22. «La santità della vostra vita diventerà la testimonianza veritiera della fede» (25 gennaio 2025)

In questo Messaggio c’è un invito particolare che ci tocca molto da vicino. Sembra un’espressione un po’ difficile da capire, ma in realtà mette in luce un problema molto importante e cioè convincere le persone della verità della fede cristiana. Talvolta si pensa che bastino le argomentazioni per convincere qualcuno a cambiare idea. Accade che, argomentando in questo senso, vengano fuori discussioni che creano anche ferite nei rapporti umani e questo ci obbliga a riflettere su come la fede deve essere testimoniata.

La Madonna ha sempre detto che la fede va testimoniata soprattutto con la vita. In questo Messaggio fa un’affermazione che diventa più profonda. Perché la testimonianza della fede sia efficace dev’essere veritiera. Bisogna dimostrare che la propria fede è convinta e che la si vive veramente; non bisogna dimostrarlo con le parole ma con la vita. Se la fede è convinta, convince.

Chi predica senza credere veramente in quello che dice non è convincente proprio perché manca della partecipazione interiore; le parole di chi parla della fede senza viverla veramente non hanno alcuna presa sugli altri, non servono a nulla. A questo riguardo Gesù ha delle parole molto severe quando si rivolge agli scribi e ai farisei ipocriti che insegnavano la legge di Mosé ma senza crederci e senza applicarla su loro stessi: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità” (Mt 23, 23-28).

Noi stessi, se vediamo una persona convinta della propria fede e che la vive veramente, la ammiriamo, le riconosciamo il fatto di crederci e di esserne convinta, anche se non ne condividiamo le idee. L’apostolato deve essere portato avanti da persone che ne sono convinte, che vivono interiormente quello che dicono e questo vale per tutta la predicazione cristiana, dalle basi come la fede in Dio fino a verità più elevate. Se una persona crede veramente in Dio si vede, è appassionata perché la fede in Dio trasforma la vita, diventa un grande amore, produce coraggio e gioia in quella persona.

La fede in Dio trasforma la persona che crede e rende credibile il suo linguaggio. Se una persona non ci crede o crede poco la sua testimonianza non può essere certamente efficace, non fa presa. Molte volte, però, anche le persone convinte sono credibili ma ciononostante non ottengono risultati. Gesù stesso, nella sua autorità spirituale e dottrinale, non è riuscito a essere convincente sui farisei. Questo va tenuto in conto perché non è detto che una persona santa ottenga grandi risultati. Perché si credesse che era veramente il Figlio di Dio, Gesù ha dovuto sacrificare la sua vita, morire sulla Croce, versare il suo sangue obbedendo al Padre in maniera sublime. Pietro nella predicazione della Pentecoste converte gran parte di quelle persone che avevano cooperato alla morte di Gesù e che avevano urlato: Crucifige!

La certezza dei risultati dipende da Dio, Pietro li ha ottenuti perché Gesù aveva offerto la sua vita in sacrificio perché le anime fossero salvate. Dio ha il potere di convertire le persone, di aprire i cuori che sono sprangati e induriti. È bellissimo il racconto della conversione di Paolo che sulla via di Damasco fu disarcionato da cavallo e gli apparve Gesù, è un episodio biblico meraviglioso. Ci sono altre conversioni bellissime come quella di Ratisbonne, che avvenne in Sant’Andrea delle Fratte a Roma.  

Questa riflessione ci mette in guardia dal farisaismo che è una cosa brutta e che può manifestarsi anche nei cristiani che vivono nel peccato, ma si presentano come persone per bene e magari fanno anche la morale agli altri. Ora che la società è prevalentemente atea il fenomeno del farisaismo accade meno frequentemente; la fede viene rinnegata con molta leggerezza e, anzi, ha la connotazione di un risveglio intellettuale, di una conquista. Per noi che siamo fedeli c’è la tentazione di predicare la fede ma di non viverla. Accade anche ai sacerdoti che annunciano le verità della fede ma non le condividono fino in fondo; questa predicazione non fa presa, sono dei cembali squillanti.

La Regina della pace dice che oggi molti sono lontani da Dio. Magari questo è avvenuto per scandali che sono avvenuti proprio nella Chiesa, per colpa di sacerdoti infedeli che con la loro condotta hanno allontanato la gente dalla fede. Pochi hanno la fede salda e quindi molti vacillano facilmente, al primo soffio di vento.  

La Madonna ci dice che per essere credibili dobbiamo essere santi. Testimoniando la fede con la nostra condotta di vita le persone ne riconoscono l’autenticità, la profondità. Diventiamo credibili con la sincerità della predicazione ma soprattutto per la coerenza con cui viviamo la fede. Dobbiamo vivere in conformità della fede che predichiamo. Dobbiamo predicare il Vangelo di Gesù e cercare di vivere come lui stesso ha vissuto. Basterebbe già essere persone buone, caritatevoli, compassionevoli, sincere. Se siamo arcigni, scontrosi e incerti noi per primi sulle Verità di fede non siamo certamente credibili.

La grazia della fede presuppone una testimonianza veritiera e cioè tendere alla santità della propria vita. Mi rendo conto che quando si tratta di rapporti familiari sia difficile, molti sono afflitti perché i loro cari sono lontani dalla fede. È inutile altercare con queste persone perché i rapporti finiscono per incrinarsi. L’unica cosa da fare è vivere la propria fede senza fare prediche inutili che portano a niente, anzi irretiscono chi ha scelto di allontanarsi.

Praticare la fede, pregare, andare a Messa, confessarsi, testimoniare la Verità nel proprio piccolo, sono azioni sufficienti; non serve a nulla accendere discussioni. Nelle famiglie bisogna stabilire un patto di tolleranza affinché ciascuno possa vivere (o non vivere) la propria fede. Invocare la grazia della conversione, pregare per chi è lontano senza essere assillanti e testimoniare la fede nella carità costituiscono quel terreno che permette a Dio di fare quei miracoli di conversione che avvengono veramente. Ci vuole pazienza, ci vuole tempo. Quanti decenni Santa Monica ha pregato per suo figlio Agostino prima che si convertisse? La conversione, poi, è avvenuta quando Agostino era a Milano, lontano dalla madre e grazie all’influenza delle prediche di Sant’Ambrogio. Prima di vivere la grazia della conversione di suo figlio, che nel Battistero del Duomo di Milano ha ricevuto il Sacramento del Battesimo, Santa Monica ha dovuto pregare lungamente e ha lasciato che Agostino facesse il suo itinerario, passando addirittura per la frequentazione della setta dei manichei che lo ha risvegliato dal punto di vista religioso, infatti, abbandonata questa dottrina che considerava incompatibile con un Dio onnipotente e incorruttibile, si è avvicinato alla fede cattolica.

Comprendiamo, allora, l’importanza della santità personale per convertire il mondo, per portare l’umanità a Cristo. Questo è il metodo di Dio. È la grazia che converte e lo fa attraverso la santità della vita e delle preghiere di chi crede.

«Cari figli! In quest’anno di grazia vi invito alla conversione. Cari figli, mettete Dio al centro del vostro vivere ed i frutti saranno l’amore verso il prossimo e la gioia di testimoniare; la santità della vostra vita diventerà la testimonianza veritiera della fede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 gennaio 2025 (Con approvazione ecclesiastica)