L’esistenza dell’anima: ce ne siamo dimenticati?

Caro Padre Livio

Le scrivo facendo riferimento al suo pensiero quotidiano sull’esistenza dell’anima, volevo condividere quanto sto notando in questi ultimi anni.

Non di rado, purtroppo, durante le esequie ho avuto modo di sentir dire a qualche Sacerdote che i defunti continueranno a vivere nel cuore delle persone a loro care.  Indubbiamente le persone a noi care saranno sempre nel nostro cuore ma dire che continueranno a vivere nel nostro cuore mi sembra a dir poco riduttivo ed ogni volta che sento questa affermazione, ne rimango turbato e rattristato. 

 Nella migliore delle ipotesi mi sembra una riflessione monca che non guarda oltre la vita terrena e si limita a dare una prospettiva che non comunica nulla di spirituale, come dire che rimane solo la memoria delle persone che ci hanno lasciato fino a quando chi è ancora in vita le ricorderà.  

Ogni volta mi sembra di recepire un messaggio che non trasmette, non solo la speranza ma quello che è il fondamento della nostra fede, la vita eterna.  Non ha detto Pietro al Signore “Solo tu hai parole di vita eterna”?   

La mia percezione è come se oggi, nella stragrande maggioranza, si avesse paura di proclamare apertamente, con forza e convinzione, la nostra fede, il nostro credere in Dio e nell’eternità; usando una metafora è come vivere sempre a capo chino senza mai alzare la testa e guardare il cielo verso l’infinito. 

Ogni volta vorrei dire che la persona che stiamo salutando e ricordando, non vive soltanto nei nostri ricordi e sentimenti ma continua a vivere nella sua essenza più preziosa, probabilmente bisognosa di preghiere ma viva, ma anch’io, purtroppo, finisco per tacere ed allora penso che probabilmente dovremmo avere la forza e il coraggio di manifestare in tutto la nostra fede per ribaltare le cose.

Pierpaolo 


Caro Pierpaolo,

hai fatto una diagnosi precisa della situazione nella quale si trova l’uomo di oggi che non vuole Dio, come ha detto la Regina della pace, ma neppure è interessato all’Aldilà e riduce sé stesso a un animale senza un’anima spirituale e immortale.

E’ una visione falsa della vita e della morte che riporta i paesi una volta cristiani nelle tenebre e nella degradazione del paganesimo.

In questo contesto di tristezza e di morte, che le false luce della mondanità non riescono a coprire, che cosa vi è di più desiderabile, di più confortante e di più necessario dell’annuncio della vita eterna, che è il cuore della fede cristiana?

La parola passa alla Chiesa. Ma quanti nelle chiese in questi giorni, in cui abbiamo celebrato la festività dei Santi e la Commemorazione dei Fedeli defunti, hanno esposto la Dottrina cattolica sul Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio come fa, con lodevole chiarezza, il Catechismo della Chiesa cattolica?

Radio Maria lo ha fatto ampiamente. E chi altro?

Ave Maria

Padre Livio