97 anni, perseguitato nel suo Paese durante il regime comunista, in udienza di questa mattina, 27 aprile, con Papa Leone. “Un’atmosfera tutta gioia, tutta speranza, guardando il volto del Santo Padre, che rappresenta il volto di Gesù, per proclamare a tutti gli uomini la novella del Cielo, della pace e della fraternità e dell’amore per tutti i popoli del mondo”, racconta il Cardinale Simoni.

Arrestato nel Natale del 1963, è stato condannato prima a morte e successivamente ai lavori forzati nelle fogne di Scutari, esercitando poi clandestinamente il suo ministero fino alla caduta del regime comunista. Papa Francesco aveva ascoltato la sua testimonianza nel viaggio in Albania del settembre 2014, commuovendosi visibilmente fino alle lacrime per le parole di questo sacerdote che ha sempre definito un “martire vivente”. Nel 2016 Francesco lo aveva creato cardinale e ringraziandolo per questa testimonianza “che fa bene alla Chiesa”.

“Certamente è stata una grazia speciale che mi ha dato lo Spirito Santo e anche il Santo Padre per proclamare insieme, per tutti i popoli del mondo, la pace che vien dal Cielo, dolcissima pace, la gioia spirituale e la gioia della resurrezione. E tutto è qui: la fede con la resurrezione avrà la felicità eterna che Gesù ha preparato versando tutto il suo sangue per tutti gli uomini del mondo e di tutti i secoli”.

Speciale il dono che il cardinale ha portato al Pontefice : “Arrivando dall’Albania in Italia, il pensiero è per i martiri”: “la croce e una reliquia dei martiri albanesi che hanno dato la vita per la fedeltà, per l’amore a Gesù, per la salvezza del popolo di Albania, per guardare tutti gli uomini il sorriso del Cielo”.