PREGHIAMO PER IL SANTO PADRE

Papa Francesco, l’omelia di oggi letta da monsignor Fisichella: «Saper perdonare e chiedere perdono, non escludendo chi ci colpisce e tradisce»

di Redazione Roma-Corriere della Sera 23 Febbraio 2025

Il pontefice ricoverato al Gemelli ha preparato il testo dell’omelia della messa giubilare per i 23 diaconi alla loro consacrazione: «Siate pronti a dare senza chiedere nulla in cambio. E non manchi il sorriso»

Città del Vaticano – «Per crescere insieme, condividendo luci e ombre, successi e fallimenti gli uni degli altri, è necessario saper perdonare e chiedere perdono, riallacciando relazioni e non escludendo dal nostro amore nemmeno chi ci colpisce e tradisce». 
Il Papa, ricoverato al Gemelli per una polmonite bilaterale da venerdì della scorsa settimana, ha preparato il testo dell’omelia per la messa giubilare per i diaconi presieduta – così come ha disposto Bergoglio – da monsignor Rino Fisichella.

«Un mondo dove per gli avversari c’è solo odio – evidenzia nel testo – è un mondo senza speranza, senza futuro, destinato ad essere dilaniato da guerre, divisioni e vendette senza fine, come purtroppo vediamo anche oggi, a tanti livelli e in varie parti del mondo. Perdonare, allora, vuol dire preparare al futuro una casa accogliente, sicura, in noi e nelle nostre comunità».  

Il messaggio ai 23 diaconi ordinati oggi 

I carismi del diacono debbono dunque sempre restare quelli del perdono, del servizio disinteressato e della comunione: «Investito in prima persona di un ministero che lo porta verso le periferie del mondo, – prosegue Francesco – egli si impegna a vedere, e a insegnare agli altri a vedere in tutti, anche in chi sbaglia e fa soffrire, una sorella e un fratello feriti nell’anima, e perciò bisognosi più di chiunque di riconciliazione, di guida e di aiuto».  Poi si rivolge direttamente ai diaconi, 23 dei quali sono stati consacrati oggi: «Fratelli, il lavoro gratuito che svolgete, come espressione della vostra consacrazione alla carità di Cristo, è per voi il primo annuncio della Parola, fonte di fiducia e di gioia per chi vi incontra. Da qui una richiesta: quella di accompagnare il servizio il più possibile con un sorriso, senza lamentarvi e senza cercare riconoscimenti, gli uni a sostegno degli altri, anche nei rapporti con i vescovi e i presbiteri». Per concludere: «Il vostro agire concorde e generoso sarà così un ponte che unisce l’Altare alla strada, l`Eucaristia alla vita quotidiana delle persone; la carità sarà la vostra liturgia più bella e la liturgia il vostro più umile servizio. Siate pronti a dare senza chiedere nulla in cambio, perché solo unisce, crea legami, esprime e alimenta uno stare insieme che non ha altro fine se non il dono di sé e il bene delle persone».

«Papa Francesco vicino e in mezzo a noi»

Prima di dar voce alla stesura del Papa, monsignor Fisichella gli ha dedicato il suo pensiero: «Mi fa particolarmente piacere dovere dare lettura dell’omelia che Papa Francesco avrebbe lui stesso comunicato a tutti quanti voi in questa domenica particolare. Nella celebrazione eucaristica dove la comunione assume una dimensione più piena e significativa sentiamo il Papa, benché in un letto d’ospedale, vicino e in mezzo a noi e questo ci obbliga a rendere ancora più forte e intensa la nostra preghiera perchè il Signore lo assista nel momento della prova e della malattia».