
11. «Ogni uomo sia amante della vita» (25 maggio 2025)
La vita è un grande dono di Dio, è una grande opportunità, è un’occasione unica. Non siamo passati dal nulla all’essere senza Qualcuno che lo volesse. I nostri genitori ci hanno desiderato, ma il loro è un contributo certamente necessario, ma è Dio il Creatore, è lui che dona la vita e che infonde in ciascuno di noi un’anima spirituale immortale. In questo Messaggio la Regina della pace ha voluto sottolineare il fatto che dobbiamo amare la vita, dovrebbe essere un sentimento spontaneo ma evidentemente in questo particolare periodo storico la Madonna sente il bisogno di ricordarcelo.
La Regina della pace ha detto che grazie alla fede possiamo scoprire la bellezza e la grandezza della vita umana; è vero, la vita è una lotta continua, è un calvario, a volte è una tragedia e senza la fede è difficile accettare le difficoltà e le prove offrendole come purificazione per poter partecipare alla vita nuova che Cristo ci dona. Senza la fede le difficoltà della vita opprimono e molte volte prevale la voglia di morire proprio perché non si vede una via d’uscita.
Chi ha la grazia della fede, e quindi l’interpretazione della vita, riesce ad affrontare le difficoltà con l’aiuto di Dio, camminando con Cristo lungo la via del Calvario e chiedendo alla Madonna la grazia di saper soffrire e offrire in modo che la sofferenza diventi una gioia. Nella luce della fede, le sofferenze e i dolori della vita, diventano grazia e gioia. Questa è un’esperienza che certamente molti di noi hanno fatto grazie alla fede e alla preghiera.
Quando manca la luce di Dio, quando mancano la fede e la preghiera, le sofferenze della vita diventano talmente pesanti da essere insopportabili, molti perdono il lume della ragione, tanti si danno la morte proprio perché non riescono a sopportare il peso delle prove e ne rimangono schiacciati. Molti giovani, non avendo la chiave della vita e la capacità di capirne il senso, anziché realizzarsi nel bene, scelgono di buttarsi via e si lasciano intrappolare nelle dipendenze, nelle violenze, nella malvagità. Questo accade a tante persone, non c’è da meravigliarsi se nel mondo di oggi poche persone benedicono la vita e portano la Croce gioendo nella sofferenza. È proprio vero che il denaro, le ricchezze, il potere, gli averi materiali non danno la vera felicità; anche i ricchi, i potenti, le persone di successo, sono vuote dentro, sono anime che dormono il sonno della morte.
La vera felicità è in Dio. Il nostro cuore anela a Dio. Ci troviamo di fronte a un modo certamente civilizzato e che ha conquistato molti traguardi dal punto di vista del ben-essere; disponiamo di ricchezze e di strumenti di progresso con i quali sfamare e curare tutti gli uomini se solo fossimo meno egoisti e avessimo un cuore sensibile verso i fratelli. Oggi c’è pane per tutti, c’è salute per tutti, c’è cultura per tutti e, nonostante ciò, siamo ridotti a un inferno materiale e spirituale. Senza la prospettiva dell’Assoluto, di ciò che è Dio stesso e cioè fonte eterna di amore, la vita è una notte interminabile, buia e gelida. Come sarebbe la Terra senza il Sole? Sarebbe un pianeta morto sepolto dai ghiacci perenni. Allo stesso modo è la vita senza Dio. Senza la luce di Dio, la vita è morte e perversione perché al posto dell’amore c’è l’odio, al posto del perdono c’è la vendetta, al posto della verità c’è la menzogna.
Il mondo si è allontanato da Dio, alla vera luce. Rimuovendo Cristo, l’uomo moderno ha rimosso il Sole e il risultato è sotto i nostri occhi ogni giorno. La Madonna ci invita a essere amanti della vita proprio perché abbiamo trasformato la Terra in una macelleria con la cattiveria, con le guerre, con l’odio, con tutto quello che di negativo ogni giorno riempie le testate giornalistiche. Siamo arrivati al punto che c’è tanta gente che preferirebbe che il mondo venisse distrutto piuttosto che affrontare il male che divampa. Quando il cuore non è abitato da Dio è abitato dal diavolo e questo spiega il clima generale di odio ma anche di disperazione.
Se manca la luce di Dio, regna la tenebra del malvagio. Il diavolo odia la vita, odia la dignità della persona umana e spinge l’uomo a distruggere se stesso. Quando la Madonna ci invita a essere uomini di gioia, speranza e pace di fronte alla perversione dilagante e alla degradazione della vita umana, dobbiamo reagire con la forza della fede e della preghiera e diventare veramente uomini di speranza, di pace e di gioia e così diventare operatori di pace e amanti della vita, persone che ne apprezzano il valore e che riconoscono la dignità di ogni persona umana, creata a immagine di Dio.
Ogni uomo è a immagine di Dio proprio perché ha uno spirito immortale che benedice e dà forma al corpo mortale, lo rende luminoso. Un’anima in grazia di Dio rende luminoso il corpo, lo sguardo, le espressioni del volto, il linguaggio. Dobbiamo puntare a essere immagine viva di Cristo, di Maria. La Madonna stessa ci ha invitato a essere a sua immagine e non a immagine del maligno. Attraverso il cammino di santità quotidiano dobbiamo veramente puntare a questi traguardi, tendere a Dio, cibarci del suo amore e della sua verità, donare agli altri ciò che Dio dona a noi, essere veri operatori di pace e amanti della vita. Queste persone ci sono, altrimenti il male prevarrebbe, la Terra diventerebbe inabitabile. Se non ci fossero le persone di speranza, di pace e di gioia la vita sarebbe soffocante e nauseante. La Regina della pace ha bisogno di queste persone per cambiare il mondo e ciascuno di noi è chiamato a improntare la propria vita nella luce di Dio che illumina il cammino e trasforma la nostra vita. Più si fa il bene, più si diventa buoni e più si è felici. Dobbiamo impegnarci a fare il bene, a diventare buoni e così saremo felici e potremo donare la nostra felicità agli altri. Questo sia il programma di vita per tutti. Lasciamoci accompagnare da Maria sulla strada giusta, quella che porta a Cristo e che porta alla vita eterna.
«Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito ad essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita. Pregate, figlioli, lo Spirito Santo affinché vi colmi con la forza del suo Santo Spirito del coraggio e dell’abbandono. Anche questo tempo sarà un dono per voi ed un cammino nella santità verso la vita eterna. Io sono con voi e vi amo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 maggio 2025 (Con approvazione ecclesiastica)