Di Veronica Giacometti
Parigi , sabato, 26. settembre, 2026 11:10 (ACI Stampa).
Dopo la visita al centro Maison Bakhita, il Papa continua la sua mattinata incontrando i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i Catecumeni e i Neofiti di Francia. Papa Leone XIV arriva in auto nel cortile dell’Institut Catholique de Paris dove viene accolto dall’Arcivescovo Metropolita di Parigi, Mons. Laurent Ulrich, dal Rettore dell’Istituto, Emmanuel Petit, dal Presidente del Consiglio di amministrazione e dal Parroco di Saint-Joseph-des-Carmes.
Un incontro atteso da tutta la comunità cattolica francese che negli ultimi anni sta registrando un boom forte e inatteso con l’aumento di adulti e adolescenti che chiedono il battesimo e compiono un percorso di fede. In soli dieci anni i battesimi degli adulti sono più che triplicati. Davvero straordinario per una società fortemente secolarizzata. Il Papa entra nella Chiesa, dove sono radunati studenti, professori e seminaristi per un breve momento di raccoglimento. Quindi, raggiunge l’Auditorium Georges Bernanos attraverso il percorso dei martiri del 2 settembre 1792.
Il Papa prima dell’incontro, nel giardino dell’Istituto, ha pregato davanti alla targa “Hic cedicerunt” che ricorda il massacro del convento dei Carmes, avvenuto appunto il 2 settembre 1792 durante la Rivoluzione Francese.
Per quanto riguarda i catecumeni il fenomeno coinvolge in gran parte giovani tra i 18 e i 25 anni. l’Institut Catholique de Paris (Icp) riunisce 6 facoltà, 6 istituti specializzati e un’unità di ricerca “Religione, Cultura e Società” in 3 campus: a Parigi, Reims e Rouen. Regolata da statuti universitari canonici e statuti civili, l’Icp è un’associazione senza scopo di lucro (ai sensi della legge francese del 1901), riconosciuta come ente di pubblica utilità. È governata da un’Assemblea generale composta dai 34 vescovi fondatori e amministrata da un Consiglio di amministrazione formato da personalità di spicco del mondo politico, economico e accademico. Sotto l’autorità della Santa Sede, ogni anno, l’Icp accoglie oltre 11.000 studenti, un quarto dei quali internazionali.
Il Papa nel suo discorso in lingua francese ringrazia i presenti per il lavoro svolto e “avverte anzitutto tanta gratitudine per l’imprevedibile opera di Dio”. “Come voi e insieme a voi sono stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana”, confessa il Pontefice.
Al Papa viene consegnato anche uno strumento di lavoro, l’Instrumentum Laboris dell’Assemblea ecclesiale provinciale. “Questo strumento di lavoro, frutto della consultazione del popolo di Dio, desideriamo illustrarlo, per lei, Santo Padre, con tre testimonianze.”, dice Padre Maximilien dell’Assemblea.
Come quella di Marielle. “Da bambina non ho ricevuto un’educazione religiosa, ma ho sempre creduto in Dio. Tuttavia, pur essendomi sempre sentita attratta dalla dimensione spirituale delle chiese, mi sentivo fuori posto, perché non ero battezzata. Non comprendendo il mistero della liturgia, mi sentivo esclusa durante le messe e allora recitavo il Padre Nostro a casa, al riparo dagli sguardi. Poi ho avuto una figlia. Entrata come capo negli scout, ha ricevuto un insegnamento cattolico. Si è fatta battezzare a vent’anni. A poco a poco, mi ha trasmesso i primi elementi per comprendere la Bibbia. Grazie a lei, la liturgia della messa mi è diventata più familiare. Nel Gruppo Alpha della mia parrocchia ho scoperto, quasi con sorpresa, di avere anch’io un posto in questa Chiesa che si rivelava più accogliente di quanto sembrasse all’inizio”, questa la testimonianza di Marielle battezzata nel 2025.
“Può sembrare paradossale che questo fenomeno, per cui così tante persone riscoprono il Vangelo e abbracciano la fede, si collochi nel contesto di una società come quella francese, segnata da una cultura fortemente secolarizzata. La vostra esperienza e la vostra testimonianza, cari catecumeni e neofiti, sono il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche”, aggiunge ancora il Papa.
“Lo stupore di fronte a ciò che sta accadendo a tanti nostri fratelli e sorelle non deve chiuderci in una beata ingenuità; al contrario, dobbiamo impegnarci, cercare, porci delle domande e intraprendere azioni pastorali concrete. Questo è lo Spirito che anima la vostra Assemblea sinodale e, più in generale, il cammino della Chiesa in Francia: meravigliati dall’opera imprevedibile di Dio, che cosa dobbiamo fare e dove ci sospinge lo Spirito per accompagnare i catecumeni, i neofiti, i “ricomincianti”?”, chiede il Papa ai presenti.
“Anzitutto, mi piace richiamare un’espressione usata dall’Episcopato francese qualche anno fa, ed esortarvi a immaginare e incarnare una Chiesa in “stato di iniziazione”, che si prende cura del percorso dei catecumeni, dei neofiti e dei ricominciati, offrendo loro, nel tempo, un accompagnamento solido e costante. Cari fratelli e sorelle, essere “in stato di iniziazione” significa accogliere i nuovi cercatori di Dio scoprendovi un’opportunità e una missione: l’opportunità sta nel fatto che, grazie a loro, anche la comunità dei credenti rinnovi il proprio cammino di fede e sperimenti in modo nuovo la gioia del Vangelo. La missione, a tal proposito, consiste nel prendersi cura di loro e nel fungere da guida, anche dopo che hanno ricevuto i Sacramenti”, chiede il Papa.
Il Pontefice pone poi l’attenzione sull’importanza della Liturgia. “Si tratta di un ambito fondamentale della vita della Chiesa, che richiede un’attenzione pastorale radicata negli insegnamenti del Concilio Vaticano II. La liturgia, in effetti, non può essere intesa come una realtà “successiva” alla catechesi, nella quale applicare quanto è stato appreso lungo il percorso. Al contrario, essa manifesta e attualizza il Mistero della Pasqua di Cristo e, pertanto, è un evento capace di dischiudere il senso della Buona Notizia e la vita stessa di Dio. Con i suoi ritmi, i suoi linguaggi e i suoi riti, la liturgia è parte del cammino stesso di conversione e di preparazione ai Sacramenti”, continua Papa Leone XIV nel suo discorso.