11. MARIA MADRE CORAGGIOSA

Maria è la più coraggiosa delle madri. La sua è l’audacia degli umili, che non fa mostra di sé, ma che si manifesta nei grandi appuntamenti. Lei osa con la forza di Dio, alla quale nulla può resistere. Nel suo cuore materno si nasconde un coraggio sovrumano che viene alla luce nelle scelte inflessibili, nella scesa in campo aperto per la battaglia, nella resistenza senza tentennamenti. Nessuna creatura è stata coraggiosa come la piccola fanciulla di Nazareth. I figli di Maria, piccoli e fragili come Lei, sono la sua arma vittoriosa contro l’arroganza dell’impero delle tenebre fino alla fine dei secoli.

L’umile coraggio di Maria si manifesta nel momento in cui l’angelo la chiama alla divina maternità. Solo un’anima piena di ardimento poteva tuffarsi nell’immensità della divina chiamata. Il mistero dell’incarnazione sovrasta ogni capacità di umana sopportazione. Maria, vergine prudentissima, afferra la vastità della missione e, confidando in Dio, se ne assume la piena responsabilità. Con le parole “Eccomi, sono la serva del Signore” (Lc 1,38) prende la più audace delle decisioni. Nessuna donna è divenuta madre con un atto di così grande coraggio.

Maria da quel momento ha accettato tutte le conseguenze di quello slancio generoso, da cui è sgorgata la salvezza dell’umanità.  L’intera sua vita è un susseguirsi di scelte nette, taglienti come colpi di spada, che la piccola Madre ha moltiplicato senza mai tergiversare: il faticoso viaggio a Betlemme, la natività in una grotta, la fuga in Egitto, l’oscuro anonimato di Nazareth. La fermezza d’animo di Maria si manifesta incrollabile nei tre anni della vita pubblica di Gesù. Fedele e silenziosa, la Madre è schierata accanto al Figlio nella lotta quotidiana contro le orde del maligno. Il suo cuore non trema mentre cammina su serpenti e scorpioni (Lc 10,19). Ritta davanti alla Croce, combatte la più tremenda di tutte le battaglie. L’umanità non potrà mai dimenticare il coraggio che l’ha liberata.

Come Madre della Chiesa la Madonna non cessa di stupire per le sue decisioni che risultano incomprensibili all’umana prudenza. Per le sue grandi imprese sceglie le persone apparentemente meno adatte: gli illetterati, gli emarginati, i bambini. Con l’audacia di Dio l’Ancella del Signore elegge come suo strumento “ciò che nel mondo è debole per confondere i forti” (1 Cor 1,27). Che cosa non ha fatto la Madonna con la poverella di Lourdes, con i pastorelli di La Salette e di Fatima? Quale svolta non ha impresso alla vita della Chiesa e del mondo con i sei ragazzi di un ignoto villaggio dell’Erzegovina?  La Madonna valorizza i suoi figli e li abilita alle imprese più strepitose. Il suo occhio scorge in loro quella purezza di cuore, che è fonte inesauribile di coraggio. Le grandi cose che l’Onnipotente ha compiuto in Lei, Maria le ripete nei suoi figli più piccoli.

Maria infonde il suo coraggio in coloro che combattono per Lei. La battaglia “non è contro creature fatte di carne e di sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male che abitano le regioni celesti” (Ef 6,12). Quale uomo potrebbe affrontare l’esercito del male senza tremare di spavento? I piccoli di Maria non esitano ad affrontarlo rivestiti della sua forza e della sua intrepidezza. Maria è la corazza invincibile che li ricopre. Il suo Cuore materno è la trincea insuperabile che resiste ad ogni attacco del nemico. Il coraggio, col quale la Madonna ha affrontato le potenze del male, si perpetua lungo il corso dei secoli, fino alla grande battaglia finale.

Ogni volta che la Chiesa è assalita dalle orde dell’inferno e i nemici esterni e interni tentano di annientarla, Maria la difende col coraggio dei suoi piccoli ai quali è concessa la vittoria.