
82. Le anime deboli che, nella prova, cedono ai compromessi
La Gospa ha espresso il suo dispiacere di madre per quelli che, dopo tanti anni della sua presenza, neppure la prendono in considerazione.
Ma ancora più si è mostrata addolorata per quelli che apparentemente sono i suoi seguaci, perché accorrono alle sue apparizioni tenendo in mano la Corona del Rosario, ma hanno il cuore inquinato dal peccato.
Questa è una delle tentazioni più sottili con la quale il principe di questo mondo indebolisce la Chiesa e la rende incapace di resistere ai suoi assalti.
Si tratta di una forma di farisaismo che offre all’esterno una facciata di rispettabilità religiosa, mentre l’interno è pieno del sudiciume dei vizi e delle cattive intenzioni.
I tiepidi non sono nella condizione spirituale di affrontare una Via Crucis. Non hanno né il coraggio, né la forza, né la voglia.
Come gli apostoli nella notte del Giovedì Santo si spaventeranno e fuggiranno nell’illusione di avere salva la vita. La prospettiva del martirio li spaventa e finiranno per tradire la fede.
La Madonna lo ha ben constatato nella notte dell’impero delle tenebre, quando il Figlio è stato abbandonato, rinnegato e tradito.
Per questo la Madre è infaticabile nell’esortare i suoi figli ad essere “saldi e decisi nella fede” e a non aver paura nel dare testimonianza, in modo tale da affrontare le prove rivestiti della fortezza di Dio.
Al contrario l’astuta serpe sa che la maggioranza silenziosa dei pavidi, debilitata dal virus della mondanità, è pronta ad abbandonare il campo nel momento della battaglia.
Non lascia nulla di impreparato perché nel momento cruciale del passaggio del Mar Rosso il popolo dei carnali cerchi la salvezza guardando indietro invece di lanciarsi in avanti.
Non vi è dubbio che approderanno alla spiaggia del mondo nuovo della pace solo quelli che si sono preparati per tempo, i “testimoni della fede”, gli “apostoli dell’amore”, “i portatori della pace”.
Il tempo dei Segreti separerà il buon grano dalla paglia e i pesci buoni da quelli cattivi, donando alla Chiesa la necessaria purificazione per i “tempi nuovi”.