Non dobbiamo avere paura delle prove quando ci saranno

Carissimo Padre Livio,

– ho letto l’ultima lettera di Antonio, 

– ascoltato la sua “divertente” risposta provocatoria,

– letto tutte le belle lettere pubblicate.

Perché fare ipotesi e voler trovare a tutti i costi una data? 

Fidiamoci e affidiamoci. 

Come i Santi martiri di ogni tempo e di ogni luogo. 

Non dobbiamo aver paura delle prove quando ci saranno.

Verranno, punto e basta. 

Alle vittime della Libia, qualcuno ha detto qualcosa affinché ciò non accadesse? Non mi risulta. Qualcuno è potuto intervenire prima? NO. I duemila morti di ieri, pare siano lievitati a 10.000.

A noi, per grazia ricevuta, ci verranno comunicate tre giorni prima! Non ci basta neanche questo? Gioiamo, perché ci attende la vita eterna, la misericordia di Dio Padre!

Intensifichiamo la preghiera. 

E’ l’unica cosa che possiamo fare, l’unica arma bianca che possiamo usare. 

Solo questo corrisponde alla volontà della Mamma Celeste, dei messaggi di Medjugorje e di tutte le apparizioni approvate dalla Chiesa. 

Da quattro anni a questa parte, ammiro caro Padre il suo esempio quando ci dice di “aver alzato l’asticella” portando a quattro rosari ogni giorno (i quattro misteri e anche qualcuno in più quando possibile se non ricordo male) la sua preghiera personale. Grazie.

CREDO SI DEBBA PERO’ RIPARTIRE DALLA BASE. 

Dove vogliamo andare se molti bambini non sanno farsi neppure il segno della croce? 

Nessuno lo ha insegnato loro. 

Hanno ricevuto il battesimo grazie all’insistenza dei nonni, ma tutto è finito lì.

Ripartiamo dal SEGNO DELLA CROCE, ripartiamo DAI BAMBINI come ci ha chiesto il Santo Padre in una delle sue catechesi sulla Preghiera del 27 maggio 2020. 

“Il segno della croce è la prima preghiera”.

“La preghiera è una catena di vita, sempre: tanti uomini e donne che pregano, seminano vita.
La preghiera semina vita, la piccola preghiera: per questo è tanto importante insegnare ai bambini a pregare. A me dà dolore quando trovo bambini che non sanno fare il segno della croce. Bisogna insegnare loro a fare bene il segno della croce, perché è la prima preghiera.
È importante che i bambini imparino a pregare. Poi, forse, si potranno dimenticare, prendere un altro cammino; ma le prime preghiere imparate da bambino rimangono nel cuore, perché sono un seme di vita, il seme del dialogo con Dio” (Papa Francesco)

Alimentiamo la fiamma dello Spirito Santo, che è VIVA anche se silente in questi piccoli cuori. 

Dobbiamo “investire” nel ricambio generazionale per non rischiare quel “vuoto” fisiologico che si verrà a creare con la morte dei nostri anziani, che pregano e pregano tanto, sono loro il vero ESERCITO di Maria!

Allora sì che “sarà pianto e stridore di denti” !!!!

Ave Maria,

Gianna


Cara Gianna,

grazie per questa tua appassionata riflessione che ci ricorda quello che sta  a cuore alla Madonna e che deve essere la nostra  preoccupazione quotidiana.

La Madre nel  suo ultimo messaggio ci ha detto che Lei è qui con noi “per guidarci sulla via della conversione del cuore”.  Che altro dovremmo fare se non questo?

Soprattutto intensifichiamo la preghiera, rivolgendo i nostri cuori “verso il Cielo”, affinché il nostro cuore senta il Dio d’amore che guarisce le nostre  anime.

La fede, la preghiera e le nostre opere buone sono il pane quotidiano che ci dà la forza e uno sguardo sereno sul futuro.

Ave Maria

 Padre Livio