APOSTOLI DI MARIA

25. La vittoria di Maria  è una certezza  assoluta

Ciò  che contrassegna le  profezia della  Madonna  sul futuro dell’umanità  è la certezza della vittoria del bene e dell’amore. 

A  Fatima la   Madonna aveva  preannunciato che alla fine il suo Cuore Immacolato avrebbe trionfato.  A Medjugorje questa  profezia ha incominciato a realizzarsi nonostante  lo scatenamento dell’impero delle  tenebre.

Infatti La Regina della pace viene da così tanto tempo in mezzo a noi per aiutare la Chiesa e l’umanità a superare un momento critico, che sta mettendo a rischio il futuro.

In nessuno dei suoi messaggi la Gospa preannuncia la fine del mondo. Al contrario la esclude, aprendo i cuori alla prospettiva di un tempo di pace e di prosperità. Medjugorje è un messaggio di speranza e di vittoria.

Chi vuole distruggere il mondo e portare le anime alla rovina eterna sarà sconfitto. La Madonna è scesa sulla terra per la sua battaglia finale con una corona di dodici stelle intorno al capo, come segno della sua regalità invincibile contro l’impero delle tenebre.

Con i suoi apostoli l’Ancella del Signore infliggerà alla porte dell’inferno una sconfitta che rimarrà indelebile nei secoli.

 Al più furioso attacco di satana all’opera divina della creazione e della redenzione, corrisponderà la più  grandiosa vittoria della Regina, la quale, fin dalle apparizioni di Fatima, non ha cessato di incoraggiarci, preannunciando la vittoria del suo Cuore Immacolato.

 Le profezie di sventura, che oggi si moltiplicano in ogni parte del mondo, non sono compatibili con la speranza cristiana e hanno nulla da spartire col messaggio di Medjugorje.

La Gospa lo ha messo in chiaro fin dal principio: “Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti. Essi dicono. “In tale anno, in tale giorno, ci sarà una catastrofe”. Io ho sempre detto che il castigo verrà se il mondo non si converte.

Perciò invito tutti alla conversione. Tutto dipende dalla vostra conversione” (15-12-1983). La vittoria della Regina sarà tanto più rapida e grandiosa quanto più saranno quelli che avranno riposto al suo appello.

La Madre di Dio non  ha difficoltà, come l’abbiamo noi, a usare la parola “castigo”, ma lo fa alla luce della Bibbia, dove le sventure di vario genere sono, in ultima istanza, causate dal peccato degli uomini quando, allontanandosi da Dio, si mettono in balia dell’avversario.

 Dio è Padre e non infligge i castighi che portano alla rovina, tuttavia li può permettere per un bene superiore. Infatti l’uomo, nel suo accecamento, è capace di percorre la via della morte fino a toccare il fondo.

Allora, sull’orlo della disperazione, è ancora in tempo a ritornare sui suoi passi. E’ quanto accadrà alla nostra generazione nel momento in cui si renderà conto a suo spese dell’inganno in cui è caduta.

 La Madonna non avrebbe voluto che sul mondo si abbattesse il diluvio di fuoco della guerra ed è venuta a Fatima per impedirla, chiamando il mondo alla conversione ed evitando così il più tremendo castigo che mai si sia abbattuto sulla terra dai tempi del diluvio.

L’umanità, in particolare l’Occidente cristiano, non ha risposto all’appello, dando inizio alla più impressionante apostasia di sempre. Le ideologie del male hanno generato le devastazioni  della seconda guerra mondiale.

Questo è il “castigo” profetizzato, che Dio non ha voluto ma ha solo permesso. Nel medesimo tempo ha tollerato la persecuzione alla Chiesa perché il sangue dei martiri lavasse le anime dai loro delitti.

La terza parte del segreto di Fatima descrive lo scenario che abbiamo dietro le spalle e quello che ci attende nel prossimo futuro.

E’ necessario leggerlo nella luce dei messaggi di Medjugorje, come ci ha insegnato la Gospa. Con immagini drammatiche, di straordinaria forza evocatrice, è descritto il tragico passaggio storico che ora sta entrando nella sua fase conclusiva.

L’attacco dell’impero delle tenebre sta per arrivare al culmine, ma alla fine il mondo vedrà il trionfo della Croce.  La  Chiesa,  apparentemente sconfitta,  sale in processione fino in cima  al  Calvario,  dove  si consuma il suo sacrificio  per  la salvezza   delle  anime. 

In questo quadro, dove è raffigurata la catastrofe  che l’orgoglio dell’uomo ha provocato mettendo se stesso al posto di Dio, si può vedere con quali armi la Regina combatte la battaglia decisiva, con la quale consegue la sua più grande vittoria.

L’arma di Maria è, in ultima istanza, la Chiesa, contro la quale le porte dell’inferno non potranno mai prevalere. Si tratta di quella Chiesa che è fedele a Cristo e non ha paura di seguirlo sulla via del Calvario.

 Si tratta della Chiesa che segue il Vescovo vestito di bianco, fra le persecuzioni di un mondo che vorrebbe distruggerla. Si tratta di una Chiesa che testimonia il perdono e l’amore là dove l’odio semina la morte.

Si tratta di una Chiesa che soffre e che prega, perché le anime prigioniere del male si salvino. Si tratta di una Chiesa che è fedele fino al sacrificio supremo.

La Regina della pace è qui da così tanto tempo per preparare questa Chiesa con infinita pazienza, perché sia strumento di salvezza per il mondo intero. 

 “Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai, perché qui ci siete voi, anime dei giusti: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi, che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli.

Tutto ciò vi rende miei apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore. Perciò, figli miei, purificate i vostri cuori ed adorate mio Figlio” ( 2 Novembre 2014).

Vostro Padre Livio