LA MIA VITA PER  LA GOSPA

Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi (Trovate la serie nella sezione “Medjugorje” del Blog)

33. Fin dall’inizio la “Gospa” si è presa direttamente cura della Parrocchia di Medjugorje

La Madonna prende in mano la parrocchia con mano ferma. Il suo amore materno è dolce ma esigente. Pretende molto dai parrocchiani, che incammina con mano ferma sulla via della santità. Il modo con cui la Gospa ha guidato la parrocchia, specie nei primi tempi dell’elezione, è di esempio per tutti i sacerdoti in cura d’anime. La Madonna va all’essenziale: la fede, la preghiera e la conversione, perché tutti il resto, comprese le opere di carità, viene dal cambiamento del cuore.

La Madonna ha costruito sulla pietra e non sulla sabbia. Gli uomini sono sempre uomini, con i loro difetti e, a volte, con i loro sbandamenti. Anche la Madonna ha avuto le sue delusioni. Ma non ci è dubbio che chi oggi va a Medjugorje si rende conto di entrare in un oasi di preghiera e di pace che non ha eguali in altre parti della terra. L’occhio vigile della Madre è su tutto, anche sui minimi particolari. Vede anche quello che noi non vediamo e che spesso è il pericolo maggiore. Non teme di svelare, ogni volta che è necessario, l’azione subdola del demonio per allontanare le anime da Dio. Lavora ogni persona con infinita pazienza, ma senza scusare negligenze e tiepidezze. Indirizza con sicurezza verso il centro della vita cristiana, che è suo Figlio, unico Signore e Salvatore del mondo.

La Madonna lavora sui cuori. Lei sa che, se il cuore non si apre all’amore di Dio, la fede e la pratica religiosa sono morte. Specie nei primi anni si rinnova l’appello accorato di “aprire i cuori”, affinché Dio vi possa entrare e prendere dimora. Solo chi incontra Gesù Cristo cambia vita e diviene un testimone fedele. Un cristianesimo abitudinario è inevitabilmente destinato a dissolversi sotto il mortale influsso dell’ateismo e del materialismo. A ben pensarci la Gospa non fa nulla di eccezionale. La parrocchia di cui si prende cura è fatta da persone normali e le iniziative che prende sono quelle classiche della tradizione spirituale.

 Il cammino che propone, nonostante le resistenze dei parrocchiani, è quello che ogni cristiano dovrebbe percorrere al seguito di Gesù Cristo. Non vi è nessuna parrocchia del mondo che non possa a sua volta attuare il programma pastorale del Gospa. Se tutti i parroci si mettessero alla sua scuola, il rinnovamento della Chiesa diventerebbe una felice realtà.

Quando la Regina della pace sceglie ufficialmente la parrocchia, all’inizio della Quaresima del 1984, sono già state poste le fondamenta del suo piano pastorale. La gente si reca in chiesa ogni sera per la recita  delle tre corone del rosario e la S. Messa. Anche i veggenti sono presenti e hanno l’apparizione quotidiana. Questo però per la Madonna è solo il punto di partenza di un lungo cammino. E’ necessario rendere consapevoli le persone, accendere i cuori, radicare le convinzioni, motivare le scelte, sollecitare le decisioni. Se non si diventa uomini nuovi, non c’è vero cristianesimo.

Il primo obbiettivo della Madre è che i suoi figli vivano in grazia di Dio, come membra vive del Corpo mistico di Cristo. Annunciando la seconda fase del suo programma, la Gospa si lamenta che  “ci sono ancora troppi che vivono nel peccato” (21-03-1984). Di qui i suoi accorati appelli nei  messaggi della quaresima del 1984. I parrocchiani sono invitati a guardare alle piaghe del Crocifisso, causate “dai peccato di questa parrocchia” (22-03-1984). “ Considerate quanto l’Onnipotente ancor oggi soffre a causa dei vostri peccati” (29.03-1984). “Offrite riparazione per la ferita inferta al cuore di mio Figlio. Questo cuore viene ferito da ogni peccato grave” (05 – 04 – 1984). “ Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato” (24-05-1984).

La lotta al peccato è l’inizio di ogni cammino spirituale. Dopo molti anni la Madonna, ancora oggi si lamenta che molti si recano a Medjugorje, pregano, assistono all’apparizione, chiedono grazie di guarigione, ma hanno “il cuore impuro. “Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità. Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto. Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati. Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me” ( 22 -07 2011).

A cosa servirebbero i più coinvolgenti programmi pastorali, se i fedeli sono rami secchi, perché separati dalla vera vite, che è Gesù Cristo, a causa del peccato? Il peccato è la malattia mortale per eccellenza e dietro di esso vi è Satana, col quale vuole condurre le anime sulla via della rovina. Se Medjugorje è divenuto “il confessionale del mondo” lo si deve alla intransigenza della Gospa nei confronti dei cuori resi “sordi e ciechi” dalla dittature del male.

La Madonna non si accontenta della preghiera comunitaria in parrocchia, benché prenda circa tre ore ogni tardo pomeriggio. Vuole che la famiglia sia, come insegna il Concilio Vaticano II, una “Chiesa domestica”, dove la preghiera e la lettura della Bibbia siano al primo posto. “Chiedo alle famiglie della parrocchia di recitare il rosario in famiglia” (25-09-1984). “Che la preghiera sia al primo posto nella famiglie” (01-11-1984). La Madonna interviene anche sulla televisione, senza demonizzarla. Osserva che dopo aver visto un programma televisivo non si è più disposti alla preghiera.

All’inizio della Quaresima ammonisce: “Spegnete la televisione e lasciate in disparte le varie cose che non sono utili per voi” (13-02-1986). Anche le pareti domestiche devono essere imbevute di sacro, perché satana oggi si accanisce in modo particolare contro le famiglie. Di qui l’invito a dare un posto di rilievo alla Bibbia nelle proprie case: “ Cari figli, oggi vi invito a leggere ogni giorno la Bibbia nelle vostre case. Collocatela in un luogo ben visibile, in modo che sempre vi stimoli a leggerla e a pregare” (18-10 1984). In chiesa i parrocchiani possono ascoltare la parola di Dio durante la S. Messa quotidiana, alla quale segue sempre una predica ben preparata. La Madonna però vuole che ci sia anche una lettura personale e familiare della Bibbia, perché sia l’alimento naturale della fede e della vita cristiana.

Qualcuno potrebbe obbiettare che il programma della Gospa può andare bene in una società rurale, ma difficilmente potrebbe essere applicato nello svolgimento tumultuoso della vita cittadina. In realtà il tempo libero non manca affatto nel mondo d’oggi, tanto meno il tempo “morto”, cioè quello passato in automobile e sui mezzi di trasporto. D’altra parte non è forse vero che il lavoro manuale è compatibile con la preghiera, come ci insegnano il Padre del deserto, che intrecciavano i cesti “ruminando” i salmi? Animare con la preghiera continua questo tempo significa rinnovare la mente, riscaldare il cuore e riposare il corpo.

La Madonna si preoccupa che le preghiere non si risolvano in un esercizio esteriore, ma vadano al centro della fede, che è il rapporto di conoscenza e di amore col Signore. Nel giorno di Natale vuole che parrocchiani compiano qualcosa di concreto per Gesù e invita ogni famiglia della parrocchia a portare in chiesa un fiore accanto al presepio “perché Gesù possa vedere il vostro abbandono a lui” (20 – 12 – 1984). All’inizio della Quaresima successiva li invita a vivere le seguenti parole. “Io amo Dio”, perché comprendano che “questa parrocchia gli appartiene completamente” (29 – 02 – 1985).

Per la Gospa la preghiera è il cuore della vita spirituale, ma non meno importante è la penitenza, in particolare il digiuno. L’invito a digiunare a pane e acqua da mezzanotte a mezzanotte, già rivolto nei primi mesi, viene ribadito ai parrocchiani alla vigilia dell’Assunta: “ Vorrei che si digiunasse il mercoledì e il venerdì” (14 – 08 – 1984). E’ una pratica antica, che è sopravvissuta nei monasteri per il tempo di Quaresima e di Avvento, ma che la Regina della pace chiede a tutti durante l’intero arco dell’anno.

E’ evidente che la Madonna esige molto. Ha preparato il terreno per tre anni, seminando a piene mani. Ora vuole che i frutti siano abbondanti. Chi si è recato a Medjugorje in quel primo anno di elezione della parrocchia ha potuto costatare che la Madonna non si è prodigata invano. La gente partecipava numerosa alla S. Messa quotidiana e nella case si digiunava e si pregava. Chi non ricorda le serate trascorse con i parrocchiani a inanellare le foglie di tabacco mentre si recitava insieme il rosario?

Satana si rende conto che qualcosa di inusitato sta per accadere e parte al contrattacco. Si chiede che cosa sia venuta a fare la Madonna in quel paesino sperduto nell’oceano immenso dell’ateismo di stato. Il fatto che le apparizioni durino così a lungo lo inquieta. La sua furia si scatena nella misura in cui la parrocchia fa progressi. La Gospa ne svela esplicitamente i piani e mette in guardia i parrocchiani: “Cari figli, in questi giorni Satana cerca di ostacolare i miei progetti. Pregate perché non si realizzi il suo disegno”  (2 – 07 – 1984). “Cari figli, in questi giorni avete notato quanto sia attivo Satana. Sono sempre con voi e non abbiate timore delle prove, perché Dio veglia sempre su di voi” (19 – 07 – 1984).  “Cari figli, pregate, perché Satana persiste nel mandare a monte i miei progetti” (11-08-1984).

Avranno compreso i parrocchiani che cosa stava tramando l’astuta serpe? Forse avranno ascoltato con un pizzico di scetticismo, se la Gospa nei mesi successivi ha dovuto intervenire di nuovo con accenti drammatici: “ Cari figli, in questi giorni Satana si accanisce perfidamente contro questa parrocchia, mentre voi, cari figli, vi siete impigriti nella preghiera e non partecipate numerosi alla santa Messa (17-01-1985). “ Cari figli, in questi giorni Satana si manifesta intensamente in questa parrocchia. Pregate, cari figli, perché si adempia il progetto di Dio e perché ogni opera di Satana finisca a gloria di Dio” (07 – 02 – 1985). “Pregate perché Satana si allontani da questa parrocchia e da ogni persona che giunge in questa parrocchia” (11-07-1985).

L’anno 1985 è stato forse quello più drammatico e solo la Gospa sa quale insidie il maligno stava tendendo alla parrocchia, come appare da questa misteriosa allusione: “ Satana ha preso una parte del mio piano e vuole farlo proprio”! (01 -08 -1985). Mi trovavo a Medjugorje e ho gioito con il gruppo dei giovani quando la Madonna ha dato il messaggio della vittoria “Cari figli, oggi vi ringrazio per tutte le preghiere che avete fatto. Pregate ancora e sempre di più, in modo che Satana stia lontano da questo luogo. Cari figli, il piano di Satana è fallito! Pregate che si realizzi tutti ciò che Dio si propone  di compiere  in questa parrocchia. Ringrazio particolarmente i giovani per i sacrifici che hanno offerto (05 – 09 – 1985).