
12. «Pregate lo Spirito Santo perché vi colmi del coraggio e dell’abbandono» (25 maggio 2025)
Per capire le Parole della Regina della pace ci vuole la grazia dello Spirito Santo. Nel Messaggio del 25 maggio 2025 Maria parla di due doni in particolare, che sono il coraggio e l’abbandono. I doni dello Spirito Santo sono tantissimi, come scrive San Paolo nelle sue lettere, e la catechesi cattolica li ha sintetizzati come i Sette Doni dello Spirito Santo.
Va precisato che per avere tali doni bisogna essere in grazia di Dio. Chi è in uno stato di peccato mortale non può averli perché non ha la grazia santificante, che è una realtà stabile della presenza di Dio Santissima Trinità. Chi è nel peccato può avere la grazia attuale, ovvero quelle grazie speciali che Dio dona per muovere il cuore alla conversione. Per avere i doni dello Spirito Santo bisogna per prima cosa confessarsi, un passaggio molto importante per non cadere nell’illusione di essere in grazia di Dio senza la Confessione.
Chi è in uno stato di grazia santificante, con la pratica delle virtù fondamentali – come la fede, l’umiltà e l’abbandono – riesce a far fiorire tutti quei doni che vediamo rappresentati dai Santi. Prima di tutto, dobbiamo preoccuparci di vivere in grazia di Dio. Se per debolezza dovessimo cadere in uno stato di peccato grave, dobbiamo confessarci e pentirci così da riconquistare lo stato di grazia, la presenza della Santissima Trinità in noi e i doni che Dio ci dà in grande misura.
La Madonna ci chiede di pregare per due particolari doni dello Spirito Santo: il coraggio e l’abbandono. Viviamo in tempi in cui, a seconda delle persone e delle situazioni esistenziali, c’è l’esigenza di determinati doni. Per un teologo, un predicatore o una persona che ha responsabilità di governo è importantissimo il dono della sapienza o dell’intelletto. I doni a cui fa riferimento la Gospa in questo Messaggio sono particolarmente necessari nei tempi in cui viviamo, di grandi prove soprattutto per la fede, perché è un tempo di ateismo generalizzato in cui si scivola nella massima impostura anticristica. Si pretende con la scienza e con la tecnica di vincere la morte nel tentativo di imitare Dio, con ideologie che distruggono le persone e la loro vita.
Il coraggio fa riferimento soprattutto al cuore, cor – aggio ovvero agire col cuore, con generosità, con grande carità e amore, sprezzando la morte e i sacrifici pur di fare la volontà di Dio, di dare testimonianza e fare del bene al prossimo. L’abbandono significa avere fiducia totale in Dio.
La Regina della pace invita ad avere questi due doni che sono necessari per i momenti di emergenza nell’intensa lotta spirituale. Nel tempo che stiamo vivendo l’ondata anticristica invade il mondo, perseguita chi crede, intimidisce e crea apostasie. Oggi la vera profezia è poco seguita ma con il dono del coraggio, possiamo avere la forza di andare controcorrente.
Gli uomini si fanno ingannare facilmente dalla mondanità in tutte le sue espressioni. Senza fede nel tempo dei Segreti si è travolti, si corre il rischio di non vedere l’ancora di salvezza che la Madonna ci getta. Dobbiamo invocare il coraggio in un mondo incredulo, per essere coraggiosi nella fede, tener saldo Cristo, essere ben piantati con gli occhi verso di lui, in modo tale che nessuno possa distoglierci dalla Verità, la Via e la Vita. Cristo è il traguardo da raggiungere, è l’amore a cui corrispondere, è il senso totale della nostra vita.
Il coraggio indica la fortezza, l’entusiasmo, l’amore e tutto ciò per cui una persona è appassionata. Senza di quello non possiamo resistere al potere di seduzione del mondo, del demonio, alle false luci e promesse. In questo coraggio c’è quello di credere senza tentennare, il coraggio di testimoniare la Verità e il bene, come ci ha insegnato Gesù in tutta la sua vita e i Santi, specialmente i martiri della fede. Il coraggio di testimoniare sempre un andare controcorrente, un esporsi al disprezzo degli altri, all’invidia, alla prepotenza e all’umiliazione per amore di Cristo.
Il coraggio è anche quello di affrontare il martirio, una costante nella storia della Chiesa. Il primo martire è Gesù Cristo, poi tutti gli Apostoli uccisi per la fede. Il martirio continuerà per sempre, come ci dimostra la rappresentazione del Terzo Segreto di Fatima che ci descrive la Chiesa, il Papa e i religiosi che salgono sul Calvario e vengono uccisi. Anche Benedetto XVI sul Segreto di Fatima disse che una parte si è realizzata in passato e una parte si deve ancora realizzare.
Martirio significa testimonianza, anche a costo della vita, essere fedeli anche se consapevoli di essere colpiti dalla violenza. Dobbiamo essere fedeli a Cristo e non perdere la fede per nessun motivo, perché rinnegare la fede significa perdere l’anima eternamente. Dobbiamo essere pronti al martirio, essere uccisi, essere contrastati, perseguitati e disprezzati. Molti pensano che essere credenti coerenti sia una pazzia, come hanno affrontato anche i veggenti di Medjugorje.
Quando il tempo dei Segreti e i veggenti testimonieranno la Verità, non dobbiamo essere dei calcolatori che cercano di capire da che parte conviene stare, ma dobbiamo fare una scelta netta nel bivio tra la vita e la morte, satana e la Madonna, menzogna e verità, perdizione eterna e vita eterna. Queste scelte non possono essere calcolate, se tentenniamo il male ci inghiotte e distrugge. Essere decisi per Cristo e la fede non è fanatismo ma convinzione interiore che è quella che ci danno i grandi testimoni della fede.
L’abbandono nasce dalla fede, siamo certi che Cristo il Figlio di Dio è presente, che la Madonna appare, è vicina e ci sta aiutando. La fede rafforzata dalla preghiera quotidiana e dalla pratica delle virtù è diventata una fortezza tale per la quale ci fidiamo totalmente di Dio e ci mettiamo radicalmente nelle sue mani. Sappiamo che l’Onnipotente ha inviato Maria per aiutare l’umanità in questo passaggio difficile della storia. Pertanto, crediamo nel tempo dei Segreti e in quello che la Madonna ci dirà rivelando ogni Segreto, ci atterremo alle sue parole e faremo ciò che ci dirà, così saremo salvi. Chi non lo farà si perderà.
Dobbiamo però arrivare all’abbandono totale, senza dubbi, senza vacillare, altrimenti satana è pronto a penetrare nelle nostre mancanze. L’abbandono deve essere motivato dalla fiducia, dalla certezza della presenza di Maria che trionferà, interverrà e non ci abbandonerà, che tutto quello che ci dice la fede esiste e accade. Avere questa certezza interiore ci rende delle fortezze indistruttibili, dei cedri del Libano che non vacillano nel momento della tempesta.
Questi Messaggi della Regina della pace ci costruiscono, ci fortificano, ci alimentano, non sono parole vane perché escono dal Cielo, dalla Sapienza e da Colei che ci ama immensamente e che ci prepara alla grande battaglia. Il mondo senza Dio crollerà, non c’è nessuna possibilità della sua sopravvivenza.
“Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito ad essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita. Pregate, figlioli, lo Spirito Santo affinché vi colmi con la forza del suo Santo Spirito del coraggio e dell’abbandono. Anche questo tempo sarà un dono per voi ed un cammino nella santità verso la vita eterna. lo sono con voi e vi amo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (Con approvazione ecclesiastica)