
Un tipico pranzo di Natale con famiglia e amici
Caro Padre Livio,
il giorno del Santo Natale, dopo aver letto i messaggi che la nostra cara Madre ci ha donato, ho ripensato al pranzo, da poco terminato, con la mia famiglia.
Prologo: sono una donna cinquantenne e ho avuto la grazia di avere due genitori (il papà ora vive in Cielo) che con il loro esempio (l’amore verso il Signore e la Vergine Maria, le preghiere, la Santa Messa quotidiana e le catechesi ascoltate per anni e anni su Radio Maria) ci hanno mostrato la via della salvezza.
Il giorno del Santo Natale, riuniti a tavola, con presepe, albero natalizio, Gesù Bambino nella culla, abbiamo iniziato a parlare appunto di Gesù. E di chi altri dovremmo parlare il giorno di Natale?!
Padre Livio sono rimasta attonita.
Mia sorella, fresca di laurea presa in tardissima età (la qual cosa è sicuramente lodevole) ci ha candidamente spiegato che lei si sente più vicina al mondo ebraico. Per lei Gesù è un profeta, un grandissimo profeta, ma non certo Dio. È soltanto un uomo. Che il Vangelo è stato scritto da uomini e che non è opera divina ed è molto romanzato, una storia più per bambini che per adulti maturi.
Tenga presente che mia sorella alla domenica partecipa alla Santa Messa. Quindi alla mia domanda: ma per te cos’è l’Eucaristia? La risposta non si è capita. Anche lei è molto confusa.
Mio cognato (laureato) invece sostiene che bisognerebbe prima studiare almeno le grandi religioni, poi scegliere liberamente quale seguire. Però è attirato dalle ricchezze e dal “potere” della Chiesa, infatti per lui è la speranza dei poveri. Cioè mi spiego, le ricchezze materiali della Chiesa fanno sì che i poveri abbiano la speranza in un futuro migliore. Quindi, speranza=ricchezza.
Mio nipote, trentenne laureato, al solo sentire nominare le parole Chiesa, Gesù, religione è sbottato in una grande sfuriata, dicendo che se dobbiamo parlare di queste cose, non trascorrerà più un Natale insieme a noi.
Non le dico poi quando, la mia mamma ed io, abbiamo accennato a lei Padre Livio e a Radio Maria (che seguiamo fedelmente, contribuendo con le nostre piccole, ma costanti offerte). I sorrisi di compatimento non si sono certamente risparmiati.
Gli altri commensali, o tacevano, oppure borbottavano qualcosa in nome di una non ben comprensibile libertà.
Ovviamente Medjugorje è un posto dove sì, avvengono tante cose lodevoli (una sorta di oppio dei poveri) ma i veggenti, le apparizioni, noooo… quello no. È una trovata di chissà chi.
Bisogna elevarsi culturalmente.
Ecco, questo è quanto.
Quando ho letto i messaggi ho compreso (almeno in una piccola parte) le preoccupazioni della Gospa.
In ogni caso, noi non demordiamo.
Andiamo avanti.
Continuiamo a pregare, digiunare e a seguire la nostra cara Madre, affidandoLe, giorno per giorno, con umiltà e semplicità, questa umanità totalmente persa.
Le vogliamo tanto bene Padre Livio.
Grazie!
La Madonna la stringa forte, forte, forte, al Suo dolce Cuore di Mamma.
Una sua figlia spirituale
Carissima, non ho molto da aggiungere a questo quadro che rappresenta efficacemente la nostra società.
Vorrei solo osservare che la sua presenza e quella di sua madre a questo convito lascia accesa una luce di speranza.
Senza di voi regnerebbe un buio assoluto. Così sarebbe del mondo se la Madonna non stesse accendendo le luci degli Apostoli del suo amore.
Ave Maria
Padre Livio