APOSTOLI DI MARIA

38. Gesù ti sta  aspettando pazientemente

Il movimento verso Dio, quando si è immersi nella palude del peccato, è nel medesimo tempo un dono di grazia e una decisione della volontà. Il libero arbitrio da solo sarebbe incapace se la grazia non venisse in suo soccorso  e non lo sostenesse. “Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” ( Gv 8,34).

Gesù conosce bene la tragica situazione esistenziale dalla quale è venuto a liberarci. Il suo appello alla conversione è raccolto dalle persone più varie, persino pubblici peccatori e prostitute. I loro primi passi verso la conversione sono fra le pagine più commuoventi dei vangeli.

Vorrei che tu prendessi in esame uno di questi episodi per poterti immedesimare. Ti renderesti conto che cosa significa accogliere l’appello di quella voce interiore che ti chiama con dolce fermezza.  

“Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e, stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato” .

Chi è questa donna? “ Una peccatrice di quella città” risponde asciutto l’evangelista Luca. Dunque una di quelle prostitute  della quali Gesù ha detto in polemica con i farisei: “ I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio” ( Mt 21,31).

 Infatti è un cuore che segretamente si è aperto alla grazia, forse ascoltando Gesù o forse avendone soltanto sentito parlare. Viene a sapere dove Gesù si trova e decide di non perdere tempo. Nel suo cuore si è già risolto il combattimento spirituale fra il bene e il male e la risoluzione è presa.

Ciò che però colpisce è il miracolo di luce e di grazia che è avvenuto nell’anima di quella donna. Lei intuisce e aiuta anche te a capire che, in ultima istanza, la conversione è un evento di amore. Si tratta  innanzi tutto dell’amore di Dio che si manifesta e si rende palpabile nella persona e nelle parole di Gesù. 

Sente che dal cuore di Gesù emana una bontà piena di misericordia  che invano ha cercato altrove. E’ un cuore che perdona, che rispetta, che accoglie e che non tradisce. E’ un cuore che ogni uomo desidererebbe incontrare, ma non lo trova fra le creature.

Il cuore di Gesù le fa comprendere la miseria dei falsi amori, degli amori vagabondi e di quelli  mercificati nei quali sta dissipando la sua vita. Allora decide nel suo intimo che Gesù è colui che deve amare e al quale donare il suo cuore.

Il pentimento e il cambiamento di vita non sono espressi a parole, ma a gesti e sono tutti gesti sublimi di amore, che solo un cuore femminile poteva concepire. Innanzi tutto il rannicchiarsi ai piedi di Gesù piangendo. Non si sente degna di guardare il Signore in faccia: si rannicchia ai suoi piedi.

C’è umiltà, consapevolezza della propria indegnità e sentimento profondo della santità divina di Gesù. Ma nel medesimo tempo c’è fiducia e confidenza. Si rannicchia ai piedi: li prende in mano, li accarezza, li bacia  e li lava con le sue lacrime.

Perché piange? Non sono lacrime di disperazione, ma di pentimento per i peccati commessi e per una vita sprecata nel male. Sono anche lacrime di gioia per  l’amore vero che ha trovato e per la misericordia che si sta riversando sulla sua vita.

 La peccatrice è tutta presa dall’amore per Gesù.  I piedi del Maestro è come se fossero diventati suoi: li lava con le sue lacrime, li asciuga con i suoi capelli, li bacia e li ribacia e infine li cosparge di olio profumato.

Il fariseo si scandalizza, ma forse ci saremmo scandalizzati anche noi. Avremmo detto che era un comportamento sconveniente, esagerato, sentimentale, tipicamente femminile e via criticando. Ma Gesù mostra di apprezzare questi gesti affettuosi verso la sua persona.

Nel cuore di Simone ribolle una mormorazione mista a incredulità che allo sguardo di Gesù non sfugge: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”.

 Il ragionamento, nella sua logica stringente, è da brividi e manifesta come anche uno zelante seguace della legge di Mosé, come erano in genere i farisei, fosse lontano da una retta concezione di Dio.  Siccome Gesù è misericordioso, allora non è un inviato di Dio. Se venisse da Dio non si lascerebbe toccare da una peccatrice come quella. 

Credere incondizionatamente alla divina misericordia è sempre difficile per gli uomini peccatori, anche quando sono cresciuti nella fede. Il male ha lasciato nel fondo delle anime un misto di paura e di diffidenza che fanno da freno al cammino spirituale.

 Gesù ha già per sé il cuore della donna peccatrice, ma non ne è pago. Cerca di fare breccia anche in quello del fariseo e, invece di rimproverarlo, lo fa riflettere con parole di bontà, manifestando nel medesimo tempo il suo potere divino di rimettere i peccati:

“ Simone – gli dice Gesù – ho una cosa da dirti. Ed egli: Maestro, dì pure. Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più? Simone rispose: Suppongo quello a cui ha condonato di più. Gli disse Gesù: Hai giudicato bene.

E volgendosi verso la donna disse a Simone: Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

Per questori dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece a quello a cui si perdona poco, ama poco. Poi disse a lei: Ti sono perdonati i tuoi peccati. Allora i commensali cominciarono a dire fra sé: chi è quest’ uomo che perdona i peccati? Ma egli disse alla donna: La tua fede ti ha salvata; va in pace”.

Caro amico, forse ti stai chiedendo se sia così facile ottenere il perdono dei peccati, la pace del cuore, la divina figliolanza e la vita eterna. Ti sembra una cosa umanamente impossibile. Hai ragione, ma con Dio le cose vanno diversamente che con gli uomini. Ciò che agli uomini è impossibile, è possibile a Dio.

Puoi diventare una persona nuova anche tu, persino un amico intimo del tuo Signore, semplicemente con un atto di umiltà, come ha fatto quella donna. Lei si è rannicchiata ai piedi di Gesù, lavandoli con le sue lacrime e baciandoli con i suoi capelli.

Tu non esitare a metterti in ginocchio davanti all’Amore misericordioso che ti guarda con gli occhi della compassione. Riconosci l’umile grandezza del tuo Creatore e Salvatore. Accetta di essere una sua creatura, piccola debole e malata. Presenta le tue piaghe al medico della tua anima.

Sputa fuori il veleno della superbia, col quale Lucifero ha pervertito te stesso e umiliati sotto la potente e benefica mano di Dio. Piegando le tue ginocchia entri sulla via della salvezza. Con questo gesto di umiltà imprimi una svolta irreversibile alla tua vita.

Avrai il  discernimento e  la  forza  per superare  le  prove di questo tempo  di  tempeste,  che esigono  la  luce  della sapienza e  la fortezza che vengono da Dio. Sarai luce  e  speranza  per  molti altri, in  particolare  per  i tuoi cari e per quelli che ti conoscono  e che  vedono in  te un’ancora di salvezza.

Vostro Padre Livio