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21 MARIA MADRE CHE SOLLEVA
Nel cammino della vita non solo è facile perdere la retta via, lasciandosi ingannare dalle strade larghe e invitanti. Anche chi persevera lungo il sentiero aspro e stretto è soggetto a stanchezze e a ripensamenti. La via che conduce alla vita eterna è come quella del Calvario. Non mancano le cadute, perché la croce è pesante e la natura umana è debole. Contrariamente a quanto si pensi, anche i santi hanno sperimentato la comune fragilità cadendo e ricadendo. Il nemico a sua volta tende le sue trappole e lancia i suoi dardi infuocati. Spesso i colpi sono così violenti e le ferite così sanguinanti che manca la forza di rialzarsi e di riprendere il cammino. I santi non sono coloro che non hanno mai inciampato. Anche loro, come noi, hanno sbattuto la faccia sulle pietre, ma, diversamente da noi, si sono rimessi in piedi e hanno ripreso con vigore il cammino.
Che cosa fa una madre quando il suo bambino, cade rovinosamente a terra, scorticandosi le mani e le ginocchia? Piena di premura corre in suo aiuto e lo rimette sulle gambe perché possa riprendere a camminare. Se si è sporcato, lo pulisce e se si è procurato delle ferite, lo cura con amore. Nessuna madre starebbe a guardare indifferente il figlio che si lamenta nel tentativo di rialzarsi. Quand’anche collezionasse una lunga serie di capitomboli, non si stancherebbe di accorrere per risollevarlo. La nostra Madre celeste non è certo da meno di una madre terrena. Lei sa bene che nel cammino spirituale gli uomini sono come dei bambini ai primi passi. Inciampare e cadere fa parte della loro esperienza quotidiana. Lei non si meraviglia e sa bene che, finché tocca con mano la sua fragilità, l’uomo viene preservato dallo scivolone più grave e più insidioso, che è quella di chi pensa di camminare senza toccare i piedi per terra.
Le cadute lungo il cammino della vita sono inevitabili. Finché si resta bambini non lasciano gravi conseguenze. Quando un bambino cade, non si vergogna di chiedere aiuto. Piange e chiama la madre, finché non la vede accorrere. Se non riesce ad alzarsi, le tende le mani per farsi sollevare. Se si è fatto male, si lascia docilmente medicare. Poi riprende di nuovo a correre senza paura e pieno di fiducia. Il cristiano deve sapere che Dio gli ha messo a fianco una Madre attenta e premurosa, che è pronta a risollevarlo ogni volta che inciampa. Non deve esitare a chiamarla, se non riesce e rimettersi in piedi. Certe cadute sono così rovinose che invano uno riuscirebbe ad alzarsi da solo. Certe ferite sono così profonde che hanno bisogno di cure prolungate. A volte si è tentati di restare distesi per terra e di rinunciare a riprendere il cammino. Maria, che ha accompagnato Gesù lungo il Calvario, dandogli con la sua sola presenza la forza di risollevarsi, non lascia a terra nessuno dei suoi figli.
Cadere e rialzarsi. È la legge del cammino spirituale. È la via che porta alla vita eterna. Dio, nella sua sapienza, preserva l’uomo dall’orgoglio spirituale, permettendo che morda la polvere del suolo. Il superbo, quando cade, impreca e maledice. Cerca di rimettersi in piedi da solo, ma arriva sempre il momento di una caduta rovinosa in cui si spezza le gambe ed è costretto a invocare il soccorso se non vuole perire. L’umile, quando cade, chiama la Madre celeste e le tende le mani. Lei le afferra, infondendo forza e coraggio. Il suo sorriso fa dimenticare il dolore e il suo sguardo, pieno di compassione, riscalda il cuore. La caduta è un’arma a doppio taglio. Il nemico ne approfitta per scoraggiare e per far desistere dal cammino. Dio invece se ne serve per mantenerci nell’infanzia spirituale e per farci scoprire la presenza di un cuore materno. Chi cammina con Maria si rialza ogni volta che cade.