
Pietre vive a Notre Dame
Carissimo Padre Livio
Ho seguito in diretta TV all’evento della riapertura di Notre Dame, è stata una grande emozione: la chiesa di nuovo risplendente della luce di Maria, il suo nome ripetuto ed innalzato dalle voci bianche del coro dei bambini, tutti accolti sotto il suo manto: il popolo, le maestranze, i politici, i capi dei governi del mondo….
Mi è sembrato di assistere a qualcosa di più che ad un semplice evento terreno, si percepiva un altro tipo di “regia”…
E poi quel vento, metafora dello Spirito Santo, che all’ingresso della chiesa faceva svolazzare i paramenti dei sacerdoti e mi ricordava lo stesso vento che soffiava il giorno dei funerali di S. Giovanni Paolo II e sfogliava le pagine del Vangelo deposto sulla sua bara.
Mi sono chiesta se nei piani di Maria ci fosse pure l’incendio “fortuito” di Notre Dame? Senza quell’evento ci sarebbe stata un’occasione tale da indurre tanti “potenti” della terra a riunirsi a Notre Dame ed inoltre nella festa dell’Immacolata Concezione?
Ho pensato che forse quell’incendio sia stato necessario, è stato necessario “sacrificare” le pietre di una chiesa meravigliosa con tutto ciò che c’era di prezioso, per più importanti pietre “vive”, quelle vere che stanno davvero a cuore a Dio e a Maria.
Sono sicura che la grazia di Dio, per intercessione della Vergine, avrà misteriosamente agito nei cuori di tutti coloro che hanno partecipato a quest’evento, in particolare dei capi di stato che hanno grandi responsabilità sulle sorti del mondo attuale.
Questo mi ha fatto anche riflettere sulla necessità degli eventi dei segreti che, come più volte ha ribadito, per quanto dolorosi saranno necessari per ottenere un bene più grande: la conversione dell’umanità.
Il Signore la benedica sempre, e le doni una voce rinnovata per il grande servizio che porta avanti con tenacia e fede.
Un caro saluto.
Cinzia
Cara Cinzia, hai dato una lettura della serata di Notre Dame nella quale mi ritrovo, avendo seguito quasi casualmente l’evento e rimanendone impressionato e persino commosso.
Sono rimasto sorpreso che un avvenimento, facilmente sfruttabile dai mass media e dagli stessi attori, abbia invece avuto tratti di sincera partecipazione e di sobrietà che mai mi sarei aspettato e che è stato un messaggio per il mondo intero, sicuramente per quello cristiano.
Infatti come non ammirare la risposta che ha dato il popolo francese, e non solo quello, alla tragedia che ha semidistrutto la basilica dedicata a “nostra Signora”, riuscendo nell’intento di ricostruirla in soli cinque anni?
Questo è possibile solo se nel fondo dei cuori, laddove solo Dio vede, c’è un amore per “Nostra Signora” che ha resistito a tutte le intemperie della laicità che hanno imperversato nei tempi della modernità.
Mi viene in mente un altro miracolo di questo popolo, ma questa volta siamo nel Medioevo, quando un paese di quattromila abitanti, Chartres, ha avuto l’ardire di costruire una cattedrale grandiosa da sbalordire i contemporanei.
Purtroppo, anche questa volta un incendio l’ha distrutta, ma gli abitanti non hanno ceduto e hanno ricominciato a ricostruirla impiegandoci un secolo.
E sapete per quale motivo? La gente aveva trovato nella cripta della Cattedrale il velo intatto della Madonna e, per ringraziarla di questo dono, le hanno di nuovo rimesso in piedi la fantastica basilica di prima.
Le radici cristiane e mariane dell’Occidente, in particolare dell’Europa, sono troppo profonde per perire miseramente al soffio di mode passeggere, che spariranno senza lasciare traccia.
La serata di ieri, in una Notre Dame ricostruita, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni ecclesiastiche e politiche, è stato un evento memorabile, un dono del Cielo da interpretare, una mano tesa a un Occidente che si era perso per strada.
Ave Maria
Padre Livio