A Cesarea di Filippi Gesù ha chiesto agli Apostoli: “voi chi dite che io sia?”; Pietro ha risposto: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Davanti a questa straordinaria professione di fede in Gesù Figlio di Dio e Redentore del mondo. Gesù ha compreso che il Padre aveva fatto la sua scelta su colui che sarebbe stata la pietra su cui costruire la sua Chiesa e cioè l’apostolo Pietro al quale Gesù stesso ha detto: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”. La Chiesa ha un fondamento che è Cristo, ovviamente, che il Figlio di Dio e il Redentore del mondo; è un fondamento inviolabile, solido, invincibile proprio perché quello che caratterizza la missione di Cristo sulla Terra è la vittoria contro satana.
Nel medesimo tempo, Cristo ha voluto dare a Pietro questa caratteristica di essere il baluardo inviolabile contro satana. Pietro rappresenta Cristo sulla Terra e fa sì che la Chiesa sia indistruttibile. Effettivamente abbiamo alle spalle già duemila anni di Storia in cui la Chiesa è effettivamente poggiata su Pietro che ha dimostrato di essere un baluardo invincibile. Pietro è effettivamente questa garanzia divina sulla inviolabilità, sull’indistruttibilità della Chiesa. Gesù ha scelto Pietro fra i dodici e lo ha messo a capo degli Apostoli.
Gesù ha detto parole importanti anche sugli altri Apostoli, non solo su Pietro, per cui è giusto dire che la solidità della Chiesa è fondata sul capo ma anche su tutti gli altri membri. Il Vangelo è molto chiaro, però, le parole solenni di Gesù sono rivolte a Pietro; quello che Gesù conferisce a Pietro non è un potere condiviso, è un potere personale che riguarda la persona di Pietro e i suoi successori. Questa è una garanzia straordinaria perché sappiamo che la Chiesa è il primo bersaglio di satana come quando ha affrontato di persona Gesù stesso che lo ha sconfitto. Questa caratteristica appartiene anche a colui che rappresenta Cristo sulla Terra dopo l’Ascensione e cioè il capo del collegio apostolico che ha la stessa caratteristica che Gesù ha mostrato e cioè di essere invincibile nei confronti di satana.
Proprio perché la Chiesa è fondata su Cristo e sui successori di Pietro, la Chiesa è invincibile, è indistruttibile. Non praevalebunt è un’espressione molto forte che sta a indicare tutte le potenze dell’inferno che sono instancabili nell’attaccare la Chiesa. È caratteristico che la Regina della pace, nei tanti Messaggi che ha dato negli ultimi anni, dice spesso che satana cerca di prevalere e ci esorta a non permetterglielo.
Satana non si arrende, non accetta la sconfitta e in tutto il pellegrinaggio della Chiesa su questa Terra rinnova il tentativo di prevalere, cioè di prendere in mano il governo del mondo. Il periodo storico che stiamo vivendo è indubbiamente quello in cui satana si è avvicinato di più al suo obiettivo. All’inizio del nuovo millennio la Madonna ha detto: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei» (1° gennaio 2001). Il 25 marzo 2020 la Regina della pace ha ripreso il medesimo appello: «Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
Siccome quello che stiamo vivendo è uno dei passaggi della Storia della Chiesa e cioè il primo grande combattimento dell’Apocalisse in cui satana cerca di prevalere, la Madonna è presente da così tanto tempo e ci esorta a stare uniti a lei nella preghiera e nell’intercessione per non permettere che satana prevalga. Satana non si dà per sconfitto, ma la promessa di Cristo accompagna la Chiesa in tutti il suo cammino ed è proprio la presenza di Pietro e dei suoi successori a non permettere alle potenze del male di prevalere. Infatti, laddove non c’è Pietro, infatti, le Chiese cristiane sono soggette a non pochi sbandamenti proprio nella fede.
Questa investitura straordinaria che Gesù ha fatto a Pietro si amplia maggiormente quando dice cose incredibili, talmente alte che solamente Cristo avrebbe potuto dirle, non possono essere state inventate dagli evangelisti: “Io ti darò le chiavi del Regno dei Cieli”. I veggenti di Medjugorje sono stati portati dalla Madonna in Paradiso con il loro corpo; a proposito di questo evento la veggente Vicka tiene a precisare che davanti al Paradiso ha visto un uomo anziano con delle chiavi in mano ma, ha precisato, che le porte del Paradiso si sono aperte da sole davanti alla Madonna.
Gesù specifica il potere delle chiavi che ha solamente Pietro; solamente a lui Gesù si è rivolto in maniera così solenne investendolo di un incarico importantissimo. Con le chiavi Pietro può aprire la porta del Regno dei Cieli ma anche chiuderla e far restare fuori; si tratta delle scomuniche, infatti, Gesù prosegue dicendo: “tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli”. Pietro è il dolce Cristo in Terra come diceva Santa Caterina da Siena.
Penso che i Papi, nella loro umiltà, abbiano la consapevolezza di questo compito straordinario di cui Gesù stesso li ha investiti che è il “potere delle chiavi” del Regno dei Cieli. Queste espressioni che Gesù ha usato solamente per Pietro ci fanno capire che solamente la Chiesa Cattolica ha conservato le parole di Gesù nel loro straordinario significato. Solamente la grazia dello Spirito Santo ha potuto aiutare gli Apostoli a capire la grandezza delle parole di Gesù.
Pietro è la stessa persona che la notte del Giovedì Santo è andato, per così dire, fuori dai binari. Prima, per difendere Gesù ha sguainato la spada e ha tagliato l’orecchio a un servitore; successivamente, davanti al Sinedrio, Pietro si è spinto nella folla per vedere cosa stava succedendo a Gesù e lo tradisce per ben tre volte e lo rinnega. Ciononostante, dopo la Resurrezione Gesù chiama Pietro e gli domanda: “Mi ami tu più di costoro?” Pietro risponde “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo”; Gesù allora risponde: “Pasci i miei agnelli”. Gesù ripete per tre volte la domanda a Pietro, il quale risponde sempre di sì; alla terza volta Pietro rimane addolorato e gli risponde: “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo”, allora Gesù dice ancora una volta: “Pasci le mie pecorelle”. Con queste parole Gesù fa di Pietro il Pastore Universale della Chiesa. Gesù affida a Pietro il suo compito pastorale alla vigilia della sua Ascensione.
La Madonna ha detto ai veggenti di Medjugorje una frase bellissima su San Giovanni Paolo II, ha detto che è padre di tutti. Il Papa è veramente investito di questa pastoralità universale, di tutte le pecorelle di Cristo e potenzialmente di tutto il mondo che dev’essere unito per formare un solo gregge.
In tutta la filigrana di questi testi evangelici vediamo un’idea ben precisa di Gesù e cioè la volontà di investire una persona, il Papa, che eserciti i poteri di Cristo stesso sulla Terra, in suo nome.
Il potere del Papa non è assoluto come quello degli uomini, ma è di infinita Misericordia e di infinito amore. Di fronte ai potentati umani che ci sono oggi, l’unica figura universale che brilla sul palcoscenico della Storia nell’umiltà è quella del Santo Padre che rappresenta sulla Terra la paternità di Cristo.
Stiamo entrando in un tempo drammatico, siamo alla vigilia dei Segreti di Medjugorje. Verrà perseguitato il gregge ma verrà colpito anche il Pastore, come ci descrive molto drammaticamente il terzo Segreto di Fatima. La presenza del Papa, allora, diventa un criterio per sapere qual è la vera Chiesa, la vera fede, la retta strada da seguire. Il successore di Pietro è veramente il dolce Cristo in Terra. La fiducia, l’abbandono alla pastoralità del Papa è per noi una garanzia, è la tutela della nostra fede, è la certezza che ci guida verso Cristo sulla via che porta alla salvezza eterna.
Tutto questo comporta da parte nostra uno sguardo di fede sulla figura del Papa, la cui importanza è andata crescendo grazie alle apparizioni mariane moderne. Il Cielo, proprio in questi tempi, vuole indicarci quella guida che Cristo ha scelto per condurci sulla strada della salvezza, evitando le insidie di ogni genere che vengono tese dai falsi profeti e dai falsi pastori, di cui oggi il mondo pullula.
Al Papa si deve ascolto, preghiera, obbedienza proprio perché rappresenta Cristo stesso sulla Terra. Anche oggi nella Chiesa nei confronti del Papa dev’esserci lo stesso atteggiamento che gli Apostoli avevano con Gesù. La Chiesa è quella istituita da Gesù Cristo, con a capo Pietro e con lui i pastori che formano il Collegio Apostolico. Le altre Chiese sono state modellate dagli uomini a loro piacimento ed uso, ma alla fine si disgregheranno. Quando il Cuore Immacolato di Maria trionferà si realizzerà la preghiera che la Chiesa fa ogni giorno, e cioè che ci sia un solo gregge con un solo Pastore.