
42. «Cari figli, questo tempo sia il tempo della preghiera» (25 gennaio 2024)
L’espressione «Cari Figli, questo tempo sia il tempo della preghiera» si ripete fin dalle origini delle apparizioni.
La conversione è il messaggio più importante della Regina della pace, ma la preghiera è l’esortazione più frequente. In quasi ogni Messaggio della Gospa è presente un richiamo alla preghiera, perché è quel mezzo che ci mette in contatto con Dio. Mediante la preghiera fatta con fede, ci si rapporta con Dio come un figlio che parla con il padre. Dio, Gesù e Maria diventano interlocutori che rispondono nel profondo del cuore, mediante la luce della grazia dello Spirito Santo.
La Regina della pace dice di non rammaricarsi se non vi è l’apparizione, perché non è necessaria per entrare in comunicazione con Lei e Gesù. Con l’apparizione si ha un contatto speciale e particolare perché si possono vedere con gli occhi della carne, ma tutti possono vedere la Madonna e Gesù con gli occhi del cuore.
Nell’apparizione con gli occhi della carne, ci si rende conto della propria povera natura. Davanti a tanto splendore, tanta grazia e sublimità ci si intimidisce, infatti i veggenti dicono che sentire un piccolo rimprovero dalla Madonna è tremendo per loro.
Quando ci si rivolge a Gesù e Maria nella fede, non si è direttamente di fronte a loro; perciò, si è più liberi di parlare, si ha meno timore, meno riverenza. Nella preghiera si raggiungono quei livelli di intimità di cui le persone di preghiera ci possono dare testimonianza. Nell’apparizione la persona è rapita nella contemplazione, ma quando si prega senza distrazioni si può raggiungere un’intimità con i cuori di Gesù e Maria non inferiori a quelli di un’apparizione.
La preghiera porta a quella intima unione per cui una persona non ha bisogno di apparizioni, non sente la nostalgia di non averle, perché la preghiera può essere a vari livelli. Quando raggiunge il livello mistico è chiaro che c’è un’esperienza di comunione con Dio che può essere superiore a quella di un’apparizione.
L’importanza della preghiera è nell’essere in comunione con Gesù e Maria, è una fusione delle anime, dei cuori, è essere una cosa sola.
Quando un fedele prega, fa esperienza di Dio e non dubita della sua esistenza o della Madonna perché ha sperimentato il loro amore anche senza vederli.
La preghiera deve essere un’esperienza di vita quotidiana. Dobbiamo cercare Dio nella pace e nel silenzio della preghiera. Dobbiamo parlare con Gesù, aprire il cuore a lui, sentire quello che ci dice, chiedere la sua pace, la sua luce, la sua sapienza, la sua forza, il suo coraggio. Dobbiamo aprire il cuore a Maria, affidare a lei le nostre difficoltà, i nostri problemi, le nostre paure.
Un’ ascoltatrice mi ha mandato un referto medico di un suo caro che non lasciava molte speranze. Questa persona era molto scoraggiata in quanto non sapeva cosa fare. Le risposi che c’è sempre la preghiera, possiamo chiedere a Dio di alleviare questo dolore, di migliorare la situazione che sembra quasi senza speranza dal punto di vista medico. C’è sempre la preghiera che aiuta anche nei casi più disperati. Pregando, Dio interviene, allevia, fa quello che la medicina non riesce a fare.
Gesù era in grado di guarire i malati e resuscitare i morti con una sola parola, perché non dovrebbe esserne in grado adesso?
Se preghiamo con fede i miracoli avvengono anche oggi. La preghiera ha una potenza incredibile, non soltanto per chiedere grazie di cui abbiamo bisogno, per le malattie, per le incertezze, per i problemi, per le necessità della vita, ma anche per fortificarci, per essere più sereni, più in pace, più felici. Quando entra l’amore e la pace di Dio nei nostri cuori, non abbiamo idea che abbiamo un piccolo anticipo di Paradiso qui su questa Terra.
Coltivare la preghiera, non accontentarsi e perseverare, perché la preghiera deve tendere all’unione con Dio. I nostri cuori e il cuore di Gesù e Maria siano un solo cuore di amore e di pace. Dobbiamo far sì, nella preghiera, che ci sia un’unità nel cuore e nella mente. Che i nostri pensieri siano i pensieri di Gesù e Maria, che le nostre convinzioni siano le loro, che ci sia un’identità di anime, una fusione profonda che dà a noi la vera identità: quella di essere figli di Dio.
Nella preghiera dobbiamo riuscire a vivere il rapporto di Maria come Madre e il rapporto con Gesù come amico, lo stesso termine che usava con gli Apostoli. Nel medesimo tempo fare le pratiche di preghiera per elevarla a un altissimo valore spirituale. Bisogna pregare normalmente, dire il Santo Rosario, partecipare alla Santa Messa, fare la Comunione, leggere i Salmi, alimentare la preghiera oralmente perché sono quelle preghiere che hanno una dimensione nello spazio e nel tempo. Sono come legna che brucia e crea il fuoco dell’amore. Arrivare a una preghiera continua giorno e notte per fare di noi delle fortezze inespugnabili, fari di luce, delle fonti d’acqua viva da cui il prossimo può attingere, dei guerrieri dell’amore, dell’assoluto. È l’amore che vince il mondo, ma la preghiera è quella sorgente dalla quale il cuore si riempie d’amore.
Riscopriamo la preghiera, pratichiamo la preghiera, attendiamo la preghiera come la nostra occupazione più importante della giornata.
«Cari Figli, questo tempo sia il tempo della preghiera» 25 gennaio 2024 (Con approvazione ecclesiastica)