Testimonianza vissuta nel pellegrinaggio a Medjugorje

Carissimo Padre Livio,

ci tengo a condividere con lei — e, se lo riterrà opportuno, con i lettori del suo blog — la mia testimonianza vissuta durante il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje, lo scorso aprile. Spero che possa essere di aiuto e incoraggiamento per chi è ancora scettico o in ricerca.

Sono stata a Medjugorje dal 23 al 27 aprile. Il giorno 25, sotto una pioggia battente e incessante, io, mia mamma e due amici stavamo tornando dal Podbrdo. Erano quasi le 17:40 quando, improvvisamente, un rombo profondo — come un tuono senza fulmine — squarciò l’aria. In quell’istante, la pioggia cessò. Le nuvole, dense e grigie, si aprirono come un sipario, lasciando emergere un sole abbagliante. E fu allora che accadde qualcosa di inspiegabile.

Il sole iniziò a pulsare, come se volesse avvicinarsi a noi, poi prese a girare — prima lentamente, poi sempre più veloce. Intorno ad esso si formarono cerchi concentrici di luce, i raggi danzavano e le nuvole si coloravano di rosa intenso, poi di un giallo quasi irreale. Tutto si fermò. Gli uccellini, che fino a poco prima cinguettavano nonostante la pioggia, tacquero. E noi, senza nemmeno pensarci, ci inginocchiammo, avvolti da una pace profonda, impossibile da descrivere a parole.

In quel silenzio, abbiamo percepito chiaramente che qualcosa di grande stava accadendo. Non vedevamo nulla con gli occhi, ma sentivamo che la Madonna era lì, presente. Dopo alcuni istanti, il sole — che sembrava essersi calmato — riprese a girare, più lentamente, come un ultimo saluto. Le nuvole, ancora tinte di rosa, sembravano accompagnare quel movimento.

 Fu allora che, sopra di noi, apparve una croce tra le nuvole, netta, inconfondibile. Restammo senza fiato. Sembrava un sigillo celeste sul momento che avevamo appena vissuto. Poi, tutto si placò: il sole tornò normale, la croce svanì, le nuvole si richiusero. E la pioggia riprese a cadere.

Ci guardammo senza bisogno di dire nulla. Eravamo stati testimoni di qualcosa di sacro. Qualche ora dopo, scoprimmo che il messaggio della Madonna a Marija, proprio quel 25 aprile, parlava di conversione e del ritorno a Dio. Era come se quelle parole fossero state rivolte direttamente a noi. Le sentivamo risuonare nel cuore.                                              

Il giorno seguente, il 26 aprile, un altro momento speciale ha segnato il mio cammino. Durante la Messa, dopo dieci anni di lontananza dalla Chiesa, ho deciso di fare la Comunione. Mi ero confessata prima di partire per il pellegrinaggio, ma non avevo ancora avuto il coraggio di compiere quel passo.

Quel giorno, invece, ho sentito che era il momento. Era un ritorno, un abbraccio ritrovato, un’apertura del cuore. E come se il cielo volesse ancora confermare la strada intrapresa, una volta uscita dalla chiesa ho alzato lo sguardo… e ho visto di nuovo il sole muoversi nel cielo. Non era forte come il giorno precedente, ma si muoveva, lento, rassicurante. Ho sentito un calore dentro, come un segno: “Sì, stai tornando a casa.” Quel viaggio non è stato solo un pellegrinaggio. È stato un richiamo. Un invito della Madonna a cambiare, a ricominciare, a lasciare che l’amore di Cristo trasformi il cuore.
 
Tra qualche mese tornerò a Medjugorje, in occasione del Festival dei Giovani. Questa volta porterò con me una cara amica che, come me, ha bisogno di ritrovare la fede dopo anni di distanza. Sono certa che anche lei troverà qualcosa che le cambierà la vita.

Con enorme gratitudine nel cuore,

Francesca


Cara Francesca ho letto volentieri la tua testimonianza, sincera e commuovente. Dio ci parla in molti modi, sempre col fine ultimo di riportarci a Lui e al suo amore.

Quando questo avviene sentiamo il bisogno di farlo sperimentare alle persone che più ci stanno a cuore.

Tieni viva nel cuore questa belle esperienza della tua vita e alimenta il ricordo con la preghiera quotidiana.

Dio ti benedica

Padre Livio