La Madonna ci mette in guardia dalle ideologie del nostro tempo: «Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere» (Messaggio del 25 giugno 2025). Una delle ideologie del nostro mondo è l’abolizione del peccato, conseguente all’abolizione di Dio, della sua Legge e dei suoi Comandamenti. Tuttavia, abbiamo la coscienza del peccato che ci richiama e, quando necessario, ci tortura. Questa voce della coscienza è quella che Dio ci ha dato, che ci approva quando facciamo il bene e ci rimprovera quando facciamo il male.
Senza che ce ne accorgiamo, rischiamo di arrivare a quella situazione della vita spirituale pericolosa per la salvezza eterna: l’indurimento del cuore. È un’espressione conosciuta dalla letteratura spirituale e nella Bibbia. Il cuore indurito si è chiuso totalmente alla grazia e alla sollecitazione dello Spirito Santo. È ostile a Dio e si pone in una situazione esistenziale che porta alla perdizione eterna. Dobbiamo essere molto vigilanti sul nostro cuore affinché non cadiamo in uno stato di rifiuto di Dio.
Il peccato è una realtà di cui tutti facciamo esperienza, perfino i Santi, infatti, solamente pochissimi hanno conservato l’innocenza battesimale. Tutti abbiamo qualche piccola mancanza e a volte sono più gravi come per San Paolo, che può essere definito il padre di tutte le grandi conversioni. L’esperienza del peccato tocca la vita di tutti gli uomini: “Siam peccatori, siam figli tuoi” dice un canto alla Madonna. La caduta nel peccato è una situazione esistenziale dovuta alla debolezza della natura umana e anche alle tentazioni del maligno. Il demonio sa che nel momento in cui pecchiamo gravemente la voce della coscienza ci rimprovera e ci spinge al pentimento e alla confessione. Pertanto, cerca subito di consolidare la preda che è riuscita a morsicare e di iniettare nuovo veleno per immobilizzarla. Spinge di nuovo al peccato creando un’arsura interiore che desidera sempre più il male, ci conquista e ci porta a ripetere il peccato. Questo significa consolidare il dominio del peccato e consolidare il potere di satana su di noi. Il bellissimo versetto del Salmo 41 dice: “Abyssus abyssum invocat”, cioè l’abisso chiama l’abisso, il peccato chiama il peccato, diventa un’arsura insaziabile. Anche il grande poeta Dante ha espresso in versetti immortali la fame di mondo, la fame di peccato: “che mai non empie la bramosa voglia, e dopo ’l pasto ha più fame che pria” (Inferno, Canto I), ovvero, dopo il pasto del peccato, ha più fame di prima. Questa ripetizione del peccato fa sì che il potere del male si consolidi in noi e diventi un’abitudine malvagia, diventiamo schiavi del peccato, come dice San Paolo: “Chi comanda nel peccato è schiavo del peccato”. L’abitudine al male e al peccato, fa sì che la coscienza venga silenziata, ottusa, incapace di sensibilità; pertanto, anche la nostra percezione del male si attenua. A forza di fare il male diventiamo suoi schiavi. Nella Sacra Scrittura, specialmente in San Paolo, troviamo esperienze di vita che abbiamo fatto anche noi. Convertirsi è molto difficile, Dio ci trascina verso la grazia della conversione come ha fatto con San Paolo attraverso l’apparizione di Cristo. Ma Dio ha infiniti modi di risvegliare la coscienza assopita e addormentata: attraverso una malattia, un pericolo grave, un grande dispiacere, un grande dolore, un crollo finanziario, un incidente. Non dimentichiamo il Messaggio della Madonna: «Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera» (Messaggio del 25 febbraio 2026). Ci siamo assopiti in un mondo senza Dio, immerso nel peccato e diventando sempre più ostili alle cose spirituali, alla conversione e alla vita santa.
Quando siamo in questo stato è difficile riprendersi, pertanto, è necessaria una grazia speciale. Per questo motivo la Madonna continua a dirci di pregare per i peccatori, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio, che sono lontani da Lui. Hanno soffocato in se stessi il desiderio di Dio, la fame di Dio e hanno dato spazio alla fame di mondo. Queste sono le situazioni più pericolose, in cui si possa trovare un essere umano. Oggi molte persone, dopo avere abbandonato la Via della salvezza, percorrono la via della rovina quasi inconsciamente e meccanicamente. Trascinati dalle passioni, arrivano fino al limite estremo della vita, fino al momento della morte dove l’unica speranza è un miracolo di resipiscenza, di risveglio. Se si muore senza Dio, si rimane eternamente senza Dio.
Abbiamo cercato di rimuovere l’inferno, ma in questo modo siamo andati verso la perdizione eterna, siamo precipitati nel baratro dal quale dobbiamo uscire prima dell’ultimo istante della vita, altrimenti saremo dannati per sempre.
Satana appena riesce a farci commettere qualche peccato grave, cerca subito di consolidare la vittoria e lo fa rimandando la confessione e il pentimento. Egli moltiplica il peccato in modo tale da mettere profondamente le radici nel nostro cuore affinché si indurisca e non senta più il rimorso. Questa è una situazione di massimo pericolo spirituale che dobbiamo esaminare in questa Quaresima. A che livello siamo di sensibilità rispetto al peccato? Se siamo abituati al peccato, li commettiamo come se niente fosse: non preghiamo mai, non andiamo a Messa la domenica, non seguiamo i Comandamenti.
Chi muore senza pentimento, si tortura eternamente. Qui si eleva un’altra eresia del nostro tempo, ovvero il dare per scontato che ci sarà la Misericordia. Ma la Misericordia agisce solo con il vero e umile pentimento. Chi non sa riconoscere il peccato – come il fariseo – significa che si è auto accecato. Questo è l’insegnamento di Gesù Cristo, degli Apostoli e della Chiesa da sempre. Il mondo tende ad abolire, dopo aver abolito Dio e i Comandamenti, anche il peccato. In questo modo della nostra anima rimane un cadavere.
La Quaresima è il momento propizio per fare un serio esame di coscienza sulla situazione esistenziale della nostra vita. Non dimentichiamo che nel momento della morte c’è il giudizio di Dio, quindi, seguiamo Gesù Cristo che è morto in Croce per noi. Il diavolo non è morto per noi, ma ci trascina nella sua perdizione e si serve delle persone stolte che l’hanno seguito per adescare tutti. Teniamo gli occhi aperti, guardiamo alla Croce, a quanto Cristo ci ha amato, seguiamo la sua parola e il suo esempio. Seguiamo la Madonna che è nostra Madre e ci guida fino in cima al Calvario.