Noi e quell’occasione di conversione mancata 30 anni fa

Caro Padre Livio,
condivido con lei le preoccupazioni per un futuro che non induce certo all’ottimismo. Anche chi non crede a Medjugorje e, anche chi non crede proprio ( mi riferisco agli atei )non può non notare che negli ultimi trent’anni circa si sia passati da un conclamato ottimismo ad un mal celato pessimismo generale.
Sarà pure che allora avevo trent’anni in meno ( 40 invece di 70 ) ma gli inizi degli anni 90 sembrava che il mondo volgesse veramente verso la pace. Caduta del muro di Berlino, crollo dell’URSS, il comunismo si stava sfaldando ovunque ( non proprio però ) Radio Maria, Giovanni Paolo II°, Medjugorje. Il mondo proiettato verso il 2000, verso la GMG di Roma, la spianata di Tor Vergata con 2 milioni di ragazzi, Jesus Christ Superstar You are my life” Sembrava che tutto andasse verso il trionfo del Cuore Immacolato promesso a Fatima, ma…….. Ma qualcosa non tornava. Non solo secondo me, nella Chiesa e, soprattutto nei seguaci della Gospa non c’è stata una vera conversione totale e duratura, ma una conversione solo parziale, debole insufficiente a contrastare il “vento di satana “. La Madonna, non solo ci ha invitato alla conversione, ma ha posto tutti i presupposti affiche si realizzasse ( ci ha, in pratica, spianato la strada ) ma noi non ne abbiamo approfittato, in pratica abbiamo perso il treno della conversione e il mondo si è volto nuovamente al peggio. Quei giovani a Tor Vergata, son diventati adulti ? Hanno avuto dei figli ? E cosa hanno insegnato ai loro figli se la partecipazione alla vita ecclesiale è così scarsa ?
Siamo sull’orlo di una guerra catastrofica che preluderà, probabilmente, ai famosi 10 segreti ma sembra che nessuno se ne importi. E quel fervore di 30 anni addietro ? Era, forse solo nella mia testa o era veramente reale. Perché allora si è spento come una candela consumata di cui rimane luminoso solo lo stoppino ?
Le chiedo scusa per questo sfogo ma la cosa mi fa star male. Facendo un esame di coscienza anch’io trovo in me parecchie colpe. Non ho messo Dio al primo posto ma solo in una posizione subordinata.
Riportando le parole che il Papa San Paolo VI° usò per il concilio : “ Ci aspettavamo la primavera e invece è venuto l’inverno.”
Grazie per la sua cortese attenzione
Valerio da Cesenatico