La legge che domina nel mondo è quella della finitezza secondo la quale tutto ha un inizio e una fine; la vita umana su questa Terra ha una fine. Per i credenti, cattolici e di altre religioni, la vita umana continua anche dopo la morte. L’istante in cui finisce la vita sulla Terra è particolare, è decisivo, è il più importante perché è quello che determina la sorte dell’anima. Se nell’ultimo istante si è chiusi nei confronti di Dio, si rimane eternamente lontani da lui. Nell’istante della morte l’anima viene immediatamente giudicata e inviata in Paradiso, o in purgatorio, o all’inferno.

Dobbiamo, allora, tenere presente la realtà della vita che scorre veloce come le acque di un fiume. Non sappiamo qual è il nostro ultimo istante, infatti una delle invocazioni della nostra tradizione spirituale è proprio: “Dalla morte improvvisa, liberaci, o Signore”. Proprio per fuggire alla morte improvvisa e quindi alla possibilità che nell’ultimo istante siamo impreparati, dobbiamo impostare la nostra vita santificandone ogni istante. Ogni momento della nostra vita deve essere orientato a Dio, in ogni istante dobbiamo chiedere perdono a Dio dei nostri peccati e aprirci al suo amore. Dobbiamo offrire ogni istante della nostra vita a Dio come un dono di amore, così che l’ultimo sia un istante di gloria.

Quando arriverà il momento in cui avremo intessuto la nostra vita di tempo irrorato dall’eternità, l’ultimo sarà l’istante della gloria perché il Signore giudica, apre le braccia e fa entrare in Paradiso, nella comunione eterna della Santissima Trinità. Di qui l’importanza di essere sempre preparati perché la morte non ci colga all’improvviso e per non cadere nella sciagura per eccellenza che è la morte lontani da Dio e la conseguente eternità all’inferno, dobbiamo temere di essere in quella situazione quando non ci sarà più tempo.

Ci sarà un momento in cui non ci sarà più tempo, dobbiamo allora tesaurizzare il tempo della vita. Il tempo della vita deve essere impiegato bene, deve essere impiegato per Dio, il tempo della vita deve essere santificato vivendo in grazia di Dio, facendo la sua volontà. Vivere la vita nell’amore per Dio e per il prossimo per noi cristiani è il Comandamento fondamentale. Esercitiamoci in questa visione della vita in cui il tempo scorre via, ma ogni giorno è un dono di Dio. Ogni giorno dobbiamo realizzare il piano che Dio ci ha affidato; santifichiamo ogni giorno con la preghiera, con le opere buone; non buttiamo via il tempo nelle mondanità, nelle cose che non servono a niente e che svaniscono nel nulla. Non sprechiamo il tempo della vita vivendo in uno stato di peccato mortale. Chi vive nel peccato mortale butta via il tempo della vita; il tempo che è un dono di Dio per fare il bene diventa una forma di schiavitù nelle grinfie di satana.

Dobbiamo riscoprire l’importanza di vivere il tempo della vita come un compito che ci viene affidato proprio come ci ricorda la Parabola dei talenti; i talenti sono il tempo della vita che ci viene donato da Dio e che dobbiamo impiegare bene, altrimenti buttiamo via noi stessi. Di qui, allora, l’importanza di fare un esame di coscienza su come stiamo vivendo la vita, se la viviamo davanti a Dio come creature che santificano ogni giornata come un suo dono oppure se la buttiamo rincorrendo le cose effimere.

Chi investe il tempo nel bene, nelle cose di Dio, lo investe nell’eternità beata. Chi butta via il tempo butta la possibilità di vivere eternamente con Dio e quindi si perde. Dobbiamo riflettere e darci da fare affinché la nostra vita sia un cammino verso quel momento particolare e decisivo in cui l’anima si stacca dal corpo e viene immediatamente giudicata da Dio. Dobbiamo tenere orientata la nostra vita proprio verso questo momento affinché dopo l’ultimo istante Gesù ci accolga in Paradiso, proprio come il buon ladrone che si è pentito e ha chiesto perdono a Cristo Crocifisso. L’altro ladrone ha perso l’occasione, è rimasto indurito nel suo cuore, non ha voluto entrare nel Regno di Dio e si è perso eternamente. Dobbiamo prepararci perché, quando arriverà quel momento, non dobbiamo farci prendere dalla paura ma affidarci ancora una volta a Dio e alla sua infinita Misericordia. Che il cammino della nostra vita sia un tragitto verso la porta del Cielo vissuto ogni giorno nella pace con Dio.