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37. I Segreti dal quarto al decimo sono i sette flagelli dell’Apocalisse
I Segreti di Medjugorje nella loro totalità sono Dieci, un numero che richiama le dieci piaghe d’Egitto, con le quali Dio ha liberato il suo popolo dalla schiavitù del Faraone.
Tuttavia ha un rilievo biblico anche il numero Sette, cioè i Segreti dal quarto al decimo dopo il Segno sulla collina delle prime apparizioni, in quanto richiamano i sette flagelli dell’Apocalisse, con i quali viene distrutto “il mondo nuovo senza Dio”, come ha già rivelato la Regina della pace.
Tutto ci sarà più chiaro se comprendiamo che espressioni come “I Sette flagelli”, “Il Mondo nuovo senza Dio” e “Il Regno dell’Anticristo” indicano tutte le medesime realtà, cioè il primo grande combattimento escatologico degli “Ultimi Tempi”.
A questo riguardo si può cogliere con l’Apocalisse una analogia ancora più stretta, laddove si parla dei sette sigilli e delle sette trombe che precedono i sette flagelli.
In realtà si tratta sempre dei medesimi eventi in quanto i sette sigilli sono i sette Segreti in quanto “sigillati”, cioè conosciuti solo dai Veggenti ai quali la Madonna li ha rivelati.
I medesimi eventi in quanto vengono rivelati al mondo sono le sette trombe apocalittiche, in quanto la loro eco risuonerà in tutto il mondo.
I setti flagelli sono gli eventi che si abbatteranno sul mondo tre giorni dopo che sono stati annunciati e che colpiranno innanzi tutto i non credenti che non hanno voluto accogliere gli ammonimenti del Cielo.
Questo stretto legame dei Segreti di Medjugorje con l’Apocalisse conferma che siamo entrati negli “ultimi tempi” e in particolare nel primo combattimento escatologico fra la Donna vestita di sole, con una corona di Dodici stelle, e l’enorme drago rosso che la vuole assalire.
È necessario che i credenti, guidati dalla Regina della pace, sappiano leggere nella luce della Fede e nella Parola di Dio il tempo nel quale stiamo per entrare col primo Segreto, perché tutto si può superare se si ha chiaro il piano divino di salvezza, diversamente il rischio è di vagare qua e là nel buio e poi perire.