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L’evangelizzazione attraverso i social richiede una preparazione adeguata

Vorrei testimoniare la mia esperienza di evangelizzazione attraverso i social, tema molto importante, in particolare riguardo ai sacerdoti.

Ho incominciato questo tipo di evangelizzazione con la nascente Radio Maria già nel 1986, dopo vent’anni di apostolato in una grande parrocchia di Milano.

La differenza è notevole. La Parrocchia ha una dimensione familiare, nel senso che nella tua attività pastorale vedi le persone, le contatti e ci parli insieme. Sei esposto, ma anche protetto nel medesimo tempo.

Al microfono di una radio o nella gestione di un social non vedi nessuno, ma nel medesimo tempo un pubblico indistinto e numeroso ti vede, ti ascolta e ti giudica.

Ti arrivano gli apprezzamenti e gli osanna, ma anche le critiche non di rado impietose, col rischio di farti condizionare esaltandoti o deprimendoti.

Questa esposizione è pericolosa ed io ringrazio il Cielo che ho incominciato ad affrontarla quando ormai ero in mezzo al cammin di nostra vita, con tanta esperienza alle spalle.

È necessario affrontare questa esperienza di evangelizzazione da persone mature, salde nelle proprie convinzioni, capaci di andare controcorrente e dosando l’esposizione in modo graduale, in modo tale da saperla amministrare.

Madre Teresa, prima di mandare le sue suore fra la gente, le faceva sostare davanti al Santissimo, per evitare il rischio di perdere sé stesse nel frastuono del mondo.

I Sacerdoti che operano nei social devono conoscere i pericoli che corrono, scoprire le insidie sottili dell’avversario, evitare di farsi risucchiare negli ingranaggi della mondanità e farsi abbagliare dalle false luci del successo.

Per questo è importante dare il tempo necessario alla preghiera personale, al silenzio dell’anima e alla formazione spirituale continua, in modo tale da essere luce che illumina chi giace nelle tenebre e si aspetta da noi parole di vita eterna.