La gioia della paternità

Caro Padre Livio, mi perdoni se scrivo di getto togliendole tempo a cose ben più importanti che Lei ha, ma sono trascinato dal cavallo che scalpita e galoppa nel mio animo. Da quando ho la gioia immensa di avere una figlia mi sento più sereno e poco più responsabile ma noto anche di essere sempre un peccatore anche se guardo alla vita e all’al di là con occhi diversi.
Dall’emozione che suscita in me un semplice sguardo di mia figlia comprendo che essere padre è uno dei doni più grandi ricevuto dal Signore e dalla nostra bellissima Madre. Però tale sensazione di benessere che provo contemporaneamente mi urla in faccia qualche domanda. Io merito questo gran dono dell’Altissimo? Cosa ho fatto per meritarlo?
Io prego Dio e Maria di tenermi lontano dal caos quotidiano perché nel suo continuo stress inquina la bontà di animo che credo sia in ogni uomo, mette tutti noi uomini gli uni contro gli altri, ci rende insofferenti, intransigenti, arroccati sui principi inutili ed effimeri da difendere ad ogni costo e quindi ci rende tante polveriere pronte ad infiammarsi.
Quindi prego loro sia per darmi la continua consapevolezza di dover sfuggire a tali pericoli che ogni giorno ci circondano e sia per riuscire a mettere in pratica una parte degli insegnamenti di Dio. Spero di farcela perché vorrei poter vedere un giorno il volto di Dio e di Maria solo per ringraziarli per avermi creato, per avermi dato due splendidi genitori, una sorella, una nipote, una moglie ed una figlia.
Questo desiderio mi è esploso dalla nascita di mia figlia che è il più grande dono che abbia mai ricevuto in vita mia. Per questo ritengo di essere in debito con Dio e Maria.
La ringrazio per la sua pazienza e le mando un abbraccio.
Salvatore