Il ruolo anti-cristico della Russia nel secolo di Maria

In una visione teologica della storia, nella quale vanno collocate le apparizioni mariane, un posto unico è svolto dalla Russia, che svolge il ruolo di primo attore nel piano di Maria che va da Fatima a Medjugorje, fino al compimento dei dieci segreti.
Infatti la Russia è l’elemento di primo piano nella rivelazione fatta ai tre pastorelli il 13 Luglio 1917, anno in cui è divampato il fuoco di quella rivoluzione che avrebbe scompaginato il mondo, spargendo molti errori, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa, col martirio dei buoni e le sofferenze inflitte al Santo Padre, e distruggendo varie nazioni.
L’arco di tempo che viene abbracciato dalla profezia è ben lungi dall’essere esaurito, come è stato da molti ipotizzato quando nel 1991 si è sciolto l’impero sovietico. In realtà in qual frangente non c’è stata una conversione del popolo russo e tanto meno della sua classe dirigente, che si è riorganizzata per riprendere la sua tradizionale politica di espansione, coinvolgendo attivamente la Chiesa ortodossa.
La Chiesa a supporto del potere dello Zar è un elemento costante nella storia russa. Dopo il crollo del comunismo è stato ripresa l’impostazione tradizionale che toglie alla Chiesa ortodossa la possibilità di compiere la sua missione spirituale se non nell’ambito tracciato dal potere politico.
Questo connubio ha dato origine a un messianismo di carattere politico altrettanto insidioso insidioso dell’ideologia comunista, in quanto la religione viene svuotata dalle sue finalità trascendenti e usata a supporto dei progetti del Cesare di turno.
Tuttavia il crollo dell’impero sovietico è stato un evento di straordinaria importanza, perché le nazioni dell’Est e Nord Europa, che ne erano succubi, hanno ritrovato loro indipendenza e la Chiesa cattolica la libertà di esercitare la sua missione. In questo senso possiamo parlare di un trionfo del Cuore immacolato di Maria, che però non riguardava la Russia nella sue aspirazioni di fondo.
Infatti la storia della Russia è caratterizzato da un sentimento messianico, che attribuisce al popoli russo una missione salvifica mondiale, che si realizza con dilatarsi progressivo dello stato e con l’uso strumentale del cristianesimo, piegato a ideologia di conquista. La Chiesa ortodossa diviene così una componente subordinata del potere assoluto, che si identifica nello Zar e nel suo apparato militare.
Col crollo dell’impero sovietico nel 1991, anno che rappresenta uno dei momenti cruciali della presenza della Madonna a Medjugorje, la Russia, nella sua realtà etnico-politica, non ha fatto altro che sostituire l’ideologia comunista, atea e materialista, con la tradizionale religione ortodossa , utilizzata in vista di un rafforzamento della stato e della sua capacità di espansione.
Qualcuno potrebbe obbiettare che la situazione del popolo russo è cambiata in meglio, anche per quanto riguarda la professione della fede religiosa. In questo senso un miglioramento rispetto alla persecuzione comunista c’è stato, ma non si vede come si possa parlare di conversioni significative in un popolo che ha livelli di partecipazione alla vita della Chiesa inferiore ai paesi più laicizzati dell’Europa.
In ogni caso è stata l’aggressione inaspettata all’Ucraina a mostrare la verità di uno stato, di gran lunga il più vasto del mondo, ben deciso a realizzare la sua politica di espansione a prezzo di distruzioni mai viste e senza mostrar riserve, come sempre era avvenuto in passato, sull’uso di armi nucleari.
In questo contesto di violazioni plurime del diritto e dell’etica internazionali, le autorità religiose non hanno esitato a dare il loro appoggio incondizionato all’”operazione speciale”, che in concreto si sta risolvendo in un distruzione sistematica dell’Ucraina e del suo popolo. La guerra è stato giustificata dalla Chiesa ortodossa come uno strumento di bene, mentre ai soldati è stato assicurato che il sacrificio della loro vita li lava da tutti i peccati.
Al momento attuale si può quindi affermare che la Russia continua a svolgere, anche nel nuovo millennio, un ruolo anti-cristico, in quanto riduce cristianesimo a un messianismo di carattere etnico-politico, al sevizio di un Mòloch autoritario, che nulla ha a che fare con l’insegnamento di Cristo.