Credo a Medjugorje, ma bisogna tornare al fervore delle origini

Caro Padre Livio, come in molti già hanno fatto anche io mi sento di scriverle per esporre, brevemente, quale è stata la mia esperienza di Medjugorje.
All’inizio ero assolutamente scettica e non “ascoltavo” pareri o commenti (come fa ora quell’ascoltatrice), ma mi basavo sui miei pensieri che si fondavano solo su preconcetti… sbagliati evidentemente.
Poi, proprio “ascoltando” lei i suoi commenti, le interviste ai veggenti, le storie degli altri abitanti di Medjugorje, testimoni credibili di di tutto quello che, nei primi anni hanno visto e vissuto, come eventi straordinari, conversioni, le continue persecuzioni da parte delle autorità comuniste che hanno sopportato coraggiosamente con fede e speranza, ho finalmente capito e creduto.
E’ impensabile affermare che questi ragazzi sostengano da oltre 40 anni qualcosa di non vero; non ci sono mai state defezioni, cedimenti, abiure, contraddizioni… nulla li ha fatti desistere, nemmeno agli inizi, così duri, nemmeno uno di loro. Senza contare che se uno ha la buona volontà di “ascoltare” i veggenti, si accorgerà che parlano come i migliori teologi e religiosi pur senza aver compiuto studi in merito e le loro parole riempiono il cuore.
Ecco cosa mi ha fatto credere a Medjugorje: ho finalmente “ascoltato” non le mie idee, ma la storia delle apparizioni così come sono avvenute dalle voci dei protagonisti, in altre parole, la semplice Verità. Sono assolutamente convinta che se uno “chiude le orecchie” arroccandosi sulle sue convinzioni, chiude anche il cuore e ahimè, non gli è dato di “vedere”, di comprendere.
In conclusione vorrei dare umilmente un piccolo consiglio a quanti credono di sapere senza informarsi in maniera onesta sugli eventi e i fatti di Medjugorje: “ascoltate” notizie, informazioni, testimonianze solo così si diraderanno le nebbie del dubbio e della poca fede.
Sant’Agostino diceva che…”la verità si difende da sola”… ma bisogna aprire le orecchie.
Radio Maria da tanti anni ci dà proprio questa opportunità, che è una vera grazia di Dio e della Madonna, dobbiamo approfittarne. La ringrazio e la saluto cordialmente.
Daniela
Cara Daniela,
confermo tutto quello che lei ha scritto sulla credibilità di Medjugorje e si potrebbe aggiunge molto altro.
Personalmente ho ricevuto la grazia di credere alle apparizioni prima ancora di andarci. Successivamente mi sono rafforzato in questa convinzione, nonostante che a volte non manchino motivi di perplessità.
Questi sono dovuti alla nostra mentalità, secondo la quale i veggenti in primo luogo e con loro tutta la gente del posto, dovrebbero essere esenti da difetti e da manchevolezze umane.
In realtà non è così. Se noi leggiamo i messaggi della Madonna ci renderemo conto che, nei confronti della Parrocchia della sua elezione, ha dovuto spesso usare la mano forte, fino a minacciare di non dare più messaggi.
Gli stessi veggenti erano dei bravi ragazzi e ragazze, ma la Madonna ha detto che non ha scelto i migliori e anche loro hanno dovuto fare un cammino spirituale, pieno di difficoltà e di pericoli.
Tuttavia in tutti questo anni la gente di Medjugorje è riuscita a dare la sua bella testimonianza sulla presenza di Maria, soprattutto tenendo viva la preghiera.
Momenti eroici (la persecuzioni, la guerra) si sono alternati a momenti meno brillanti, in cui il consumismo ha allungato i suoi tentacoli.
La presenza della Madonna richiede vigilanza, serietà nell’ascolto dei messaggi e una vita cristiana come la Madonna ha raccomandato: semplice, umile e sobria.
I primi due segreti sono, a quanto è trapelato, un serio ammonimento, una vera e propria purificazione. E’ giunto il momento di prepararsi, ritornando al fervore delle origini.
Ave Maria
Padre Livio