiti».
Presidente andrà alla Casa Bianca giovedì per il Board per Gaza?
«Siamo stati invitati come paese osservatore, secondo noi è una buona soluzione rispetto al problema che chiaramente abbiamo della compatibilità costituzionale. Con tutto il lavoro che l’Italia ha fatto che sta facendo e che deve fare in Medio Oriente. Penso che noi risponderemo positivamente a questo invito a partecipare come paese osservatore».
Andrà lei?
«Il livello lo dobbiamo ancora vedere francamente perché è arrivato l’invito ieri anche agli altri. Immagino che ci saranno anche altri paesi europei. Particolarmente vedo interessati quelli che sono più vicini, quindi i paesi soprattutto mediterranei».