QUANDO CI SENTIAMO PERDUTI GRIDIAMO A DIO

Caro amico,

non è la prima che la Regina della pace dice che,  guardandoci, vede che siamo “persi”. Noi forse  non ce ne rendiamo conto,  perché siamo accecati e non  vediamo nelle mani di chi siamo.

Tuttavia basterebbe  in flebile  raggio di luce per  prendere  coscienza della  situazione di schiavitù e di morte spirituale  nella quale ci troviamo.

Tu, come tanti nel nostro tempo, sei come uno che,  dopo una caduta rovinosa, vorrebbe  riprendere  il suo vagare,  ma sente che  le  gambe spezzate non rispondono alla sua volontà.

Che fare ? Quale possibilità hai di  rialzarti e ricominciare a vivere Fai quello che hanno fatto innumerevoli anime che Dio visita  per  salvarle. Incomincia a  pregare.

Lancia verso il Cielo il tuo grido di aiuto. Chiama Dio in tuo soccorso. Fallo con le tue parole, quelle che ti uscirebbero spontanee dalla bocca se avessi l’acqua alla gola e non trovassi un appiglio al quale afferrarti.

Grida a squarciagola, senza rispetto umano. L’urlo della creatura che chiama in suo soccorso il Creatore è forse la preghiera più antica, che rimbomba fin dagli albori della storia e il cui eco non si spegnerà mai.

 La Sacra Scrittura trabocca di queste invocazioni che escono dai cuori straziati dei esuli figli di Eva.  “Signore salvaci!” è il grido che attraversa i Salmi. Anche gli apostoli, che temono di affondare da un momento all’altro, lo fanno proprio: “ Signore salvaci, siamo perduti”.

Come vedi, c’è una preghiera che nasce spontaneamente dalla vita e che non ha bisogno di apprendistato. Anche tu, nella tua infermità, non esitare a gridare al Cielo. Mostra al Creatore il male che ti affligge, l’angoscia che ti opprime, il peso che ti schiaccia.

Grida come un bambino che nel pericolo chiama la madre. Invocalo senza covare risentimenti, perché non Dio ma tu stesso sei la causa del tuo male.

Sappi che nessun uomo ti potrebbe liberare dal male che ti affligge e che porta alla rovina la tua vita. Nessuno, eccetto Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. O gridi a Lui, o la tua voce rimarrà senza risposta.

 E’ l’unico che ha non solo il desiderio ma anche la possibilità di aiutarti. Chi dei tuoi amici e conoscenti è venuto in tuo soccorso quando li hai chiamati?

I migliori hanno fatto uno sforzo per ascoltarti e per capirti. Non ti hanno negato la comprensione e la parola di incoraggiamento. Ma poi sei rimasto solo con te stesso e con il tuo peso soffocante sulle spalle.

 L’uomo non riesce a rimuovere il male che lo assedia implacabile, corrodendolo nell’anima e nel corpo. Non c’è forza umana che possa far fronte al potere delle tenebre.

O chiami Dio in tuo soccorso o sei perduto. Se hai l’umiltà di rivolgerti al tuo Salvatore, la barchetta vacillante della tua vita verrà portata al sicuro.  

Si salvano tutti coloro che  si inginocchiano e non si vergognano  di elevare la loro voce verso il Cielo. Non pensavi che fosse così semplice?

 Dio è un padre che è pronto ad accogliere  i figli che cercano rifugio fra le sue braccia.  Ora comprendi perché Gesù ha detto che per entrare nel Regno dei cieli bisogna essere come dei bambini.

Vostro Padre  Livio