Corriere della Sera – 10 Agosto 2025

Carlo Rovelli – Fisico e saggista Italiano

2005. In una intervista del 2005, al programma «Blu Notte», un ex presidente della Repubblica rivela che le atomiche italiane hanno l’obiettivo di distruggere Praga e Budapest. Nel 2019 gli Stati Uniti escono dal trattato INF, che vieta le armi nucleari a medio raggio aumentando drasticamente il rischio di primo uso. Tutte le simulazioni di guerra, infatti, mostrano che mentre le armi strategiche possono contribuire alla deterrenza, le armi nucleari a medio raggio riducono troppo i tempi necessari alla deterrenza, vanificandone la logica.

2023. Il 21 febbraio 2023, la Russia ha sospeso la sua partecipazione al nuovo START. Tuttavia, non si è ritirata dal trattato e ha chiarito che avrebbe continuato a rispettare i limiti numerici previsti. Il 2 giugno, gli Stati Uniti hanno revocato i visti degli ispettori nucleari russi. Il trattato di fatto non esiste più. Ovviamente ciascuno dà la colpa all’altro.

Noi umani sembriamo incapaci di evitare di cadere in nuove guerre

2025. In un rarissimo sprazzo di luce per il pianeta, Trump suggerisce negoziati con Cina e Russia per limitare le armi atomiche e ridurre le spese militari dei tre paesi del 50%. Forse il buon Dio lo ha illuminato per un istante. Se è così, buon Dio, ti prego fallo ancora, con lui e con gli altri leader politici del pianeta. Noi umani non sembriamo capaci di evitare di cadere sempre in guerre. E la prossima, che si avvicina, sarà infernale

2025. L’Orologio dell’Apocalisse. Questo il testo del Bulletin of Atomic scientists: «Nel 2024, l’umanità si è avvicinata sempre di più alla catastrofe. Le tendenze che hanno profondamente preoccupato il Consiglio per la Scienza e la Sicurezza sono continuate e, nonostante inequivocabili segnali di pericolo, i leader nazionali e le loro società non sono riusciti a fare ciò che è necessario per cambiare rotta. Di conseguenza, ora spostiamo l’Orologio dell’Apocalisse da 90 a 89 secondi alla mezzanotte: il momento più vicino alla catastrofe che ci sia mai stato. La nostra fervente speranza è che i leader riconoscano la difficile situazione esistenziale del mondo e adottino misure coraggiose per ridurre le minacce rappresentate dalle armi nucleari, dai cambiamenti climatici e dal potenziale uso improprio della scienza biologica e di una varietà di tecnologie emergenti».

Avvicinando l’Orologio di un secondo alla mezzanotte, inviamo un segnale forte: poiché il mondo è già pericolosamente vicino al precipizio, uno spostamento anche di un solo secondo dovrebbe essere considerato un’indicazione di estremo pericolo e un avvertimento inequivocabile che ogni secondo di ritardo nell’invertire la rotta aumenta la probabilità di un disastro globale.

Lo spostamento anche di un solo secondo è un’indicazione di estremo pericolo

L’appello ai decisori: il nemico è un essere umano come noi.

Io vorrei che il mio paese, l’Italia, come vuole (credo) la stragrande maggioranza dei cittadini, si adoperi per portare un po’ di razionalità nella attuale follia della politica internazionale. Fatta di guerre, di malintesi, di giochi di potere che finiscono sempre male.

Vorrei che qualcuno dei nostri politici sapesse guardare un po’ più in là del suo naso, pensare al destino del pianeta e spingere contro l’attuale corsa agli armamenti e alla belligeranza.

L’unica strada ragionevole è smettere di guardare i nemici come nemici, come stiamo facendo. Smettere di pensare che devono sottomettersi alla supremazia culturale o economica o militare dei nostri padrini. Ma soprattutto imparare a vedere i nemici come esseri umani che ci spaventano perché fanno quelle cose che fanno e le fanno perché loro sono spaventati da noi.

C’è qualche adulto nelle stanze dei bottoni?