«Cari figli, in questo tempo gioioso dell’attesa di mio Figlio, desidero che per voi tutti i giorni nella vostra vita terrena siano gioiosa attesa di mio Figlio. Vi invito alla santità. Vi invito ad essere miei apostoli di santità, cosicché attraverso di voi la buona novella illumini tutti coloro che si incontreranno con voi. Digiunate e pregate e io sarò con voi. Vi ringrazio». (Messaggio del 2 dicembre 2006)

Questo Messaggio è ovviamente intonato al tempo di Natale proprio perché è stato dato in pieno tempo di Avvento. Per quanto riguarda la nostra vita, la Madonna distingue fra la fase terrena e quella eterna. La nostra società è diventata atea, ritiene che con la morte finisce tutto e quindi non ipotizza una vita nell’Aldilà benché la nostra fede ci abbia rivelato che c’è una vita felice nell’eternità beata del Paradiso e una vita dannata nella perdizione eterna dell’inferno. La Madonna è già in Cielo e quindi per lei è chiarissimo che nella vita ci sono due prospettive, quella terrena e quella eterna; questo deve essere anche il nostro modo di pensare. La vita ha una durata che va oltre il tempo, che entra nell’istante eterno nel momento in cui l’anima si stacca dal corpo.

La Regina della pace ci fa capire che dopo la vita terrena c’è una vita in una dimensione diversa che dipenderà dalle nostre scelte, cioè da come avremo impostato la vita terrena, da quale strada abbiamo deciso di percorrere nel corso della vita terrena. Quale sarà l’eternità, beata o dannata, dipenderà da come noi abbiamo impostato la vita su questa Terra. Dobbiamo fermarci e chiederci su quale delle due vie ci troviamo, se su quella della salvezza o quella della perdizione. Quando si è sulla via della perdizione bisogna fermarsi immediatamente e tornare sulla retta via.

Il fine della vita è essere santi, essere rivestiti della bellezza di Dio, della sua santità, della sua luce, della sua luce; è avere impresso in noi il sigillo della divina appartenenza, essere figli di Dio. Il fine della vita è essere santi, cioè trasformare noi stessi in immagine viva di Gesù Cristo. La Madonna ci invita a seguire Cristo, ad amarlo, a mettere in pratica i Comandamenti, a costruire in noi stessi l’immagine di Gesù, la sua bontà, la sua santità, tutte le sue virtù.

La Madonna poi ci invita a essere suoi Apostoli di santità, cioè a esortare gli altri alla santità, cioè essere a immagine di Gesù e quindi buoni, umili, caritatevoli. Dobbiamo indicare la strada giusta alle anime che sono sulla via della perdizione. Dobbiamo liberarci dalle catene con cui satana ci tiene schiavi. Con la nostra vita santa dobbiamo testimoniare agli altri la santità come possibilità per la loro vita, come traguardo, come obbiettivo da raggiungere. Con la nostra santità dobbiamo esortare gli altri alla santità; con la nostra umiltà dobbiamo esortare gli altri all’umiltà; con il nostro fare il bene dobbiamo esortare gli altri a fare il bene. Non ci sono altri modi per cambiare il mondo che negli ultimi decenni si è pervertito perché ha rimosso Cristo e il modello che è rimasto da imitare è quello del maligno con i suoi seguaci.

L’Apostolato non ha nulla di coercitivo, è semplicemente un incontro con altre anime che – con il nostro esempio – riflettono e vengono sospinte dolcemente verso il cambiamento di strada. L’Apostolato è un incontro di persone in cui si testimonia noi stessi, la presenza di Gesù nel nostro cuore; dev’esserci anche il coraggio della testimonianza, ma la grazia di Dio farà il resto. Quando si testimonia Gesù Cristo prima o poi lo Spirito Santo arriva ai cuori di altre persone e li porta ad aprirsi alla grazia che bussa.

La Madonna poi ci invita al digiuno e alla preghiera, strumenti per diventare santi. Attraverso la preghiera, infatti, Dio ci dà la sua grazia; la preghiera è la fonte della santità. Non c’è santità senza preghiera. Il digiuno dev’essere inteso come rinuncia di tante cose che ci portano, in definitiva, a rinunciare al male che satana con la tentazione ci offre. Per diventare santi, allora, dobbiamo pregare e rinunciare alle cose di questo mondo. È un lavoro che dura tutta la vita, si tratta di estirpare continuamente le erbe infestanti del male dal nostro cuore. È difficile, costa fatica, sudore e sangue, ma alla fine nel cuore scaturisce una gioia che ripaga di tutto. Le cose della vita a cui spesso siamo attaccati sono passeggere, ingannatrici, ci deviano e non appagano veramente l’anima. La rinuncia è un’arma di battaglia estremamente efficace. Con la rinuncia satana è sempre messo a perdere perché lui offre sempre qualcosa di sbagliato ma tinto di bene, ma con la rinuncia si vince sempre.