APOSTOLI DI MARIA

40. Prendi la decisione di non  peccare più

Salvo nel caso di illuminazioni folgoranti, la conversione è un lungo travaglio interiore. La luce della grazia penetra un po’ alla volta nelle tue oscurità, risvegliando la vita laddove regna la morte. Non è molto diverso dal passaggio dall’inverno alla primavera, quando la terra, prigioniera del gelo invernale, incomincia  a mostrare le prime gemme, che spuntano al tepore del sole.

Questo mirabile miracolo della natura è però ben poca cosa rispetto a ciò che avviene nei cuori. Il fiorire della vita soprannaturale laddove regna la devastazione del peccato è senza paragone il più grande dei prodigi. La resurrezione di un morto è un evento meno significativo della conversione di un peccatore.

Sappi, caro amico, che il tuo ritorno alla luce, sotto l’impulso della grazia, è un dono così grande, del quale non avresti potuto desiderarne uno maggiore. Tu eri un ramo secco, anche se ti illudevi di vivere e di goderti la vita. Fantasticavi sul tuo futuro, ma ciò che ti atteneva era il fuoco nel quale si gettano le cose morte.

Ecco che cosa dice colui che, per eccellenza, è la vita, senza la quale nessuno vive: “Chi non rimane in me viene gettato via, come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano” ( Gv 15, 6).

Il tuo ritorno alla vita è un miracolo della grazia, al quale sei chiamato a cooperare. Ti sei data la morte da solo, facendo un cattivo uso della libertà, che Dio ti aveva dato per compiere il bene. Ora è Dio che, nella sua infinita misericordia, ti ridona la vita.

 Lo potrebbe fare in un istante, perché a colui che ti ha chiamato all’essere dal nulla, non fa certo difetto la potenza. Invece agisce con dolcezza e pazienza, come la madre che insegna al bambino a camminare.

Considera la lapidaria affermazione di Gesù: “ Chiunque commette il peccato, è schiavo del peccato” ( Gv 8,34). Quando il libero arbitrio, che Dio ha creato a sua immagine, perché si realizzi nel bene, si muove in direzione del male, si indebolisce sempre di più, fino a divenirne schiavo. E’ un’esperienza che hai fatto personalmente.

Pensavi di essere un uomo libro perché ti eri liberato dai dieci comandamenti, in particolare di alcuni. Ti eri convinto che è libero chi fa quello che vuole. In realtà sei caduto in balia delle tue passioni, le quali ti hanno assoggettato al loro potere.

Hai così sperimentato che il vizio è una schiavitù e che la dittatura del male è l’unica dalla quale l’uomo è incapace di liberarsi. Infatti come lo potresti se la tua volontà è in stato di coma, incapace risalire la china? La volontà è il motore dell’esistenza umana.

E’ con le tue libere scelte che decidi di te stesso di fronte all’Altissimo, sia che credi come se non credi in lui. Compiendo il male, la volontà consuma se stessa, fino a perdere la capacità di decidersi per Dio e per il bene. Se la medicina della grazia non viene in soccorso per rianimarla, tu saresti già consegnato alla morte eterna.

Ora sei nel momento in cui l’Amore misericordioso non solo ti chiama a sé, ma ti dà anche la forza di guardare verso di lui e di incominciare ad avvicinarti. Ogni tua riposta  alle sollecitazioni della grazia, rafforza la tua volontà ancora molto debole.

Ogni esitazione ti indebolisce, ogni caduta ritarda il cammino, ma ogni passo in avanti ti fortifica. Hai piegato le ginocchia, hai invocato aiuto, ti sei affidato alle grandi braccia della divina misericordia. Ti sei consolidato sulla via del bene, anche se cammini ancora su gambe molto incerte.

 Sei come un corpo pieno di ferite, ma una di esse è quella decisiva per la vita o per la morte. E’ la ferita che riguarda la tua libera volontà. Il processo di guarigione è essenzialmente un recupero della tua capacità di compiere il bene. Si tratta di un lavorio della grazia e della tua corrispondenza ad essa.

All’inizio, quando le passioni sono ancora virulente, pur sentendo dentro di te il desiderio di dominarle, non sei capace di assestare un colpo di accetta alle loro radici malefiche . Vorresti decidere, ma non ne hai la forza. La tua volontà non produce decisioni, ma velleità. Tuttavia non scoraggiarti. La grazia non cesserà di venirti in soccorso se  non ti stancherai di invocarla. Davanti agli occhi ti è posto un traguardo, al quale devi arrivare a tutti i costi.

Tienilo sempre presente e non distogliere mai lo sguardo, facendoti distrarre da altri obbiettivi. La meta che non puoi fallire è la salvezza eterna della tua anima. La potrai conseguire solo con la rinuncia al peccato. Il peccatore è un uomo in catene.

 In un primo momento non se ne rende conto. Anzi si illude di potersi muovere a suo piacimento. Quando la grazia gli fa cadere le squame dagli occhi, prende coscienza della sua situazione di estrema miseria. Che fare? Qualunque cosa faccia non concluderà nulla, finché non troverà la forza di spezzare le catene. Chi è schiavo del peccato può liberarsene solo con la decisione di rigettarlo dalla sua vita.

 E’ necessario che la volontà, con l’aiuto della grazia, divenga capace di tagliare i legami col male. Tu devi mirare a questo obbiettivo, rafforzando la tua volontà con tutti i mezzi che hai a disposizione. Sappi che finché non decidi di non peccare più, non hai saltato il fosso che ti impedisce di imboccare la via della salvezza.

Ti sembra impossibile una decisione così radicale? Umanamente è impossibile, perché non è alla portata della nostra natura umana, resa debole dal peccato. Ma Gesù ti incoraggia: “ Impossibile agli uomini, ma non a Dio. Perché tutto è possibile a Dio” ( Mc 10,27).

Non meravigliarti se, in un primo momento, la decisione di dare un taglio netto ai legami col male  sembra fuori dalla tua portata. Sappi che è stato così per tutti, anche per i santi. Devi pazientemente irrobustire la tua volontà con le piccole rinunce. Devi spronarla considerando lo stato di miseria nel quale sei precipitato e che ti rende impossibile la vita.

 La schiavitù del male è un tormento tremendo. Richiamala alla memoria, ogni volta che la memoria si sbiadisce. Il tentatore non si lascia sfuggire facilmente la preda. Vedendoti in difficoltà, ti tenterà con lo scoraggiamento e ti insinuerà che è impossibile cambiare vita. L’astuta serpe tenterà di convincerti che la resa al peccato è l’unica cosa ragionevole che l’uomo possa fare.

Ma tu ora non sei più solo. Colui che è venuto a visitarti e a bussare alla porte del tuo cuore, è al tuo fianco ed è pronto a sostenerti con la sua grazia. Se tu resisti e ti affidi, arriverà il momento in cui, come per miracolo, sarai capace di spezzare quelle catene che sembravano indistruttibili.

Caro amico,  considera come,  nel caso di una malattia seria , i tempi di guarigione siano lunghi  e  necessitino di una dose adeguata di applicazione e di pazienza. Dopo una operazione chirurgica, che riguarda un membro del nostro corpo, è necessaria una  riabilitazione  alla quale  ci dedichiamo il tempo e la fatica necessarie.

Nel campo dello spirito la guarigione  è  molto più  difficile perché il  peccato  offusca la mente e  indebolisce  la volontà. Oltre a ciò il maligno non abbandona la  presa, ma chiede  aiuto a spiriti peggiori lui per rinnovare  l’assalto alla tua  anima.

Con l’animo  umile  e  pentito devi costantemente abbeverarti  alle  fonti della grazia,  perché ti venga infusa  la  luce  e  la  forza  necessarie nel  combattimento quotidiano. Ogni giorno devi pregare, devi combattere e sappi che non sempre riuscirai a vincere la tua battaglia contro il male.

Il Signore  apprezza  la tua volontà  di camminare anche quando cadi, ti esorta a  non desistere  e  a  non scoraggiarti, ti tende  la  mano perché  tu  possa rialzarti e riprendere il  cammino. Se  sarai perseverante, il tuo  cuore sobbalzerà di gioia quando arriveranno le  prime vittorie, foriere della tua  completa guarigione.

Vostro Padre Livio