Siccome Cristo è morto per tutti, tutti vanno in Paradiso: questa è una grave eresia, ma viene presentata come una forma di Divina Misericordia; è un’espressione che molte volte si trova nella predicazione e anche in qualche libro. Si tratta di un’espressione molto pericolosa perché si arriva a pensare che non è necessario pentirsi dei peccati perché tanto si va lo stesso in Paradiso. Questa mentalità è molto diffusa da decenni; queste idee serpeggiano da tempo e sono diventate delle formule eretiche che affermano che tutti vanno in Paradiso.

Non ci rendiamo conto che il Signore ci ha dato con chiarezza la Dottrina vera sulla Croce, quando ha detto al buon ladrone pentito dei suoi peccati: “Oggi sarai con me in Paradiso”, mentre l’altro ladrone è morto bestemmiando. C’è, allora, la duplice morte: quella del giusto e quella del peccatore impenitente. Non è vero che al termine della vita anche i delinquenti, gli assassini e i malvagi sono paragonabili a quelli che, invece, hanno vissuto rettamente o comunque si sono pentiti dei peccati.

A chi si pente e si confessa, i peccati vengono rimessi. Questa è la Redenzione di Cristo, è l’efficacia della Croce. Gesù sulla Croce ha espiato tutti i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi, anche quelli dei più grandi peccatori. Cristo in Croce ha espiato anche il peccato di Giuda, che è il più grave mai commesso. Anche i peccati più gravi vengono rimessi, ma ci vuole il pentimento che può esprimersi attingendo alle bellissime parole dell’Atto di dolore: Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati; o anche: O Gesù d’amore acceso, non ti avessi mai offeso. I peccati vengono rimessi, ovviamente, con l’impegno di confessarsi. L’efficacia della Croce opera laddove c’è il pentimento e il proposito di non peccare più; diversamente, senza pentimento non c’è possibilità di avere la remissione dei peccati. Difatti, l’impenitenza fino al termine della vita è quella strada larga che porta alla perdizione eterna.

È vero che Cristo è morto in Croce espiando tutti i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi; è vero che la grazia della Salvezza viene data a tutti, ma non è vero che tutti si salvano. Si salvano tutti quelli che si pentono dei loro peccati e, potendo confessarsi, si confessano. Molti si pentono nell’ultimo istante della loro vita.

La grazia della Salvezza viene data a tutti, non solo a chi crede ma anche a chi non è cristiano. Non bisogna dimenticare che potenzialmente siamo tutti figli di Dio, tutti siamo stati salvati dal sangue di Cristo. Come dice l’insegnamento della Chiesa, la grazia dello Spirito Santo, per vie note a Dio, può arrivare anche ai cuori di chi è lontano, suscitare in loro una luce, il pentimento dei peccati, un sentimento filiale. Sono tutte grazie speciali che Dio dà a tutti al termine della vita e che possono almeno arrivare almeno al luogo della purificazione, il purgatorio, che è una preparazione al Paradiso.

Anche i non battezzati, in quanto anch’essi redenti dal sangue di Cristo, possono essere raggiunti dalla grazia dello Spirito Santo per pronunciare parole, dal fondo del cuore, che indichino il pentimento dei peccati e l’apertura a Dio.

Dobbiamo liberarci da questo che è un vero e proprio slogan del diavolo, ingannatore e menzognero fin dal principio, che afferma che tutti vanno in Paradiso. Questa espressione, oltre che falsa, è pericolosa. La Madonna ha detto che ci vuole tutti con lei in Paradiso: «Vi amo e desidero condurvi tutti con me in Paradiso» (25 aprile 1994); ha detto anche che purtroppo oggi la maggior parte delle persone va in purgatorio, ma un numero ugualmente grande va all’inferno: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso» (2 novembre 1983).

A Medjugorje la Madonna ha ripetuto l’insegnamento dell’esistenza dell’inferno, come aveva fatto a Fatima quando aveva mostrato ai pastorelli l’inferno. La perdizione eterna, purtroppo, è una possibilità della libertà umana. Nella sua essenza, la perdizione eterna consiste proprio nel rifiuto di Dio, nell’odio contro Dio e contro la Croce; tant’è vero che la Madonna, nella descrizione dell’apostasia del nostro tempo, ha detto: «la Croce e la fede sono rifiutate» (25 luglio 2020). La Regina della pace ha detto, quindi, che abbiamo rifiutato l’efficacia del sacrificio di Gesù sulla Croce dove ha espiato i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Il rifiuto della Salvezza, il rifiuto di Cristo, il rifiuto dell’amore di Dio sono quella scelta libera con cui l’uomo infligge a se stesso l’inferno eterno. L’inferno eterno è un’auto-afflizione, un’auto-punizione, è un’auto-esclusione. Questa verità deve metterci in apprensione; il santo timore di Dio è una preoccupazione sincera e responsabile per la salvezza eterna della nostra anima.

Il primo passo per la salvezza eterna della nostra anima è il riconoscimento dei nostri peccati. Quante persone Gesù ha guarito perché riconoscevano la loro debolezza, la loro indegnità e il loro peccato. Questo atto di umiltà è il primo gradino verso la salvezza. La presunzione di non essere peccatori, di essere infallibili, è molto pericolosa perché il Giudizio finale riguarda tutti.

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna (Mt 25,31-46).

Facciamo in modo di non essere tra quelli a cui Gesù rivolgerà le parole “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli”. Non è vero che tutti gli uomini in Paradiso; è vero, invece, che chi muore in stato di peccato mortale e non si pente dei propri peccati, si perde eternamente. Ogni sera, prima di addormentarci, rivolgiamoci a Gesù con cuore umile, pentiamoci dei peccati commessi durante la giornata. Basterebbe recitare ogni sera l’Atto di dolore con cuore umile e sincero per avere la certezza della salvezza. Impariamo a dirlo tutte le sere, prima di addormentarci.

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te,
infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.