
Nella meditazione introduttiva Leone XIV ha ricordato che “la fede non è un atto cieco, un abdicare alla ragione”
Di Marco Mancini
Città del Vaticano, domenica 15 marzo 2026, 12:14 (ACI Stampa).
Attraverso l’episodio evangelico del cieco nato il Vangelo “ci parla del mistero della salvezza: mentre eravamo nell’oscurità, mentre l’umanità camminava nelle tenebre, Dio ha inviato suo Figlio come luce del mondo, per aprire gli occhi dei ciechi e illuminare la nostra vita”. Lo ha detto Leone XIV, stamane, introducendo l’Angelus domenicale.
“Possiamo dire- ha aggiunto il Papa – che noi tutti siamo ciechi dalla nascita, perché da soli non riusciamo a vedere in profondità il mistero della vita. Perciò Dio si è fatto carne in Gesù, perché il fango della nostra umanità, impastato con il respiro della sua grazia, potesse ricevere una nuova luce, capace di farci vedere finalmente noi stessi, gli altri e Dio nella verità.”
“Colpisce il fatto che si sia diffusa l’opinione, presente ancora oggi, secondo cui la fede – ha osservato ancora Papa Leone – sarebbe una specie di salto nel buio, una rinuncia a pensare, cosicché avere fede significherebbe credere ciecamente. Il Vangelo ci dice invece che a contatto con Cristo gli occhi si aprono”.
“Anche noi, guariti dall’amore di Cristo, siamo chiamati – è stato l’invito del Papa – a vivere un cristianesimo dagli occhi aperti. La fede non è un atto cieco, un abdicare alla ragione, una sistemazione in qualche certezza religiosa che ci fa distogliere lo sguardo dal mondo. Al contrario, la fede ci aiuta a guardare dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere e, perciò, ci chiede di aprire gli occhi, come faceva Lui, soprattutto sulle sofferenze degli altri e sulle ferite del mondo”.
“Oggi – ha concluso Leone XIV -, a fronte delle tante domande del cuore umano e delle drammatiche situazioni di ingiustizia, di violenza e di sofferenza che segnano il nostro tempo, c’è bisogno di una fede sveglia, attenta e profetica, che apra gli occhi sulle oscurità del mondo e vi porti la luce del Vangelo attraverso un impegno di pace, di giustizia e di solidarietà”.
Dopo aver recitato l’Angelus, Papa Leone XIV è tornato a parlare della situazione in Medio Oriente.
“Da due settimane i popoli del Medio Oriente soffrono la violenza della guerra: migliaia di persone innocenti sono state uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case. Rinnovo – ha detto il Papa – la mia vicinanza orante a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole, ospedali e centri abitati”.
“ E’ motivo di grande preoccupazione – ha aggiunto – la situazione in Libano. Auspico cammini di dialogo che possano sostenere le autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso per il bene comune di tutti i libanesi. A nome dei cristiani del Medio Oriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco! Si riaprano percorsi di dialogo, La violenza non potrà mai portare alla giustizia, alla stabilità e alla pace che i popoli attendono”.