Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi (Trovate la serie nella sezione “Medjugorje” del Blog)

34. Quando Marija chiedeva il Messaggio e la Gospa rimaneva in silenzio

La Gospa, come ogni buon parroco, di tanto in tanto fa i bilanci pastorali. Si è sempre rallegrata per il numero delle persone che accolgono i suoi messaggi, rispondendo alla chiamata, mentre ha espresso il suo dispiacere per quelli che non l’accolgono o, dopo aver posto mano all’aratro, si sono voltati indietro e hanno desistito. La Madre conosce i suoi figli. Sa quanto siano fragili e incostanti e sa quanto sia perfida e infaticabile l’azione del maligno per sviarli. 

Colpisce l’infinita pazienza con la quale in tutto il lungo tempo delle apparizioni li ha esortati sulla via della salvezza, nonostante le pigrizie e le cadute ricorrenti. E’ sempre pronta a esortare, a perdonare e a prendere per mano perché riprendano il cammino. Anche la Madonna, come accade anche ai pastori più santi della Chiesa, ha avuto le sue delusioni e questo dovrebbero rallegrare tutti i sacerdoti in cura d’anime, spesso insidiati dallo scoraggiamento. I fervorosi sono sempre un piccolo gregge.

E’ attraverso un pugno di sale che il mondo viene salato ed è con un pizzico di lievito che fermenta tutta la pasta. La Regina della pace avrebbe voluto che tutta la parrocchia rispondesse con uguale fervore alla chiamata e per raggiungere questo obbiettivo non si è risparmiata. Nel primo anno ha usato la mano forte, moltiplicando gli ammonimenti e persino minacciando di non dare più messaggi.

 Come gli ebrei nel deserto, molti parrocchiani hanno incominciato a lamentarsi, manifestando una palese riluttanza a continuare un cammino ritenuto troppo impegnativo.  “Che santo, ma che tormento!” sentenziava don Abbondio nei confronti del Card. Federico Borromeo. Anche la gente di Medjugorje deve aver fatto questo ragionamento. Ormai erano trascorso tre anni. Che cosa voleva ancora la Madonna? Non si poteva passare la vita a pregare e a digiunare!

La Gospa ha avuto un bel da fare nel suo primo anno pastorale nella parrocchia di elezione. Nei tre anni precedenti aveva dato messaggi per illuminare, istruire, fortificare e preparare i cuori. Ora,una volta dissodato il terreno, sparge il seme a piene mani perché dia frutto abbondante. La Quaresima del 1984 era incominciata con la  scelta della parrocchia, perché divenisse strumento di conversione per l’intera Chiesa. Che cosa aveva capito la gente? Certamente si era sentita onorata quando la Madonna l’ha chiamata “popolo eletto” ( 15-11-1984).

 Come accade in questi casi, molti si saranno chiesti che cosa avevano fatto di speciale per meritare una grazia così grande. In realtà Dio sceglie chi vuole e non sempre i migliori. L’elezione è una grazia gratuita, che non presuppone dei meriti particolari. La grazia è sempre associata a una croce proporzionata ed esige  una risposta corrispondente. La vita stessa della Madonna lo conferma. La parrocchia in quel primo anno fa fatica a seguire la Gospa.

 L’uomo carnale prende facilmente il sopravvento. La Madre però ha grandi progetti sulla parrocchia e non allenta la mano. Negli anni successivi non mancheranno delle vere e proprie requisitorie ( 28 – 01 – 1987). Anche la Madre di Dio ha dovuto accontentarsi di un piccolo gregge. Tuttavia quanta fatica! Nel piano di Dio per la salvezza del mondo è sempre una minoranza che intercede e si sacrifica per tutti gli altri. Beati coloro che ne faranno parte!

Dopo due mesi che dà i messaggi ogni giovedì, la Gospa, alla richiesta di Marija Paulovic di dare il messaggio, rimane in silenzio. Il segnale è inequivocabile, ma non viene compreso. Il lunedi, Marija, chiede alla Madonna: “ Gospa cara, perché giovedì non mi hai dato nessun messaggio per la parrocchia?” La Madonna risponde:

“ Non voglio costringere nessuno a fare ciò che non sente e non desidera da sé, sebbene io abbia avuto per la parrocchia messaggi particolari, con i quali volevo risvegliare la fede di ogni credente. Purtroppo un numero moto esiguo ha accolto i messaggi del giovedì. All’inizio erano parecchi. Ma poi è diventata come un’abitudine. Ed ora, in quest’ultimo periodo, molti chiedono dei messaggi solo per curiosità, e non per fede e per devozione verso mio Figlio e verso di me” ( 30-04-1984).

Le parole della Madre sono chiare e i figli non possono eluderle. Le gente recalcitra e non ha voglia di impegnarsi. La Gospa non dà il messaggio neppure il Giovedì seguente, in modo tale che si abbia tempo per riflettere. Molti fedeli incominciano a preoccuparsi e temono che la Madonna non dia più messaggi alla parrocchia. Gli animi si scuotono e si risvegliano. Capiscono che con il Cielo non si può scherzare. La Gospa si lascia commuovere e il Giovedì seguente rassicura:

 “ Io vi parlo e desidero parlarvi anche in avvenire. Voi, però, cercate di ascoltare i miei consigli” ( 10 – 05 – 1984). Anche in seguito la Regina della pace invierà a mettere in pratica i suoi messaggi, affinché Dio gli permetta di continuare a darli  e stare più a lungo in mezzo a noi.

Tuttavia il fervore dura poco e la Madonna sospende i messaggi per altri due giovedì, poi ne dà la ragione: “ In questi giorni voi pregate poco, mentre invece lavorate molto” ( 05 – 07- 1984). Nei mesi successivi risuona il grido di allarme che cesserà solo nel Settembre del 1985 e che svela il tentativo di Satana “di mandare a monte i miei progetti” ( 11-08-1984).

Le sollecitazioni a pregare e a digiunare si moltiplicano. La gente alterna il fervore alla tiepidezza. Manca la perseveranza. La Madonna però è vigile ed è intransigente sopratutto sul fronte della preghiera. In particolare invita a pregare i giovani ( 26-07-1984) e i bambini, esortandoli a partecipare alla santa Messa (07 – 03 – 1985).  I parrocchiani non si rendono conto di essere sotto attacco dell’impero delle tenebre. Non vedono ciò che la Madonna vede con chiarezza. Satana da una parte cerca di indebolirli, impigrendoli nella preghiera e nella frequenza regolare alla santa Messa ( 17 – 01 – 1985). Dall’altra cerca di ingannarli, appropriandosi di una parte del piano della Regina della pace ( 01 – 08 – 1985). Quando le parrocchie si risvegliano, e la gente riprende a credere, a pregare e a convertirsi, il maligno scende in campo con tutti i mezzi a sua disposizione. La Gospa conduce una battaglia con una determinazione che è di esempio per tutti. Incoraggia e minaccia nello stesso tempo. Inchioda ognuno di fronte alla sue responsabilità.

Dopo un susseguirsi di mesi altalenanti, arriva il momento dell’ aut–aut. C’è da rabbrividire ripensandoci a tanti anni di distanza. Le cose avrebbero potuto prendere una piega molto diversa. Dobbiamo renderci conto che il futuro è nel medesimo tempo nelle mani di Dio e nelle nostre. A metà febbraio del 1985 pone il dito sulla piaga “Cari figli, oggi è il giorno in cui sono solita darvi un messaggio per la parrocchia. Ma non tutta la parrocchia accoglie i  messaggi né li vive” ( 14.02.1985). Il Giovedì successivo arriva l’ultimatum:

“ Cari figli, di giorno in giorno vi ho invitato a rinnovarvi e a pregate in parrocchia, ma voi non accettate. Oggi vi invito per l’ultima volta. Adesso è Quaresima e voi, come parrocchia, potete riprendere il cammino per amore del mio invito. Se non lo farete, non desidero darvi altri messaggi. Dio ha approvato questa mia decisione” ( 21-02-1985).

 La Madre è addolorata, ma ferma. Non tollera che le grazie rimangano infruttuose. Nelle settimane successive moltiplica le esortazioni ad accogliere e a vivere i messaggi. I frati della parrocchia prendono iniziative straordinarie per il rinnovamento spirituale. In passato in tutte le parrocchie del mondo si facevano “le missioni “ per risvegliare la fede e riaccendere il fervore. La gente intensifica la preghiera in famiglia, si confessa e partecipa più numerosa alla santa Messa.

La Madonna approva e ringrazia: “ Grazie per i progressi che avete fatto nella preghiera. Ognuno di voi è caro al mio Cuore e ringrazio tutti quelli che hanno incrementato la preghiera nelle loro famiglie” ( 28-03-1985). Quel Giovedì santo avrebbe potuto essere un giorno di tristezza, invece è stato un giorno di gioia straordinaria. La Madonna infatti dona parole di speranza: “ Oggi è il giorno in cui volevo cessare di darvi dei messaggi, perché alcuni non mi hanno accolto. La parrocchia, ad ogni modo, ha fatto progressi e desidero darvi dei messaggi come mai è avvenuto in nessun luogo nella storia dall’inizio del mondo” (04-04-1985).

            Nel momento del più feroce attacco di Satana contro la parrocchia la gente si era impigrita. Senza il risveglio spirituale e il rinnovamento della preghiera il maligno avrebbe avuto partita vinta. La Madonna combatte e vince con il piccolo gregge di chi risponde alla chiamata. Ero arrivato per la prima volta a Medjugorje proprio in quella Quaresima così drammatica.

 La gente era fervorosa e pregava. L’astuta serpe però strisciava ben nascosta dove nessuno l’avrebbe immaginato. Devo dire che il sibilo mortale mi era giunto all’ orecchio. Forte della preghiera e dei sacrifici, soprattutto dei giovani, la Gospa la cacciava fuori dal recinto e così poteva annunciare il fallimento del piano di Satana ( 05-09-1985). Anche la Madonna ha avuto  le sue gioie, ma anche le sue delusioni. I pastori di anime non si devono scoraggiare. Col suo aiuto faranno miracoli.