Circolano voci riguardo a ciò che ha deciso la Santa Sede…

Carissimo Padre Livio,

circolano molte voci su ciò che deciso la Santa Sede riguardo a Medjugorje e non mancano quelle negative che creano apprensione.

Possibile che dopo oltre 43 di apparizioni con tutto quello che ne è seguito di conversioni e di adesioni in tutto il mondo, adesso ci vengano a dire che le apparizioni non ci sono, ma che però i pellegrinaggi sono i benvenuti perché lì si prega bene?

Fra l’altro non mi pare che a Medjugorje manchino le mafie tipiche della Bosnia ed Erzegovina.

Allora io mi chiedo: se non c’è la Madonna che appare perché dovremmo andare in pellegrinaggio fino a Medjugorje?

Enrica di Padova


Cara Enrica,

che a Medjugorje appaia la Madonna per quanto mi riguarda non ci sono dubbi e le persone che ci vanno in pellegrinaggio lo sperimentano nel loro cuore.

Ho visitato molti santuari, ma in nessuna parte ho avvertito quella presenza misteriosa che la Madonna fa sentire nel cuore a Medjugorje.

Nel nuovo regolamento che riguarda le apparizioni la Chiesa ha deciso di pronunciarsi solo sui frutti spirituali, ma non sulla realtà delle apparizioni, salvo casi particolari nei quali si pronuncia direttamente il Papa.

Io credo che, per quanto riguarda Medjugorje, la Chiesa dia il Nulla Osta, cioè il massimo consenso, sui frutti spirituali ma, almeno per il momento, non si pronuncia sulle apparizioni. Questo potrebbe avvenire in un secondo momento.

Ovviamente i fedeli possono credere che la Madonna appare a Medjugorje e che dà i messaggi, come fanno milioni  di persone, compresi migliaia di Sacerdoti, Vescovi e Cardinali.

La Madonna ha tutto in mano e arriva sempre dove vuole arrivare, nonostante i bastoni fra le ruote delle talpe moderniste.

Ave Maria

Padre Livio


ECCO QUI I 6 GRADINI DI GIUDIZIO PREVISTI DAL NUOVO REGOLAMENTO:

Il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali potrà giungere a delle conclusioni che si esprimeranno di norma in uno dei termini qui di seguito indicati.

17. Nihil obstat — Anche se non si esprime alcuna certezza sull’autenticità soprannaturale del fenomeno, si riconoscono molti segni di un’azione dello Spirito Santo “in mezzo”[18] a una data esperienza spirituale, e non sono stati rilevati, almeno fino a quel momento, aspetti particolarmente critici o rischiosi. Per questa ragione si incoraggia il Vescovo diocesano ad apprezzare il valore pastorale e a promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale, anche mediante eventuali pellegrinaggi a un luogo sacro.

18. Prae oculis habeatur — Sebbene si riconoscano importanti segni positivi, si avvertono altresì alcuni elementi di confusione o possibili rischi che richiedono un attento discernimento e dialogo con i destinatari di una data esperienza spirituale da parte del Vescovo diocesano. Se ci fossero degli scritti o dei messaggi, potrebbe essere necessaria una chiarificazione dottrinale.

19. Curatur — Si rilevano diversi o significativi elementi critici, ma allo stesso tempo c’è già un’ampia diffusione del fenomeno e una presenza di frutti spirituali ad esso collegati e verificabili. Si sconsiglia al riguardo un divieto che potrebbe turbare il Popolo di Dio. Ad ogni modo, il Vescovo diocesano è sollecitato a non incoraggiare questo fenomeno, a cercare espressioni alternative di devozione ed eventualmente a riorientarne il profilo spirituale e pastorale.

20. Sub mandato — Le criticità rilevate non sono legate al fenomeno in sé, ricco di elementi positivi, ma a una persona, a una famiglia o a un gruppo di persone che ne fanno un uso improprio. Si utilizza un’esperienza spirituale per un particolare ed indebito vantaggio economico, commettendo atti immorali o svolgendo un’attività pastorale parallela a quella già presente nel territorio ecclesiastico, senza accettare le indicazioni del Vescovo diocesano. In questo caso, la guida pastorale del luogo specifico in cui si verifica il fenomeno è affidata o al Vescovo diocesano o a un’altra persona delegata dalla Santa Sede, la quale, quando non sia in grado di intervenire direttamente, cercherà di raggiungere un accordo ragionevole.

21. Prohibetur et obstruatur — Pur in presenza di legittime istanze e di alcuni elementi positivi, le criticità e i rischi appaiono gravi. Perciò, per evitare ulteriori confusioni o addirittura scandali che potrebbero intaccare la fede dei semplici, il Dicastero chiede al Vescovo diocesano di dichiarare pubblicamente che l’adesione a questo fenomeno non è consentita e di offrire contemporaneamente una catechesi che possa aiutare a comprendere le ragioni della decisione e a riorientare le legittime preoccupazioni spirituali di quella parte del Popolo di Dio.

22. Declaratio de non supernaturalitate — In questo caso il Vescovo diocesano è autorizzato dal Dicastero a dichiarare che il fenomeno è riconosciuto come non soprannaturale. Questa decisione si deve basare su fatti ed evidenze concreti e provati. Ad esempio, quando un presunto veggente dichiara di aver mentito, o quando testimoni credibili forniscono elementi di giudizio che permettono di scoprire la falsificazione del fenomeno, l’intenzione errata o la mitomania.

23. Alla luce di quanto sopra esposto, si ribadisce che né il Vescovo diocesano, né le Conferenze episcopali, né il Dicastero, di norma, dichiareranno che questi fenomeni sono di origine soprannaturale, nemmeno nel caso in cui si conceda un Nihil obstat (cfr. n. 11). Fermo restando che il Santo Padre può autorizzare ad intraprendere una procedura al riguardo.