Consiglio per figli che non credono

Caro Padre Livio, le scrivo per sapere come posso comportarmi con i miei figli che non vogliono più andare a Messa e che mi dicono che il cristianesimo è una storiella di altri tempi.
Hanno 19 e 21 anni e studiano entrambi ingegneria. Fino a poco tempo fa venivano sempre a Messa, ma adesso non ne vogliono più sapere. Entrambi non pregano più. Mi figlia dice che la Messa l’annoia e non crede che nell’eucarestia ci sia presente Gesù. Mio figlio se solo incomincio a parlare di Gesù si arrabbia.
Questa estate li ho portati entrambi a Medjugorje, ma sono rimasti totalmente indifferenti, non hanno voluto andare a Messa, ne confessarsi. Sono totalmente assorbiti dall’ideologia propinata dalla TV e dai social Media.
Se gli dico che non pensano con la loro testa, ma con quello che il modo gli vuole propinare, mi rispondono con un sacco di falsità e menzogne sulla chiesa: che è ricca, che ha fatto tanto male nella storia, insomma tutte le menzogne del cornuto.
Questa situazione mi rattrista moltissimo, vedere i miei figli essersi allontanati così tanto dalla chiesa cattolica è veramente devastante. D’altro canto penso a quante persone, al lavoro, parenti, amici ho e ho avuto che sono talmente indifferenti alla chiesa, a Gesù, alla Madonna, e forse mi sarei dovuto preoccupare di più per loro.
Ma adesso che sono toccato direttamente, mi rendo conto di quanto abbiamo bisogno dell’auto della Madonna e di Gesù affinché si possa avere la vera pace e la fede nel nostro Signore in questo mondo perso senza Dio. Caro Padre Livio lei cosa mi consiglia?
Grazie mille per tutto quello che fa.
Viva Gesù e Maria!
Alberto
Caro Alberto,
Partecipo al tuo dispiacere di padre per i figli che , come il figliol prodigo, abbandonano il lasciato di fede e di valori ricevuti in famiglia, per seguire le false luci e le libertà illusorie del mondo.
Quello che impressione è la moltitudine dei giovani di oggi che non vedono l’ora di emanciparsi dalla famiglia, che li ha educati nella fede cristiana, per andare a scuola dei vari di maestri, vuoti e inaffidabili, che riempiono le strade e le piazze digitali.
Non bisogna però scoraggiarsi, come ci insegna proprio la parabola del Figliol prodigo. La vita infatti non è quella che il mondo senza Dio di oggi propone. Non è un fiera delle vanità e della false liberta.
I nostri ragazzi, felici di non dover rendere conto a nessuno della propria vita, si troveranno necessariamente a fare i conti con la realtà., cioè con la sofferenza, con le sconfitte, con la cattiveria e gli inganni degli uomini, con un mondo impietoso che divora senza misericordia.
Allora che faranno, dove andranno, a chi si rivolgeranno, dopo che le illusioni sono cadute, le certezze si sono frantumante, le risorse sono state sperperate e saranno costretti a contendere le carrube ai porci?
Per loro sarà un grazia immensa sapere che c’è ancora qualcuno che li ama, che li perdona, che li accoglie, che li rimette in piedi, come il padre della parabola.
Perciò, caro Alberto, prega per i tuoi figli, tieni vivo il dialogo, pazienta e aspetta. Loro sanno che sui propri genitori possono sempre contare quando hanno bisogno.
Ave Maria
Padre Livio